Parlarne, perché non c’è nessun motivo per nascondersi. Superare la paura di essere compatiti.

E’ questo il monito lanciato ieri da Andrea Vianello, intervistato da Roberta Ammendola, giornalista e conduttrice di “Il caffè di RaiUno”.

Vianello è stato uno degli ospiti di apertura dell’ultima giornata di Link, il festival del giornalismo legato al Premio Luchetta e giunto quest’anno alla settima edizione.

Nella carriera di Vianello radio, programmi tv, direttore di rete e adesso, in un anno particolarmente complicato, la direzione di Rai News 24.

Proprio colui che aveva sempre sognato di scrivere si è ritrovato a parlare. La scrittura…ritrovarla è stata comunque una sfida ancora più importante.

Non so leggere a voce alta? Beh va bene, ci lavoro, ci lavoro e magari prima o poi ci riuscirò

Ogni parola che sapevo

Scriverne e parlarne. Ma di cosa? Parlare dell’ictus che il giornalista ha avuto poco meno di due anni fa e che racconta nel libro “Ogni parola che sapevo”, edito da Mondadori.

In “Ogni parola che sapevo” non si parla però solo del problema in sé ma anche del percorso di rinascita e riabilitazione, passato anche per le sedute di logopedia, che attualmente continua a frequentare.
Un percorso per dare suono e vita alle parole che aveva in testa ma non riusciva materialmente a tirare fuori (in primis ad esempio i nomi della moglie e dei figli).

Le parole che sapeva, quelle parole che l’ictus gli ha tolto, ma che con un grande lavoro è tornato ad esprimere al meglio.

L’ictus può colpire vari sfere, sia quella riguardante il movimento di un individuo sia quella legata alla parola, ecco in questa caso la situazione è più difficile per le persone per cui, come Vianello,

La parola è sempre stata la mia identità, oltre che il mio mestiere

E’ stato necessario però, e a un certo livello anche terapeutico, raccontare l’esperienza.

Raccontare cosa succede nelle persone che vivono questa malattia, che spesso ancora si tende a non nominare per paura, cosa succede nelle loro teste.

Teste che sono sempre le stesse, come gli individui colpiti. Con qualche parola spezzata, con qualche errore, ma sempre gli stessi di prima.

Io non credo alla retorica dell’essere migliori di prima, io forse sono più forte, forse un po’ più saggio

Rainews 24

Da qualche settimana Andrea Vianello si è avvicendato ad Antonio Di Bella alla direzione di Rai News 24. Link è stata quindi un’occasione per analizzare l’importanza di quest’avamposto Rai nel momento della crisi di questi mesi nei quali anche la Rai ha lavorato a ranghi ridotti.

Rainews 24 sembra quasi una fucina di talenti per la Rai e ha portato avanti gran parte del lavoro del servizio pubblico, onore e onere nel periodo del virus.

Un periodo in cui la televisione e il giornalismo hanno ritrovato la centralità e l’autorevolezza di dire le cose che succedevano.

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