Il mio breve viaggio inizia da un luogo denso di storia: il Museo del lasciapassare (ne parlo in questo articolo) in via Rafut, a Gorizia. Qui si toccano con mano i segni di un confine che ha diviso per decenni. Ma proprio da qui, a pochi passi, oltrepassando l’ex valico del Rafut, si apre una porta verso un’altra dimensione, un luogo dove i confini sono fatti per essere superati, dove la storia si fonde con la natura e il sogno con la realtà. Vi invito a seguirmi alla scoperta del Parco del Rafut a Nova Gorica.


Passeggiando tra storia e mistero

Il parco che si estende sui pendii sotto Kostanjevica è un vero gioiello. Originariamente sorto attorno alla distrutta Villa Palm, il suo destino è stato plasmato da due famiglie visionarie. La prima, quella dei Palm, ha introdotto le prime piante esotiche alla fine del XIX secolo. Poi, nel 1907, l’architetto Anton Laščak, rientrato dall’Egitto, ha acquistato una parte del terreno per costruire una villa in stile neo-orientale, trasformando l’area in un esempio di architettura paesaggistica che non ha eguali in Europa.

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Il percorso che porta alla villa è una vera e propria esperienza. Partendo dalla portineria, si snoda in salita attraverso il parco. Ogni passo rivela una nuova prospettiva, un angolo inaspettato, con muri e decorazioni che richiamano l’Oriente. Ma il parco nasconde anche storie avvolte nel mistero, come quella della famiglia Hribar, che ha preservato qui alberi eccezionali portati da terre lontane.


Un’orchestra di alberi e la quercia da sughero più antica

Il Parco del Rafut è un paradiso per gli amanti della natura. È un vero piacere passeggiare tra specie rare, come la quercia da sughero, il cui esemplare qui presente è il più antico conosciuto in Slovenia. E poi, i fitti popolamenti di bambù, che con una leggera brezza creano un sottofondo sonoro incredibilmente rilassante.

Grazie al progetto musicale della Dresden Symphony Orchestra per GO! 2025, la visita si trasforma in un’esperienza sensoriale completa. Scaricando l’app Symfo sul cellulare, il parco si anima con una “sinfonia della foresta” interattiva, dove gli alberi stessi diventano gli strumenti di un’orchestra. È un modo incredibile per connettere la tecnologia di oggi con la bellezza senza tempo della natura.

Il Parco del Rafut diventa un invito a rallentare, a esplorare e a lasciarsi affascinare da un passato che ha ancora tanto da raccontare.


Per saperne di più sul Parco del Rafut

Per avere maggiori informazioni sulla sua tutela come bene naturale e culturale, o per consultare gli orari di apertura, puoi fare riferimento ai siti ufficiali di GO! 2025 e del Goriški muzej.

Scarica l’app Symfo e inizia la tua esplorazione sonora:

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