ArtBonus : i mecenati del ventunesimo secolo

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Per introdurre la cultura del mecenatismo nel nostro Paese serve tempo, ma i risultati dell’ArtBonus per noi sono straordinari. In una fase sperimentale e senza la minima promozione ci sono state piccole e medie donazioni.

Dario Franceschini

Ma vediamo più nel dettaglio cos’è l’ArtBonus, il credito di imposta per favorire le erogazioni liberali in denaro a sostegno della Cultura introdotto con il Decreto Legge n. 83 del 31 maggio 2014, convertito con modificazioni nella Legge n. 106 del  29 luglio 2014.

Ad ottobre sono stati annunciato i numeri dei primi quindici mesi di esercizio di questa legge : da 790 donatori sono arrivati 34 milioni di euro per il patrimonio storico, artistico e culturale.

Il perché di tanto successo è presto detto: chi dona riceve in cambio detrazioni fiscali del 65%, sulle erogazioni in denaro a favore di monumenti, istituti, biblioteche, teatri pubblici.

Chi sono i nuovi Mecenate? Prevalentemente persone fisiche (il 73%), seguite dalle imprese (20%) e dagli enti (6%). Le persone fisiche hanno donato in media 1.670 euro, le imprese 167.290 euro e gli enti 132.152 euro. Tra gli interventi finanziati c’è quello per l’Arena di Verona (costo complessivo 14 milioni) per il quale Unicredit ha versato 7 milioni.

Come si evince da questi numeri tutti possono donare, sia le persone fisiche che le persone giuridiche (imprenditori e società commerciali).

Non solo le grandi aziende, quindi, ma ora tutti i cittadini hanno la possibilità di compiere un gesto importante per la cultura ottenendo un beneficio fiscale.  Ne è un chiaro esempio il Sig. Andrea Gambadori, artigiano di Jesi, che con 2.196 euro ha finanziato  il restauro di uno degli scudi cantonali che ornano gli angoli del quattrocentesco Palazzo della Signoria jesino.

Diventare un mecenate è abbastanza semplice poiché, analogamente a quanto previsto per altre erogazioni liberali in denaro, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che anche le erogazioni liberali in esame devono essere effettuate avvalendosi esclusivamente di uno dei seguenti sistemi di pagamento:

  • tramite banca (es. bonifico);
  • oppure tramite ufficio postale (es. versamento su conto corrente intestato al beneficiario);
  • oppure mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall’art. 23 del DLgs. 241/97, cioè mediante carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.

In pratica, non possono beneficiare del credito d’imposta le erogazioni liberali effettuate in contanti, in quanto non offrono sufficienti garanzie di “tracciabilità”.

Per donare basta evidenziare nella causale “ArtBonus” sulla ricevuta. Una lista di interventi in attesa di donazioni è disponibile sul portale ArtBonus, oppure si possono consultare i siti web delle istituzioni pubbliche/organizzazioni culturali territoriali per sapere quali beni e attività si possono sostenere.

Chi può non perda tempo, perché non è vero che come affermava qualcuno “con la Cultura non si mangia”. Il nostro Paese, più di qualunque altro nel mondo, potrebbe vivere quasi di sola Cultura.


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