In una calda notte d’estate, che rimanda ancora gli echi di una festa di ragazzi che portano all’eccesso la loro idea di divertimento, la giovane Annabelle Ross, di appena diciassette anni, non torna a casa. La sua scomparsa scuote la vita di Gullspang, piccola cittadina della Svezia; una cittadina talmente piccola da non avere nemmeno le forze d’ordine necessarie a fronteggiare il caso. Per questo motivo vengono chiamati da Stoccolma Anders Bratt e Charlie Lager.

Se il primo non ha alcun problema ad allontanarsi dalla città per svolgere le indagini, la seconda vede questa opportunità come un incubo che le si para davanti, una sorta di ritorno al passato pronto a inghiottirla.

Annabelle
Annabelle

Perché Charlie a Gullspång ci è nata e cresciuta e, soprattutto, in quella piccola frazione di terra, ha lasciato anche i suoi segreti e i suoi demoni. L’unico modo che ha per non lasciarsi afferrare dai suoi ricordi d’infanzia e dagli incubi che ancora la perseguitano è quella di non preoccuparsi di se stessa, ma di concentrarsi sulla ragazza che è chiamata a ritrovare e, si spera, a salvare.

Annabelle, il thriller dei personaggi

Annabelle – uscito in Italia il 22 Gennaio grazie a Dea Planeta – è il primo romanzo che la scrittrice Lina Bengtsdotter ha dedicato alla sua protagonista Charlie Lager. Con ben quattro storyline che si intrecciano tra di loro, con voci che si mischiano tra la paura del passato e l’orrore del presente, Annabelle è un thriller che più sul vero e proprio svolgimento dell’indagine, si concentra maggiormente sui suoi personaggi. La risoluzione del caso interessa il lettore fino a un certo punto, curioso com’è di conoscere a fondo le motivazioni dei personaggi, facendo chiarezza su pozze di oscurità che vengono dal passato della protagonista, ma anche delle persone che è chiamata ad interrogare per far luce sul destino di Annabelle, con cui Charlie sente un’affinità particolare e personale.

In questo senso Annabelle si inserisce perfettamente in quel filone scandinavo del thriller-noir dove viene posta sempre un’attenzione incredibile sui personaggi, sulle loro vite, sui modi in cui tentano di nascondere i propri difetti e i propri errori. E Charlie è il manifesto perfetto per questi personaggi imperfetti, pieni di crepe da cui le tenebre hanno l’occasione di uscire. Charlie beve troppo, non riesce ad avere relazioni, non ha veri amici e il suo ruolo nella polizia sembra più una maschera che una vocazione.

Intrecci ed incertezze

Oltretutto l’autrice ha costruito il libro con una struttura a intreccio, per cui il lettore si trova davanti a molteplici voci da seguire, senza sapere come incastrarle e quale rilievo avranno per la storia; questa scelta si mostra senz’altro vincente nell’attrarre la curiosità del lettore, che in un genere come quello thriller/noir deve essere costantemente accesa e provocata.

Un ultimo cenno va fatto senz’altro all’atmosfera evocata in Annabelle, che finisce quasi con l’essere un personaggio aggiunto, uno sfondo che pulsa e che spia, e che lascia addosso a chi legge una sensazione di costante incertezza.

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Chi sono
Collaboratrice , La Nouvelle Vague Magazine
Nata a Roma, si innamora perdutamente della capitale che le ha dato origine e finisce col diventare una tifosa appassionata della squadra di calcio della città. Ha cominciato a scrivere quando era molto piccola: dopo aver visto Edward Mani di Forbice di Tim Burton, ha scritto una storia breve per cambiare il finale triste della pellicola. Da allora non ha mai smesso. Nel tempo libero legge un mucchio di romanzi, organizza viaggi (se sono in Francia tanto meglio) e compra montagne di smalti colorati.
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