Una melodia che scorre lenta, tra suoni e voci armoniche, tra poesia e ritmo del Flamenco.

Tre sono le artiste sul palco che, contemporaneamente, attraverso i vari linguaggi raccontano e mostrano l’arte e l’amore, con un accompagnamento musicale dal vivo.

La recitazione, affidata a Francesca Ciampa scandisce le parole del tempo attraverso pause e versi, tra cui nella parte conclusiva “Io non ho bisogno di denaro” di Alda Merini, in cui si esprimono e riflettono le necessità di cosa l’essere umano ha realmente bisogno: emozioni e poesia per disegnare nuovi colori, per meravigliarsi e rinnovarsi.

L’incontro con l’amore è un invito ad andare oltre e a non lasciare scorrere il tempo in maniera meccanica come lancette dell’orologio accontentandosi di sopravvivere, e dove vivere significa trascorrere gli attimi senza essere dimenticati.

Parole dette e disegnate sulla sabbia che creano immagini sorprendenti, una sequenza visiva del racconto che si costruisce e si disfaa sotto gli occhi del pubblico attraverso la stupefacente abilità e arte di Erica Abelardo. Un supporto visivo di fondo che ha dato luce e “colore” allo spettacolo, dove in maniera sistematica e cadenzata come lo scorrere del tempo, si sono alternate parole, musica e coreografie di flamenco, eseguite qust’ultime da Francisca Berton.

Inoltre presenti in scena sul palco del Teatro Italia, Sergio Varcasia (Chitarra), Rosarillo (Canto), Carlo Soi (Chitarra),Paolo Monaldi (Percussioni),  Francesca Agostini (Flauto traverso); per uno spettacolo ideato e diretto da Maria Cristina Gionta.

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Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .
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Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .

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