Dal 5 all’11 agosto in scena a Piombino la Prima Edizione di Altra Scena Piombino Festival. Inserita all’interno del già prestigioso cartellone estivo di  Piombino, Altra Scena Festival arricchisce l’offerta culturale del borgo con nomi di grande spessore.

La direzione artistica è affidata a Francesco Montanari e Alessandro Bardani. Una bellissima ripartenza per Rocchina Ceglia e Giancarlo Nicoletti, anime di AltraScena Management e direttori organizzativi insieme al Comune di Piombino che ci hanno raccontato come è nata l’idea del Festival

Come è nata l’idea di AltraScena Piombino Festival?

Rocchina Ceglia: In auto, durante gli oltre 20mila Km che ho percorso insieme a Francesco Montanari e Alessandro Bardani lo scorso gennaio in tournée.

Rocchina Ceglia

L’ultima prima del lockdown. Nasce l’ultimo giorno di questa stancante ma entusiasmante esperienza. Ricordo che l’ultimo giorno percorremmo la tratta Udine- Milano. Saremmo arrivati a Milano e dopo ben ventisette giorni trascorsi insieme ci saremmo dovuti dividere. Io sarei rimasta a Milano, Francesco partiva per Sanremo e Alessandro per Roma.

“Perché non facciamo qualcosa insieme? Troviamo un borgo, una cittadina, un posto bello e facciamo baldoria”.

Ecco questo è stato l’incipit. AltraScenaPiombinoFestival, però, è arrivato dopo. Quando ho dovuto mettere insieme le teste giuste affinché tutto fosse perfetto. Conoscevo Giuliano Parodi, vicesindaco e Assessore alla Cultura di Piombino, per altri lavori fatti insieme.

La stima reciproca ci ha sempre portato a pensare che avremmo dovuto lavorare insieme. Gli ho proposto il Festival e lui non ha esitato. Ci siamo fermati solo nel lockdown quando nulla era certo.

Poi, poche settimane fa, la conferma. Io e Giancarlo Nicoletti ci siamo subito messi al lavoro per dare vita al Festival occupandoci della direzione organizzativa; Francesco e Alessandro, direttori artistici, hanno pensato agli ospiti. E’ stato un continuo e costante confronto.

Siamo ripartiti così e ora non vediamo l’ora di alzare il sipario su questa Prima Edizione.

Altra Scena cura la direzione organizzativa del Festival. Quanto è importante per questa giovane società gestire un Festival di tale portata?

Giancarlo Nicoletti: Una bellissima sfida, soprattutto considerando che arriva dopo una stagione difficile, bloccata dalla pandemia in uno dei momenti migliori di questi anni di attività.  Per noi è un grande onore essere al timone di quest’avventura, che ci proietta in qualcosa di nuovo e stimolante.

Giancarlo Nicoletti

Sei spettacoli. Vi va di raccontarci in breve il cartellone?

Rocchina Ceglia: E’ molto eterogeneo (com’è giusto che sia per una prima edizione e giuste le varie restrizioni per artisti e pubblico), ci piacerebbe che il festival assumesse una sua fisionomia con gli anni e in relazione al territorio e al mutare della scena nazionale, che giocoforza avverrà a maggior ragione dopo gli ultimi mesi.

La linea è quella della popolarità colta, del teatro e dello spettacolo del vivo che intrattengono con la qualità e con una solida base culturale.

E a questo si somma il valore aggiunto dato dai grandi nomi coinvolti: Francesco Montanari, Alessandro Bardani, Edoardo Pesce, Vanessa Scalera, Emanuele Salce, Giorgio Colangeli.

E due appuntamenti musicali di grande spessore: Francesco Sarcina (frontman de Le Vibrazioni) con un unplugged speciale per il Festival, e un Galà d’Opera con un’orchestra di 50 elementi diretta dal M° Dionisi e 6 solisti provenienti dal Conservatorio di Santa Cecilia diretti dal grande soprano Amelia Felle.

Da sx Alessandro Bardano, Rocchina Ceglia e Francesco Montanari

Altra Scena produce e distribuisce spettacoli teatrali da un po’ di anni ormai. Come si prospetta il Futuro di Altra Scena dopo il lockdown?

Giancarlo Nicoletti: Si naviga a vista, come tutti, ma non ci si perde d’animo. La solidità della gestione e la resilienza nell’approccio – umano e manageriale – ci hanno dato la possibilità di “parare il colpo” delle oltre 50 date di spettacolo annullate fra Marzo e Giugno, nonché di tutti i nuovi progetti in standby o rinviati (per ora!).

Non è stato facile buttare alle ortiche il lavoro di programmazione di quasi un anno; adesso abbiamo, come tanti, ripreso a programmare anche la stagione invernale prossima, ovviamente con la generale prudenza e nel dubbio sul futuro, comuni a tutto il comparto. Ma non abbiamo paura né ci siamo mai scoraggiati: il nostro lato pragmatico ha avuto la meglio e speriamo sia così per il futuro. Aspettiamo la ripresa piena e la fine di tutte le restrizioni per riprendere a progettare e produrre a pieno regime.

E’ il momento dei ringraziamenti. Vi va di dirci chi vi ha aiutato questa crescita esponenziale?

Indubbiamente, anzitutto, gli artisti che sono il cuore pulsante delle nostre produzioni e delle nostre progettualità: hanno sposato dall’inizio, e in tanti, un’idea di spettacolo dal vivo diversa, innovativa, fuori dalle logiche commerciali o di sperimentazione autoreferenziata.

Poi i tanti operatori “storici” del settore (direttori di teatri e circuiti in primis, coproduttori, organizzatori, etc) che hanno visto un fumus boni iuris nei nostri progetti e nella nostra organizzazione, e ovviamente il Ministero dei Beni Culturali, che ci ha riconosciuti e contribuito alla nostra attività.

E infine noi, che abbiamo lavorato e investito sempre tanto, a volte senza badare a orari, ricavi, festività, ma convinti che sia sempre e ancora il momento di seminare per far crescere sempre più questa piccola grande realtà, una storia folle in un settore difficile, spesso chiuso in sé stesso e che stenta a rinnovarsi.

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