Al Teatro Coccia di Novara è andata in scena l’ultima replica della stagione del musical inedito realizzato dalla torinese Compagnia Bit. Un progetto tutto italiano, che sul prestigioso palcoscenico novarese sembra aver trovato la sua dimensione ideale.

Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Charles Dickens, A Christmas Carol è la nuova sfida della Compagnia Bit, che dopo il successo del Principe Ranocchio, si è gettata a capofitto in un’operazione che va oltre il tradizionale family show, regalando momenti di intenso stupore ed emozione.
Il testo non ha avuto bisogno di grandi trasformazioni e risulta volutamente fedele all’originale, rendendo così omaggio a uno dei romanzi più conosciuti e commoventi sul Natale.

La scorrevole regia di Melina Pellicano – autrice anche del libretto e delle semplici, ma efficaci coreografie – affida a un bambino, che osserva il mondo con occhi limpidi e senza giudicare, il compito di aprire lo spettacolo, spiegando al pubblico il contrasto tra l’essenza del Natale e l’esistenza vuota e solitaria del vecchio e avaro Scrooge.
Il giovane Lorenzo Penna nei panni del piccolo Tim risulta convincente e commuove fin dalla sua entrata in scena; particolarmente toccanti le scene che mostrano il suo profondo legame con il padre, Bob Cratchit (Alessandro Germano).
Un altro momento di grande commozione è l’abbraccio finale tra Scrooge e il ritrovato nipote Fred (Jacopo Siccardi); particolarmente divertente la caratterizzazione incarnata da Salvo Montalto per il Fantasma del Natale presente.
Dal canto suo, Fabrizio Rizzolo è tra gli Scrooge migliori che si possano apprezzare a teatro; un’interpretazione matura e misurata, contraddistinta dai tratti tipici dell’avarizia e dall’utilizzo di un eloquio che lascia il sorriso sulle labbra. Ma soprattutto, la sua prova d’attore risulta coerente con il percorso di cambiamento compiuto dal personaggio.

Uno spettacolo dall’impatto visivo realisticamente efficace, nel quale si respira la tipica atmosfera della Londra ottocentesca, grazie alla funzionale e verosimile scenografia di Alessandro Marrazzo e Francesco Fassone. A completare la macchina scenica, il variopinto ed elaborato disegno luci di Alessandro Marrazzo, accompagnato da adeguati effetti speciali, che danno valore aggiunto a determinate interpretazioni, come quella di Marco Caselle nel ruolo del fantasma di Jacob Marley.

I costumi dai colori appropriati di Marco Biesta, l’intensa colonna sonora originale, dalle sonorità festose e nostalgiche, firmata da Stefano Lori e Marco Caselle, e l’allegria dei bambini in scena, riproducono adeguatamente, in 90 minuti, il clima di festa e l’incanto del Natale, tra stupore ed emozione.

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