Ioulia Sofina nasce il 18 febbraio 1971 a Syktyvkar (nord-occidente della Russia centrale), dove all’età di nove anni supera l’audizione e inizia a studiare danza nell’Istituto Professionale “Scuola Coreografica Statale della Repubblica Komi”, all’epoca succursale dell’Accademia di Leningrado.

Gli studi

Ioulia SofinaOltre la danza frequenta la scuola d’obbligo per i ragazzi dotati con l’indirizzo scientifico (fisica elementare e matematica superiore) dove supera l’esame di maturità nel 1988.

Diplomandosi come ballerina professionista superando l’esame tecnico ed artistico previsto dal Ministero dell’Istruzione Professionale Specifica (scuola Vaganova) ottiene, in più, nel 1990, il secondo diploma specifico (con il massimo dei voti) dal Liceo della Cultura come insegnante delle discipline coreutiche.

Studia seriamente la musica (pianoforte) e l’arte del disegno. Si interessa alla storia del costume scenico e all’arte della scenografia.

Decide di perfezionare il suo livello professionale e, nel 1991, superando una severa selezione, inizia la sua formazione presso l’Università Statale degli Studi della Cultura e delle Arti di San Pietroburgo (cattedra della danza diretta dal professor Boris Bregvadze) con i docenti Seriognikova, Zviaghin, Vagabov, Bregvedze.

Durante gli anni di intenso studio apprende varie discipline sia generiche sia specialistiche quali:

  • Danza classica metodo A.Y. Vaganova, teoria e pratica
  • Tecnica Propedeutica e Pre-danza, teoria e pratica
  • Repertorio accademico, teoria e pratica
  • Danza di carattere metodo A.V. Shiryaev, A.V. Lopucov, A.I. Bociarov, Platonova, teoria e pratica
  • Danze popolari dell’ex Federazione Russa, storia, teoria e pratica
  • Danza russa popolare, storia, teoria e pratica
  • Particolarità delle danze popolari e folcloristiche nel mondo
  • Danze storiche europee dal XIV al XIX secolo, teoria e pratica
  • Balli da sala, teoria e pratica
  • Composizione coreografica e regia ballettistica, teoria (analisi) e pratica
  • Storia e Filosofia dell’Arte
  • Storia del balletto, critica
  • Storia del teatro e regia teatrale
  • Storia e teoria della musica
  • Etnografia, storia del costume quotidiano e scenico
  • Trucco teatrale, storia, teoria e pratica
  • Scenografia
  • Psicologia (infantile e adolescenziale) e Sistemi di insegnamento pedagogico
  • Discipline varie obbligatorie per ottenere il Titolo di Studio.

Nel 1995 si laurea con il titolo “Coreografa e maestra di ballo (maitre du ballet)”, con il quale conferma il suo diritto di insegnare la danza accademica a livello professionale, e che le permette di praticare la formazione didattica a livello professionale rivolta ai maestri di danza e svolgere l’attività nei teatri lirici.

I viaggi

In tutti questi anni balla, compone le proprie coreografie e quelle di repertorio per varie compagnie di danza (statali e private) a San Pietroburgo e in altre città della Federazione Russa, lavora a contratti e partecipa a tournée in Russia e all’estero (Finlandia, Cecoslovacchia, Polonia, Germania, Francia, Gran Bretagna, Tunisia, Giappone).

I numerosi viaggi nutrono il suo crescente interesse per le culture coreutiche delle varie nazioni, dalle quali rimane affascinata fin da piccola.

Frequenta corsi di aggiornamento per gli insegnanti specializzati nella tecnica di carattere tenuti dalle compagnie di danze di carattere più note in Russia.

Nel 1998 si trasferisce in Italia.

Da allora, per tredici anni, ha insegnato alla Scuola di danza Classica e Perfezionamento del “Balletto Teatro di Torino” diretta da Loredana Furno, tenendo i corsi di classico e carattere, partecipando attivamente a tutti i progetti della “Scuola BTT” per Torino e Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria.

Insegnante ospite di numerosi stage di danza, svolge l’attività di consulenza artistica e didattica nell’ambito delle scuole di danza e delle compagnie teatrali ed associazioni sportive e culturali.

Partecipa ad eventi e programmi educativi scolastici mirati alla divulgazione della danza, aperti alla partecipazione di alunni delle classi elementari e medie, con allievi anche diversamente abili, in collaborazione con il Comune di Torino.

