Sul palco del Teatro Trastevere fino al 31 marzo va in scena Carl, una favola moderna scritta da Giulia Bartolini, finalista per il Premio Nazionale Delle Arti tra le migliori drammaturgie nel 2017.

I giovanissimi attori, diplomati all’Accademia Nazionale D’Arte drammaturgica Silvio D’Amico ci raccontano una storia di un uomo comune e delle sue scelte di vita, svelando tra ironia e tensione un mondo fantastico in cui a tratti si può scorgere una realtà non così lontana dalla nostra.

Carl
Carl- in scena al Teatro Trastevere

Lo spettacolo si apre su una stanza su cui domina un unico imponente mobile che nel corso del racconto ospiterà in ogni suo cassetto e anfratto una storia diversa ed un nuovo personaggio. Per ora, una donna elegantemente vestita (Giulia Trippetta) siede annoiata in attesa che il marito Carl (Luca Carbone) si prepari per andare a teatro, quando squilla il telefono. Dall’altra parte del ricevitore una voce sconosciuta (Francesco Cotroneo) sostiene di conoscere Carl, lo avverte del suo arrivo imminente e si scusa per il ritardo. A questo punto Carl tra le urla insistenti della moglie che preme per andare a teatro e l’imminente sopraggiungere dello sconosciuto, decide di non uscire di casa temendo che qualche malintenzionato possa fare irruzione nel suo appartamento.

L’ignoto interlocutore cambia i piani della coppia innestando una serie di eventi da cui scaturiscono storie nelle storie, con un continuo cambiamento di tempi e luoghi in cui i protagonisti vestono i panni di nuovi personaggi in un intreccio ironico e drammatico che svelerà una verità non accettata.

Carl è uno scrittore che da troppo tempo non scrive, che ha tentato senza successo di vestire i panni del professore di lettere. La moglie è una donna apparentemente medio borghese, annoiata dalla vita solitaria che la coppia conduce. Il terzo personaggio è uno sconosciuto, un fratello, un errore… identità sovrapposte che solo alla fine verranno svelate in tutta la loro complessità.

Dietro questa favola raccontata con umorismo pirandelliano si cela il dramma di una società distopica, priva di libertà, imperniata di regole e costrizioni. Mentre Carl è un sognatore e solo per pochi attimi si rende conto di quella che è la reale condizione dell’uomo, la moglie, invece, che appare come una donna fatua e frivola, sembra aver compreso più a fondo la realtà con i suoi dolori e ingiustizie, mostrando non senza un velo di malinconia, un modo più realistico e concreto di vivere.

Una storia complessa e profonda che lascia lo spettatore senza fiato fino alla fine, raccontata in modo eccezionale dai giovani e bravissimi attori, capaci di calarsi in diversi personaggi con una naturalezza impressionante, salutando un pubblico piacevolmente colpito.

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Chi sono
Giulia Bianchi, 1991. Studia giurisprudenza, ma il suo sogno è scrivere. Partecipa a concorsi di poesia con proposte di pubblicazione. Amante dell’arte in tutte le sue forme spera di poter fare della sua passione un lavoro, sperimentandosi nel giornalismo culturale.
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Giulia Bianchi, 1991. Studia giurisprudenza, ma il suo sogno è scrivere. Partecipa a concorsi di poesia con proposte di pubblicazione. Amante dell’arte in tutte le sue forme spera di poter fare della sua passione un lavoro, sperimentandosi nel giornalismo culturale.
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