Nel cuore della stagione 2025-26 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia torna in scena, alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti, lo spettacolo 26 ottobre. Un mare di ombrelli, scritto da Gianni Gori e interpretato da un cast eterogeneo di talenti consolidati e giovani promesse.

Questa piece teatrale, ispirata alla storica data del 26 ottobre 1954, racconta uno dei momenti più intensi per la città di Trieste: il ritorno all’Italia dopo anni di incertezza, ricostruendo l’attesa, le emozioni e la memoria collettiva ed individuale di un popolo.

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Teatro e radio: una contaminazione che avvolge

Una delle prime sorprese di Un mare di ombrelli è la sua forma narrativa: nasce come radiodramma, trasmesso dalla Rai del Friuli Venezia Giulia, ma nella trasposizione teatrale diventa spettacolo del “dietro le quinte” del radiodramma stesso, permettendo al pubblico di assistere non solo alla storia raccontata ma anche al processo di costruzione dell’opera.

Questa scelta di messa in scena non è un artificio narrativo sterile: crea un ponte diretto tra memoria, tecnica e partecipazione attiva del pubblico, portando gli spettatori non solo a vedere ma a sentire la storia come se stessero ascoltando la radio nelle loro case – esattamente come avveniva per le famiglie italiane negli anni Cinquanta.


Generazioni in scena: un coro di voci umane e familiari

La forza emotiva dello spettacolo sta nell’approccio intimista alla Storia. Le voci in scena raccontano l’attesa di una famiglia triestina composta da diverse generazioni: un insegnante triestino di adozione, sua moglie corista al Teatro Verdi, due figli in procinto di diventare adulti e un suocero vedovo che porta ancora addosso il peso della prima guerra mondiale.

Questa varietà di prospettive consente allo spettatore di immedesimarsi pienamente: non si tratta di un racconto di eventi distanti, ma di voci familiari che ricordano, discutono, si confrontano e condividono dubbi, speranze e paure. Per molti spettatori, specialmente quelli che hanno ascoltato nelle orecchie e nei racconti dei nonni le storie di quegli anni, lo spettacolo si trasforma in un’esperienza profondamente personale, risvegliando memorie familiari e suggerendo nuove connessioni emotive tra passato e presente.


Scoprire la Storia che non si insegna a scuola

26 ottobre. Un mare di ombrelli non si limita a raccontare un episodio noto soltanto agli abitanti della regione: restituisce al pubblico fatti storici poco noti – come l’importanza sociale della radio negli anni Cinquanta e il modo in cui quella tecnologia influenzava la percezione degli eventi – con una naturalezza sorprendente.

La contaminazione tra scenografia, registrazioni radio dal vivo e recitazione permette di conoscere pezzi di storia che spesso restano fuori dai libri di testo, arrivando dritti al cuore di chi ascolta. È teatro come strumento di divulgazione culturale, capace di trasformare la conoscenza in empatia.


Il cast: una macchina scenica che coinvolge

La forza dell’opera è anche nella recitazione: attori come Fulvio Falzarano, Maria Grazia Plos, Mariella Terragni, Giulio Cancelli, affiancati da giovani interpreti come Ottavia Castellacci e Edoardo Pahor, creano un coro di voci coeso e coinvolgente.

La regia di Paolo Valerio e la supervisione radiofonica di Mario Mirasola rendono lo spettacolo un’esperienza totale, in cui l’attenzione del pubblico non si limita allo scorrere degli eventi, ma è chiamata a partecipare attivamente alla costruzione narrativa, sentendo “in presa diretta” il lavoro tecnico e le voci.


Un teatro della memoria e dell’identificazione

In definitiva, Un mare di ombrelli è uno spettacolo che funziona su più livelli: è un pezzo di storia condiviso, una memoria familiare collettiva e una forma teatrale innovativa che invita lo spettatore a riflettere sul proprio rapporto con il passato.

Chi esce dalla Sala Bartoli non porta con sé solo immagini e parole, ma sensazioni, ricordi e una profonda immedesimazione nelle storie raccontate – come se quella giornata di pioggia fredda e di ombrelli aperti fosse stata vissuta, almeno in parte, anche da chi l’ascolta oggi.


26 ottobre. Un mare di ombrelli è uno spettacolo capace di coniugare ricordo personale, storia collettiva poco nota e coinvolgimento diretto del pubblico. È un’esperienza che parla al cuore di chi ama la Storia così come chi ama il Teatro.


Informazioni pratiche: dove e come vedere 26 ottobre. Un mare di ombrelli

26 ottobre. Un mare di ombrelli è in scena a Trieste presso la Sala Bartoli del Politeama Rossetti, all’interno della stagione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Lo spettacolo è programmato con repliche distribuite nel calendario della stagione teatrale, e le date aggiornate, gli orari e la disponibilità dei biglietti sono consultabili sul sito ufficiale del teatro e sui canali del TSFVG.

🎭 Luogo: Sala Bartoli – Politeama Rossetti, Trieste
🎟 Biglietti: acquistabili online e presso la biglietteria del teatro

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