Autrice e curatrice del progetto“Educazione Coreutica e Studi Coreografici” dell’Associazione culturale “La Gaia Scena” onlus in stretta collaborazione con numerosi Comuni della regione Piemonte. Cura le coreografie originali per varie compagnie di danza ottenendo positivi riscontri di pubblico e di critica.

Da diversi anni è docente-ospite della Cattedra del Teatro, Musica e della Danza dell’Università della Terza Età di Torino. Collabora con gli staff dei Corsi di perfezionamento e quelli intensivi organizzati dalle più famose Accademie di danza.

Nel 2011 pubblica il suo manuale didattico in lingua italiana “Danze di carattere. Tecnica accademica di carattere”, Alfredo Ferrero Editore.

Tiene corsi e seminari specialistici per insegnanti sulle danze di carattere. Ospite delle Fiere di Danza.

Nel gennaio 2012 dopo un Corso Breve Internazionale (didattica e pedagogia nelle aree formative della danza accademica classica come da programma MGAH), ottiene la Certificazione di Alta Formazione Professionale del “Bolshoi Ballet Academy Moscow” (MGAH, dipartimento di formazione professionale e supplementare post-laurea).

Dal 2012 organizza e svolge incontri formativi sulle danze di carattere e la tecnica accademica di carattere per gli alunni dei Licei ad indirizzo Coreutico. Dal mese di Marzo 2012 è Professore ospite in qualità di Docente Coreografo presso l’“Accademia Nazionale di Danza” a Roma, l’“Istituto di Alta Cultura”, dove tiene i corsi biennali di metodologia e didattica della danza di carattere e i corsi triennali di tecnica.

Dal 2013 è Membro del Consiglio Internazionale della Danza CID, ente sotto il patrocinio dell’UNESCO, con la qualifica di professionista leader a livello internazionale.

Gestisce il sito web www.sofina-dancevolution.com rivolto a tutti gli appassionati di danza e indirizzato inoltre in aiuto agli insegnanti di danza. Ideatrice di “Special Project – La Piccola Compagnia di Carattere” che comprende la formazione e l’aggiornamento degli insegnanti di danza sulla tecnica e repertorio della Danza di Carattere, stage per allievi, collaborazioni a progetto con le scuole di danza e le compagnie di spettacolo.

Dal 2015 cura il progetto editoriale “Dalla piazza alla scena. Danza di carattere”, una collana di Alfredo Ferrero Publisher, USA: giugno 2015 – Volume Primo. L’Ungheria. / Luglio 2016 – Volume Secondo. La Polonia.

Nel 2016 pubblica il suo secondo manuale didattico in lingua italiana “Danza di carattere nella scuola russa. Tecnica e stili”. Nel balletto ottocentesco, l’espressione “danza di carattere” indica la versione stilizzata e teatralizzata dei balli di origine popolare o nazionale.

La Scuola russa, attenta custode del patrimonio coreografico, ha organizzato queste danze in una materia scolastica che si è diffusa gradualmente in tutta Europa, ivi compresa l’Italia in cui l’autrice è una delle più accreditate insegnanti.

Nella pubblicazione “La danza di carattere nella scuola russa. Tecnica e stili” (curatore Valerio Basciano, Gremese Editore, collana “Piccola biblioteca delle arti”, pagine 287 con illustrazioni) si propone un programma didattico di durata quinquennale parallelo al corso di danza classica.

Passi e ritmi delle principali danze sono spiegati analiticamente nella tecnica e nello stile con il supporto di uno stimolante apparato illustrativo. Le descrizioni tecniche sono precedute da una breve discussione sull’origine del “carattere” e sul suo graduale orientamento verso il tratto nazionale.

Un esempio di lezione con relativi spartiti musicali chiude il testo, rendendolo uno strumento efficace per allievi e insegnanti, come per qualunque appassionato che voglia comprendere tutte le espressioni del balletto classico.

La casa editrice

La casa editrice Gremese nasce nel 1977 da un’idea di Gianni Gremese e si specializza inizialmente nelle arti dello spettacolo: cinema, teatro, danza, televisione e altri media. Successivamente, la casa editrice si è andata via via allargandosi, dando vita a numerose collane e a un catalogo generalista aperto a numerosi interessi.

L’intervista

Cara Ioulia, com’è nata l’idea del libro “Danza di carattere nella scuola russa. Tecnica e stili”?

L’idea nasce nel 2008 mentre lavoravo da Loredana Furno presso la Scuola BTT.

