Grande mattatrice Luciana Frazzetto torna sul palco in un lavoro corale. Dal 20 aprile al Teatro degli Audaci è in scena con La banda del Box 23 un testo di Antonio Romano diretto da Massimo Milazzo.

Luciana Frazzetto

Luciana Frazzetto

Sul palco anche Stefano e Claudio Scaramuzzino e Carlotta Ballarini.

Luciana Frazzetto travolgente attrice è tra i protagonisti de La banda del Box 23. Ci parla del suo personaggio?

Ho accettato questo ruolo perché era un genere diverso rispetto alle mie commedie. Io sono SKY, la sorella maggiore di Spillo e Tanica.

Un personaggio tragicomico, divertente, brillante, di una romanità coinvolgente che ti trascina durante tutto lo spettacolo, ma con un risvolto amaro.  Una donna “de borgata” che, vista la crisi lavorativa, si fa convincere dal fratello a far parte di un’associazione per delinquere.

Per non fare più una vita di stenti, viene attratta dal modo semplice per fare soldi  ma un giorno, durante un’alleanza con i Boss della banda rivale…..

Lo spettacolo è diretto da Massimo Milazzo, grande regista e doppiatore e anche suo compagno di vita. Per lei è una sicurezza?

Non si tratta di sicurezza ma di connubio artistico. Ritengo Massimo uno dei registi più bravi. Lui riesce a plasmare l’attore e a tirare fuori il meglio. Il nostro è un sodalizio che dura da 27 anni sia nella vita che nel teatro.

Ci conosciamo troppo bene. Io so cosa pretende il regista da me attrice. So quali emozioni donare. So che ironia usare. So che sfumature regalare. Ognuno di noi è dentro l’altro e alla fine diventiamo una sola cosa. Siamo complici nella vita e in Teatro.

Lui è un direttore d’orchestra ed io sono un suo strumento.

Fuori dal teatro vi capita di “Portare il lavoro a casa” o riuscite a staccare e vivere la quotidianità come una coppia “comune”?

Beh riusciamo sicuramente a staccare  ma è evidente che parliamo anche delle prove, dell’organizzazione e dello spettacolo in genere. In fondo parlare di teatro è la nostra vita. Guai a non farlo.

Ultimamente l’abbiamo vista in scena come mattatrice sul palco di diversi teatri. Questa volta torna ad esibirsi con un cast di altri quattro attori. Cosa preferisce: lavorare come monologhista o in gruppo?

Fondamentalmente credo di non avere una preferenza. Ho iniziato con un gruppo di quattro donne “Le Sbandate” e ho sempre interpretato commedie. Mi piace molto lavorare in gruppo. In questo spettacolo sono molto felice di lavorare nuovamente con i fratelli Scaramuzzino. Tra noi c’è tanta complicità e tanto feeling.

Mi piace vivere il camerino con i colleghi.  Non nego che l’emozione pura che mi da il monologo che scrivo e interpreto è qualcosa che va oltre.

Vedere e sentire ridere e piangere contemporaneamente la gente in teatro mentre ascolta le mie parole e le mie emozioni, mi danno sensazioni molto più forti di quando faccio un lavoro corale, come è successo soprattutto con il mio ultimo monologo “Nei panni di una donna” dove ho toccato anche il tema della violenza sulla donna.

Com’è il rapporto con i colleghi?

Bellissimo quasi sempre. Io vado d’accordo con tutti. Siamo una grande e bella famiglia. Fra noi c’è molta armonia. Quando vivi per così tanto tempo insieme, si diventa molto uniti. Poi è chiaro che ci sono colleghi con i quali  hai un feeling speciale.

Cosa le piace di questo testo?

Il testo di Antonio mi ha colpito per la sua semplicità, ma allo stesso tempo, per l’amarezza dei cinque personaggi ognuno con la propria storia, ma soprattutto mi è piaciuto il fatto che viene sfatato il mito di fare soldi facili e che i supereroi di alcune serie non vanno emulati.

Un testo contro la violenza. Un testo per giovani. Un testo scritto molto bene.

Un invito ai nostri lettori??

Non potete assolutamente perdere questo spettacolo perché  è divertente, comico, emozionante, ma soprattutto vi farà capire che nella vita per essere felici occorre l’onestà.