4021. Al cinema il film no-budget di Viviana Lentini

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Dal 2 all’8 febbraio verrà proiettato al Cinema Flavio l’opera indipendente no-budget 4021 scritto e diretto da Viviana Lentini e tratto da un’idea di Simone Pulcini (leggi l’intervista qui).

Nato per rappresentare un mondo lavorativo aggressivo e distruttivo, questo progetto cerca anche di portare sul grande schermo la guerra tra poveri che da anni corrompe il tessuto sociale delle classi meno abbienti.

4021 racconta la storia di un agente di commercio solo e disperato che sta per mettere fine alla sua vita in una spiaggia vicino Roma. Ma qualcosa dentro di lui lo ferma. Una voce, una sensazione, arrivate a strappargli via il coraggio o la sua totale assenza.

Tornato in macchina, passa la maggior parte del suo tempo in giro per Roma vendendo prodotti alimentari e tentando di incassare le fatture dai clienti che serve.

Uno di questi, Agostino, suo fedelissimo cliente da anni e anziano ristoratore, deve saldargli le fatture della merce acquistata molti mesi prima e per le quali il protagonista si è fatto garante con la propria azienda ma, nonostante le sue innumerevoli promesse, anche questa volta Agostino sembra non volerne sentir parlare di saldare il suo debito.

Da questo momento avranno inizio 48 ore di pura follia che rivoluzioneranno la vita dell’agente di commercio.

4021Nonostante sia un progetto no-budget, il primo aspetto che riesce a colpire di 4021 è la qualità non solo della recitazione, molto naturale e mai sopra le righe, ma soprattutto dell’impianto tecnico e artistico che ha permesso una rappresentazione eccezionale dei luoghi in cui si svolge la storia e di tutta la periferia romana.

Matteo De Angelis, responsabile della fotografia, e Viviana Lentini propongono agli spettatori una visione cruda e realistica della capitale italiana, forse ispirati anche da capolavori come Lo chiamavano Jeeg Robot, privilegiando le atmosfere in grado di cogliere lo stato di abbandono di Roma, sia al livello strutturale che sociale.

L’unica pecca riscontrabile nell’intero film riguarda, purtroppo, il lavoro di montaggio.

Tralasciando alcuni tagli troppo frettolosi, il problema principale lo si trova a metà della vicenda in cui, cambiando di netto atmosfera, stile e ritmo della storia, ci si trova quasi ad assistere un’opera totalmente diversa snaturando di fatto l’atmosfera di realismo creato fino a quel momento.

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