Qualche collega mi domandò alcuni particolari sulla mazurka, la ciarda e la danza spagnola. Sempre volentieri, ho condiviso le mie conoscenze con loro, fin quando pensai di mettere per iscritto il mio sapere così che i miei colleghi avessero maggiore materiale su cui lavorare.

Appunto dopo appunto ho però inteso che bisognava scrivere tutto per essere completi e così in quell’anno mi sono data da fare e ho cominciato a mettere insieme il materiale, lavorando sui caratteri principali della disciplina, ho raccolto tutto quello che potevo, anche con l’aiuto dei miei insegnanti in Russia i quali mi hanno dato precise spiegazioni, ed inoltre ho visionato un’infinità di video per essere sicura di quello che andavo a scrivere.

Dalla Russia ho ricevuto diversi libri sulla didattica a cura di svariati autori e ho cercato di mettere insieme queste nozioni tenendo conto che lavorando in Italia bisognava anche fare un riferimento alla tecnica classica, presente in questo Paese, dove non è pura Vaganova ma esistono altre influenze di metodologia come Cecchetti oppure Royal, al fine di offrire un’idea più chiara possibile.

Dopo sei anni è nato il primo volume con tante difficoltà e sangue, il linguaggio ancora era difficile e ringrazio il mio primo editore, Alfredo Ferrero, che con molta buona volontà mi ha dato una mano a mettere insieme la pubblicazione arricchita da immagini e riferimenti storici. La tiratura è stata bassa perché il progetto fu molto costoso ma da qui prese avvio il mio discorso editoriale.

Più tardi, mentre lavoravo all’Accademia Nazionale di danza a Roma, ebbi modo di conoscere la signora Flavia Pappacena e parlando di questo libro lei mi disse che era un materiale assai utile che però andava sistemato meglio, soprattutto nella lingua italiana, così mi diede il riferimento di una persona in grado di aiutarmi.

Infatti poi con Valerio Basciano abbiamo lavorato due anni via Skype e a tratti è stato anche divertente perché durante il collegamento video mi alzavo e gli mostravo le mosse di danza, riuscendo così a sistemare il tutto e grazie alla casa editrice Gremese abbiamo pubblicato il volume che si può affermare “definitivo” sulla tecnica.

Come si articola la disciplina di carattere nel libro?

Semplicemente si è preso come idea la danza accademica. Esattamente come è impostato il libro didattico sul classico, abbiamo sviluppato la medesima idea con la danza di carattere.

Il risultato è semplice e diretto, rivolto anche agli insegnanti grazie ad una precisa ed esatta terminologia.

A quale lettore e pubblico si rivolge il libro?

Si rivolge prima di tutto alle insegnanti di danza accademica perché per apprendere ottimamente la disciplina di carattere bisogna essere ben preparati sul classico, poi si rivolge agli appassionati senza tralasciare gli allievi ad esempio dei Licei Coreutici oppure dei Corsi avanzati o semplicemente per chi desidera comprendere meglio il funzionamento di un movimento o di un atteggiamento.

La Russia ha una profonda tradizione nelle danze di carattere, che ruolo ricoprono nel tessuto sociale e nella formazione?

È una cosa fondamentale la danza di carattere, può vivere di vita propria perché ci sono delle Compagnie e delle scuole specializzate ma comunque è sempre a pari passo con la disciplina classica, tanto che nelle Accademie viene costantemente insegnata partendo dal quarto corso, quando i ragazzi già hanno una preparazione di base classica ben solida, questa disciplina viene inserita per cinque anni accompagnando l’allievo fino al giorno del Diploma a ballerino professionista.

Quali sono i tuoi primi ricordi legati alla danza di carattere?

“Fascino e paura” perché vedendo i compagni più grandi che già studiavano questa disciplina tutto mi appariva meraviglioso, diverso e passionale.

Quando toccò il mio corso avevo il fiato sospeso, mi sentivo insicura in quanto la coordinazione e gli accenti musicali mi apparivano differenti però una volta provata ed interiorizzata la danza di carattere si trasforma in un’emozione unica.

A tuo avviso quanto è determinante lo studio della danza di carattere per chi sceglie oggi lo studio classico accademico?

Per me è una cosa indispensabile, al di là se poi si vuole diventare ballerini classici o contemporanei.

È una disciplina che accompagna a crescere sia tecnicamente che stilisticamente e musicalmente.

Un ballerino serio che ha studiato danza classica dev’essere in grado di fare tutto ciò che essa comprende e quindi anche il divertissement  della danza di carattere che fa parte dei grandi spettacoli di repertorio.

