Esce nelle librerie oggi, mercoledì 16 ottobre, la graphic novel  bestseller in Francia dal titolo “Il blu è un colore caldo” di Julie Maroch.

Lo stesso giorno, presso il cinema Quattro Fontane di Roma è stato presentato alla stampa il film Palma d’Oro a Cannes La vita di Adele tratto liberamente proprio dal volume di cui sopra.

Il film, già uscito in Francia il 9 ottobre, nei primi cinque giorni sta volando negli incassi ed è finalmente pronto ad approdare anche da noi il 24 di ottobre.

E’ ancora una volta la Lucky Red di Andrea Occhipinti a distribuire in 140 copie, un’altra attesissima pellicola.

A tre anni di distanza dalla sua ultima fatica “Venere nera”, Abdellatif Kechiche torna alla regia con questo film che dopo i trionfi di Cannes ha suscitato recentemente alcune discussioni in seguito all’interdizione nello stato dell’Idaho. Nel resto degli Stati Uniti dal 25 ottobre sarà vietato solamente ai minori di 17 anni.

La trama, come da titolo, racconta la storia della giovane Adele, una liceale francese innamorata della letteratura e alle prese con le prime cotte adolescenziali.

La  protagonista, spinta da alcune sue compagne di scuola che le fanno notare come uno dei ragazzi più carini dell’istituto la guardi di continuo, conosce Thomas (Jeremie Laheurte) e con lui ha una breve relazione.

A far cambiare tutto d’improvviso scordando il ragazzo, è un incontro casuale quanto fugace lungo un attraversamento pedonale.

Quando Adele incrocia lo sguardo di una  ragazza dai capelli celesti mano nella mano con un’altra giovane, la visione del suo mondo cambia d’improvviso.

La sua storia è quella di una adolescente che scopre il desiderio. Un desiderio difficile da esternare e soprattutto da accettare.

Il film deve gran parte della sua potenza espressiva alle recitazioni magistrali delle due protagoniste.

Adele è la parigina, prossima ventenne Adele Exarchopoulos, intervenuta alla conferenza stampa romana insieme al regista tunisino naturalizzato francese.

L’interpretazione dell’attrice è così intensa e vera che non sembra possibile abbia all’attivo soltanto un’altra apparizione sul grande schermo e sia così giovane.

Una prova di totale maturità che rapisce lo spettatore e lo fa immedesimare con i tormenti della giovane.

Stesso discorso per Lea Seydoux (Emma), classe 75 e anch’essa parigina, con all’attivo un curriculum cinematografico ben più nutrito della collega.

Se la prima è una poco più che adolescente che cova la sua passione segretamente, l’altra è più matura soprattutto nel rapportarsi con la società, anche perché cresciuta in ambienti totalmente diversi da quelli di Adele.

Quello di Emma, studentessa di Belle Arti, è un personaggio libero e con una forte coscienza sociale.

L’amore che scoppia tra le due è totale, assoluto, decisamente carnale e passionale.

Dopo la gioia, quell’amore viscerale sarà foriero di un travaglio interiore e una solitudine soffocante.

Adele però, la cui grande passione è l’insegnamento(sono trascorsi degli anni e ora è una educatrice), benché sfiancata dai suoi tormenti, non si farà schiacciare. Non si tira mai indietro quando c’è in ballo il suo lavoro.

E’ questa la sua grande forza e il coraggio che le riconosco, ricordandomi un po’ l’eroina de “La vie de Marianne” di Marivaux di cui si ascoltano dei passi in apertura del film.

“Solo”questo il coraggio che riesco a ravvisare io, al contrario di quanto sostenuto dal regista e da alcuni colleghi che vedono una evoluzione del personaggio più profondo di quanto io non sappia cogliere.

Prende coscienza della proprio sessualità e l’affronta, ma non si sente mai libera di mostrarla apertamente.

Un film comunque complesso, che trasuda vita vera ed emozioni forti in ogni scena. Girato con maestria e usufruendo di una bella fotografia, non è un film che lascia indifferenti e farà discutere le persone che vi si accosteranno. Un merito in ogni caso.

Vi lascio un piccolo quesito per quando andrete al cinema riguardo le lunghe scene di sesso che si ripetono a mio avviso un po’ troppo.

Le avreste valutate allo stesso modo se fossero state di un amore eterosessuale?

L’indulgere su certe sequenze mi fa pensare che sia proprio il confrontarsi con “lenti diverse” di fronte all’omosessualità a far cambiare i nostri giudizi, questo malgrado ci si professi scevri dal pregiudizio.

Altro materiale di discussione, altra legna da mettere al fuoco.

Non resta che vedere, riflettere e parlarne! Buona visione!

CAST ARTISTICO

Léa SEYDOUX

Adèle EXARCHOPOULOS

Salim KECHIOUCHE

Mona WALRAVENS

Jérémie LAHEURTE

Alma JODOROWSKI

Aurélien RECOING

Catherine SALÉE

Fanny MAURIN

Benjamin SIKSOU

Sandor FUNTEK

 

 

CAST TECNICO

 

 

Regia:

Abdellatif KECHICHE

 

Sceneggiatura:

Abdellatif KECHICHE

e Ghalya LACROIX

 

Liberamente tratto da

Il Blu è un colore caldo

di Julie MAROH,

Ed. Rizzoli – Lizard

 

Fotografia:

Sofian EL FANI

 

Montaggio:

Albertine LASTERA

Camille TOUBKIS

Jean – Marie LENGELLÉ

Ghalya LACROIX

 

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