Da giovedì 27 marzo arriva al cinema una perla targata Petr Zelenka: I fratelli Karamazov.

Non vi fate intimorire dal titolo, non perdete tempo e correte a vederlo!  

Ivan Trojan, Igor Chmela, Martin Mysicka, David Novotny, Radek Holub, Lenka Krobotova.

i fratelli karamazovImmagino non li conosciate, ed è questo il dramma.  Dramma a cui c’è rimedio però sin da giovedì prossimo quando il film del regista ceco Petr Zelenka arriverà nei cinema italiani.

Sono loro, gli attori,  i protagonisti assoluti del film “I fratelli Karamazov”.

E’ in queste  occasioni che il tuo lavoro ti sembra “necessario”, quasi un piccola missione mi si passi il termine, per fungere da cassa di risonanza e invitare in modo convinto alla scoperta di una “piccola grande bellezza”.

Un lavoro del 2008 che approda in Italia ancora una volta grazie al lavoro prezioso di Distribuzione Indipendente,una esperienza che può essere tranquillamente definita un orgasmo per la mente. Un ritardo dovuto in parte anche alle resistenze di un produttore molto “particolare” a sentire i racconti del regista in conferenza stampa.

Riportare Dostoevskij in un periodo così  decadente è una sfida che rappresenta una occasione importante grazie ad un paese che ha una forte tradizione teatrale come la Repubblica Ceca, la stessa che noi abbiamo perso in questi ultimi anni.

Uno spessore che abbiamo purtroppo lentamente sgretolato e dal quale dovremmo ripartire.

Molti problemi nella distribuzione del film sono dovuti al fatto che sia in lingua originale ma è Giovanni Costantino,presidente di Distribuzione Indipendente, a sottolineare poco prima della visione del film (facendo sue le nostre stesse convinzioni) come sia necessaria la riconquista della responsabilità critica nei confronti dell’attore. “Dietro la voce di un attore c’è una responsabilità. Quando pronuncia una parola negli occhi dello spettatore devi esserci quell’immagine esatta. Tutto lo studio e la preparazione di un attore con il doppiaggio andrebbe persa. Si può prendere uno Stradivari e doppiarlo? La risposta è inequivocabilmente negativa”.

Il fatto è che molto spesso di fronte non abbiamo Stradivari è la risposta che verrebbe immediata, e come dar torto?

In questo caso però, fidatevi, siamo di fronte proprio ad una qualità eccezionale.

La trama del film ci porta in Polonia, dove una compagnia teatrale ceca porta in scena in una acciaieria i Fratelli Karamazov. Le prove avvengono sotto gli occhi distratti degli operai della fabbrica, che tuttavia saranno sempre più al centro dell’azione col passare delle ore.

Il figlio di uno di questi è caduto da una impalcatura il giorno prima dell’arrivo della compagnia ed ora lotta per sopravvivere mentre il padre è stranamente avvinto dalla trama dello spettacolo…

Ci si aspetterebbe che la bellezza salvi il mondo. Accadrà?

Non si può non restare affascinati da come il teatro sia vicino alla vita. E’ estremamente difficile spiegare il frangente in cui l’attore i fratelli karamazovesce dal backstage e diventa un’altra persona. Mai prima d’ora avevo percepito il grande salto dell’attore da uomo semplice che è nella vita, all’epicità che ottiene entrando in palcoscenico recitando, ma qui sembrerebbe più giusto dire vivendo.

Una emozione davvero unica ve lo assicuro.

Gli stessi attori nella vita reale portano in scena lo spettacolo da 12 anni in un teatro che ha solo 120 posti.

Impossibile non vedere una relazione con “Vanya sulla 42esima strada” di Louis Malle del 1994, ultimo film diretto dal regista francese. Li mettono in scena Zio Vanya in un piccolo teatro abbandonato e destinato alla demolizione.

Sarà lo stesso Zelenka a citare il lavoro di Malle come fonte d’ispirazione.

Il paradosso è che quest’opera ha ricevuto diversi riconoscimenti senza che uno solo degli interpreti venisse premiato.

Il lavoro del maestro Ceco è in lizza per i David di Donatello come miglior film straniero: io già sento di dover fare il tifo!

 

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