Inoltre voglio aggiungere che la capacità del ballerino di oggi è saper apprendere qualsiasi stile, pur avendo infatti una formazione classica può spaziare, ad esempio, nelle danze da sala, in quelle standard, latino americano…

Grazie alla danza di carattere si riesce a conservare e godere della capacità di apprendere diversi stili.

La danza di carattere logicamente è codificata come quella classica, giusto?

È una disciplina completa e codificata come la danza classica, quindi ci cono gli esercizi alla sbarra e i movimenti che hanno i propri nomi. Gli esercizi tecnici vengono costruiti con un sistema e anche quelli al centro possiedono delle regole di costruzione e non dei movimenti messi lì a caso.

Ad esempio nello studio di repertorio – a differenza del classico che prevede le punte per le donne e la tecnica maschile per gli allievi – nella disciplina di carattere è suddiviso in due specifiche categorie: “repertorio accademico” che fa parte dei grandi balletti classici e “repertorio popolare” che non è semplice e non va confuso con le danze folkloristiche in quanto vengono coreografate e preparate con tutte le giuste regole per il palcoscenico.

Secondo il tuo avviso qual è il punto di forza di questo libro?

Una spiegazione corretta, perché ho cercato di far conoscere e divulgare la tecnica nel migliore dei modi, in quanto in Italia vedo spesso che la gente guardando qualche video o facendo dei corsi di tre giorni diventano subito grandi coreografi delle danze di carattere commettendo errori imperdonabili, sia a livello stilistico che musicale, e perciò nel libro ho cercato di condividere tutto il mio sapere e la mia conoscenza per “guardare, leggere e imparare” attentamente con stile e memoria storica.

Da tanti anni sei in Italia ed insegni in diverse scuole, prendi parte a stage e concorsi. A che livello vedi la danza di carattere nel nostro Paese e quanto è conosciuta correttamente?

Devo dire che negli ultimi anni si è sviluppato un interesse per questa disciplina, tanto che la vedo sempre più presente nei Concorsi e negli Stage.

Ammetto che il livello sta crescendo, grazie ad un lento ma idoneo lavoro, e l’interesse aumenta anche perché tale disciplina può offrire quel qualcosa che manca all’allievo che arrivato ad un certo punto tecnico, anche per via dell’età oppure della fisicità, comprende di scoprire un nuovo linguaggio coreutico e di conseguenza una nuova “vita coreutica”.

ltre a questo libro ne hai pubblicato altri due con Alfredo Ferrero Editore. Uno dedicato alle danze dell’Ungheria e uno a quelle della Polonia?

Il progetto nasce come una piccola collana di cui non voglio essere l’unica autrice.

Infatti sto portando avanti il discorso con le mie colleghe, ad esempio una è specializzata nelle danze Indiane, l’altro è specializzato nelle danze Cecoslovacche così da offrire la possibilità ad altri maestri di partecipare al progetto editoriale.

I due libri sulle danze ungheresi e polacche sono impostati in maniera semplice, vengono descritti alcuni movimenti e le posizioni principali per queste danze con esempi di coreografie e spartiti musicali in maniera che l’insegnante possa avere un riferimento, una traccia.

Non è necessario ripetere esattamente ciò che è descritto nel libro, basta solo capire i movimenti e poi ognuno può creare liberamente la propria coreografia avendo come base il testo e gli esempi pubblicati.

Inoltre ad ogni volume è presente un’introduzione storica dove cerco di narrare l’origine delle danze in questione e le tradizioni coreutiche presenti nei vari Paesi…

Essendo una collana, immagino sia in cantiere già il terzo volume?

Esatto, il terzo volume è in preparazione.

Tratta le danze della Romania anche perché, a parte il discorso che in Italia c’è tanta comunità romena, trovo sia giusto conoscere la cultura coreutica del Paese vicino in quanto penso che un buon vicinato lo si può ottenere quando conosci anche la Cultura della persona che abita al tuo fianco, così da risultare anche più facile l’integrazione.

Per concludere quanto è importante salvaguardare la memoria storica di un popolo anche mediante il patrimonio musicale e coreutico?

Ogni popolo deve possedere la sua faccia.  Oggi siamo una Comunità, tutti insieme senza frontiere, ma un popolo smette di essere popolo se non mantiene la propria cultura e le proprie radici… il bello risiede esattamente in questo, perché tutti siamo diversi!