Dal 24 al 27 aprile 2014 si terrà presso la Casa delle Culture di Roma la prima edizione di Actorfest.

La Casa delle Culture di Roma in collaborazione con associazione culturale Format 4, Centro Formazione Attori e con la Compagnia Ginepro Nannelli ha promosso, attraverso un bando indetto ad ottobre 2013, una “vetrina”aperta ad attori e attrici.

Il progetto, interessante sia dal punto di vista artistico che dal punto di vista organizzativo, si è voluto collocare fuori da una logica di competizione fra i partecipanti, non prevedendo quindi alcuna premiazione finale.

Abbiamo avuto la possibilità di intervistare Patrizia D’Orsi che , insieme a Marco Carlaccini e Igor Grcko hanno reso possibile questa iniziativa.

Actorfest. Come è nata l’idea di questo contest?
Con Marco Carlaccini e Igor Grcko ci piaceva dare l’opportunità a giovani e anche meno giovani attori, di potersi esibire su un palcoscenico completamente liberi di esprimere e sperimentare il loro linguaggio e la loro poetica scenica.

Molto interessante la logica di presentazione che non prevede premi. Una piccola rivoluzione. Perché?
Non ci piace, specialmente sulla scena, la competizione. Essere primi, secondi o ultimi ha poco senso su un palco. Pensiamo sia più utile il confronto, il piacere di condividere insieme ad altri la stessa esperienza.
Lo spettacolo sia dalla parte del palcoscenico che da quello della platea, dovrebbe essere vissuto come una avventura , quando si è portati a fare classifiche è segno che la scintilla non è scoccata.

12 monologhi tratti dal libro dei Sogni di Freud. Tema importante. Come è stato scelto?
Sinceramente è stata una idea come un’altra. A noi serviva avere dei testi che avessero una forte dinamica interna e ci è sembrato che l’atmosfera dell’evocazione di un sogno fosse quella giusta. Per questo abbiamo fatto degli interventi sui sogni di Freud considerandoli degli input per delle piece teatrali.

Quale vuole essere il punto di forza di questa “ vetrina” ?
Abbiamo invitato le compagnie e operatori che conosciamo, a partecipare. Crediamo che sia importante la valutazione del proprio lavoro nel momento in cui ci si confronta con quello degli altri. Questo costringe l’attore ad uscire da se stesso e a considerare l’altro come suo necessario riferimento.

Cosa augurate a tutti i partecipanti?
Di lavorare. Di considerare lo spettacolo come un unicum in cui entrare piuttosto che un territorio da utilizzare per il proprio narcisismo. Quindi continuare a ricercare e a mettersi in gioco.

Gli attori che parteciperanno sono:
Francesco Bonaccorso, Stefano Capecchi, Anna Cappellari, Benedetta Cora’, Viola de Andrade, Eloisa Gatto, Gilda Panaccione, Paolo Parnasi, Cinzia Scaglione, Emanuela Scipioni, Samantha Silvestri, Massimo Vincenzi
Coordinamento scenico a cura di Igor Grcko

Ogni sera si alterneranno 4 attori in 4 monologhi diversi, mentre l’ultima sera saranno in scena tutti e 12 gli attori.

ingresso posto unico € 5
biglietto unico per tutte le sere € 12

 

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Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.
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Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.

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