Oggi è il 9 maggio. Una data che porta con sé una valanga di errori, misteri ed enorme tristezza e, per certi versi, mette la società davanti ad un grande fallimento: non aver saputo proteggere la parte migliore di sé.

 

Anche noi abbiamo dato rilievo a questo trieste anniversario qui e qui. Fin qui avevamo parlato della strage di Via Fani e il sequestro del presidente Moro.

Ma oggi, il 9 maggio, è anche l’anniversario dell’uccisione di un altro uomo che, come Moro aveva il dono di saper guardare lontano, Peppino Impastato.

Un uomo, un giornalista che ha visto il suo nome consacrarsi a eroe con molta fatica. Ci sentiamo di concordare pienamente con quanto scritto da Corlazzoli, questa mattina sul Il Fatto dal titolo Aldo Moro e Peppino Impastato, la scuola ha il vizio di dimenticare.

Chi vi scrive fa parte di quella percentuale di giovani che la storia di Peppino Impastato l’ha scoperta attraverso i Cento Passi di Marco Tullio Giordana, pellicola del 2000. Sembrerà strano ma, internet non è sempre esistito e comunque non con la diffusione attuale. Quindi le informazioni erano reperibili solo sui libri o attraverso i giornali. Nel reperimento degli stessi diventa utile vivere in una cittadina che abbia una libreria o un’emeroteca o in alternativa un contesto stimolante in quella direzione. Anche per questo, per saperne di più, dovetti aspettare di arrivare all’università e partecipare ad un incontro con Felicia, mamma di Peppino, nell’aula magna della facoltà.

Ho la presunzione di immaginare che, quanto sopra descritto, sia un racconto comune a molti. E a dare un’occhiata al sondaggio proposto nell’articolo di Corlazzoli, non sembra essere cambiato molto in questi, quasi, vent’anni. Se escludiamo capelli bianchi e tempo di recupero da un aperitivo lungo.

Sentiamo tanto parlare di sensibilizzazione. Della necessità di costruire le coscienze dei cittadini, soprattutto di quelli che verranno domani. Mi chiedo se tutti gli attori stiano facendo davvero la propria parte.

In più di un’occasione mi sono trovata, estremizzando, a considerare che tutti questi eroi non ce li meritiamo. E sarà così fin tanto che non saremo in grado di interiorizzare il loro sacrificio. Al punto che questo ci si tatui nell’anima.

Del resto questo è un Paese in cui le priorità sono importanti. Infatti la Rai si è messa la coscienza a posto su Aldo Moro ieri, declinando la commemorazione in varie forme. Interviste, speciali, fiction. Pure Vespa, in coda al programma (tipo all’una di notte) ha speso due parole su questi 40 anni.

Però stasera, che sarebbe la data ufficiale, sia del ritrovamento del corpo di Moro nel cofano di un’auto; che il ritrovamento dei pezzetti di corpo di Peppino lungo i binari di una ferrovia, il niente. Su Rai 1 la finale di Coppia Italia . L’avevamo detto: questione di priorità.

Mediaset, manco a parlarne.

L’unico che sembra essersi ricordato è Andrea Purgatori su La7 con il suo Atlantide con una puntata dall’eloquente titolo: Speciale 9 maggio 1978 – I passi nel buio.

La puntata parlerà di entrambe gli omicidi, Moro e Impastato. Nel corso della serata andrà in onda il film di Marco Tullio Giordana.

A I cento passi sono stati riconosciuti diversi premi, come  miglior sceneggiatura alla Mostra del Cinema di Venezia del 2000; David di Donatello come miglior sceneggiatura, migliore attore protagonista (Luigi Lo Cascio), miglior attore non protagonista (Tony Sperandeo); Globo d’oro con il premio della stampa estera (Marco Tullio Giordana) e come attore rivelazione (Luigi Lo Cascio); Golden Globe come miglior film straniero e nastro d’argento per la miglior sceneggiatura.

Fatevi un favore: guardatelo, ricordando che è successo davvero.

Qui la scena de Supplica a mia madre, di Pier Paolo Pasolini.

 

 

 

 

 

 

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General Manager, Autrice La Nouvelle Vague Magazine
Linamaria Palumbo. Siciliana di nascita romana d’adozione, triestina per residenza. Laureata al DAMS di Palermo. Si occupa di blog di social e contenuti digitali. Ama le belle storie. Spesso le si “chiude la vena” per gli argomenti che l’appassionano, ma nulla di violento. Da sempre risponde a domande che nessuno le ha mai posto.
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