Anita e Virna: due donne. Una diva l’altra antidiva

Ricordando due attrici iconiche recentemente scomparse

Due bellezze: una dai tratti forti, Anita. L’altra più angelica, ma non meno travolgente, Virna.

Anita Ekberg rappresenta l’emblema della ‘dolce vita’ e il sex-symbol di un’epoca felicemente irripetibile, con le sue forme giunoniche e l’irresistibile charme. Nasce in Belgio a Malmö. Nel 1950 conquista il titolo di Miss Svezia e  si trasferisce negli Stati Uniti dove inizia la sua avventura nel mondo del cinema lavorando con Jerry Lewis e Dean Martin, conquistando un Golden Globe come migliore attrice emergente. Ma sarà la pellicola La dolce vita di Federico Fellini che la consacra definitivamente nel 1960: la scena del bagno nella Fontana di Trevi in cui recitava con Mastroianni diventerà un classico che entrerà per sempre della storia del cinema mondiale e farà di lei l’icona della Venere moderna.

Una frase del film che recitava mentre si trovava nella celebre Fontana:

“Marcello, come here!”

Le furono attribuiti diversi flirt dopo i due divorzi.

Molto più pacata Virna Lisi che rappresenta, oltre alla bellezza superba, la disciplina e il rigore. Nasce ad Ancona e si trasferisce per lavoro a Roma. Già a quattordici anni ottiene il suo primo contratto cinematografico.

Scrissero di lei: ‘Un’attrice per bene.’

Nessun gossip, niente di niente, integra e fedele all’unico marito da cui ha avuto un figlio maschio; sempre attenta alla famiglia. Una donna d’altri tempi insomma.

Ebbe ruoli rilevanti nel mondo del cinema, lavorando in TV fino all’ultimo. Sei Nastri d’Argento, un premio come migliore attrice protagonista a Cannes, e quattro David di Donatello.

Antidiva per eccellenza, conquistò Hollywood ma scelse di lasciare la terra del cinema perché si rifiutava di essere una sorta di nuova Marilyn con parti da bambolona svampita. Rifiutò anche il ruolo della Bond girl in 007 perché – ammise – “a me di fare la diva non piaceamo le cose vere, non il mondo falso… Per me la famiglia è un punto fermo… mi sento realizzata più come donna che come attrice.”

Si definiva gelosissima e pensava persino di ritirarsi dalle scene non appena sposata, ma il marito la convinse a continuare.

Di una bellezza perfetta e naturale fino alla fine; la sua personalità e la sua grazia prevalevano sui segni del tempo che mostrava con eleganza e disinvoltura e che anzi, le conferivano una particolare aurea di fascino fino a contraddistinguerla.

Due bellezze che contrassegnarono un’epoca. Ma Virna l’antidiva, a differenza di Anita la diva, ha continuato a recitare, e  l’avremmo vista ancora a lungo se una malattia improvvisa non l’avesse portata via. Lei, che sembrava sempre nel posto giusto in tutti suoi ruoli nonostante avesse vent’anni o trenta, sessanta o qualcuno in più.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

  • Articoli
Chi sono
Calabrese, laureata alla Lumsa di Roma. Ha seguito diversi master tra cui i più interessanti uno di spagnolo, e uno di giornalismo culturale; è anche mediatore civile professionista. Lavora nel campo della formazione e scrive articoli culturali, sportivi e di turismo.
×
Calabrese, laureata alla Lumsa di Roma. Ha seguito diversi master tra cui i più interessanti uno di spagnolo, e uno di giornalismo culturale; è anche mediatore civile professionista. Lavora nel campo della formazione e scrive articoli culturali, sportivi e di turismo.
Latest Posts
  • Gary Oldman in L'ora più buia

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.