E’ stata una replica molto speciale, quella del 18 gennaio, dello spettacolo che sta cominciando davvero a far parlare di sé.

Angelo e Beatrice, di Francesco Apolloni, è una finestra sugli anni di piombo. Ispirato da due coppie storiche quali Mambro e Fioravanti e Faranda e Morucci (due delle Br e due dei Nar), l’autore ci porta nel covo di questa giovane coppia di terroristi le cui vicende si alternano a filmati e audio-documenti originali così forti da poter essere considerati un terzo personaggio. E, da buon personaggio, ha fatto sentire la propria indignazione, per essere stato inserito in un supporto tecnologico “nuovo”, saltando interi periodi e creando non pochi problemi agli attori, Veronica Milaneschi e Michele Botrugno, e al regista Max Caprara (per l’occasione anche tecnico). Lo spettacolo era cominciato da un quarto d’ora abbondante quando, essendo i filmati parte fondamentale, il Caprara si è visto costretto ad interrompere la replica, salire sul palco e , con  umiltà disarmante, chiedere l’approvazione del pubblico nel ricominciare da capo. Dopo due secondi di gelo, sono apparsi gli attori che, con visibile e tenero imbarazzo, si sono uniti alle scuse del regista con un sorriso che altro non voleva dire se non: “questo è teatro… grazie per aver scelto di giocare con noi!”.

Un caloroso applauso ha resettato tutto e gli spettatori si sono trovati davanti a due veri professionisti. Hanno trascinato il pubblico nella complessità più intima e profonda di una fetta di storia italiana, si sono sporcati senza vergogna di sentimenti oscuri e perversi, donandosi l’un l’altro, al progetto, al regista e al pubblico.  Michele Botrugno, azzeccatissimo nel ruolo, riesce a far convivere la tenerezza di un ragazzo sempliciotto, di borgata, alla rabbiosa passIone politica che condivide con una Milaneschi accattivante, raffinata, bella da vedere e da ascoltare.

In una location molto suggestiva in quanto ex rifugio aereo nella seconda guerra mondiale, “Angelo e Beatrice” è un ottimo lavoro di squadra in cui la regia, quasi cinematografica, pulita da ogni orpello teatrale, riapre ferite in chi quegl’anni li ha vissuti e funge da campanello d’allarme ai giovani d’oggi.

Adatto anche alle scuole, sarebbe un bel regalo alla formazione e a chi non crede nel Teatro come mezzo di comunicazione. DA NON PERDERE!

In scena al Sidecar, nuovo spazio polifunzionale a Piazzale degli Eroi 9, Roma, fino al 31 gennaio: dal giovedì al sabato alle ore 21 e domenica ore 18. entrata 8 €.

 

 

 

ANGELO E BEATRICE

di Francesco Apollonio

regia di Max Caprara

con

Veronica Milaneschi

Michele Botrugno

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