Considerato l’anno appena passato, sotto l’ombra del #MeToo movement e tutte le parole spese sull’empowering femminile, questa – insieme con miglior film- potrebbe risultare la categoria più politicizzata a questa edizione Oscar.

Già in parte tremo al pensiero dei discorsi infarciti di retorica che probabilmente anticiperanno la premiazione. In ogni quest’anno di cinema oltre a un oceano di scandali sessuali,  siamo stati anche graziati da una serie di interessanti personaggi femminili, tutti qui rappresentati poi da altrettanto interessanti attrici.

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA

Sally Hawkins – La forma dell’acqua
Frances McDormand – Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Margot Robbie – I, Tonya
Saorsie Ronan – Lady Bird
Meryl Streep – The Post

Frances McDormand – Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Tre Manifesti a Ebbing, MissouriÈ interessante che favorita in quest’edizione sia McDorman, un’attrice che sebbene sia già in possesso di un Oscar, poco si presta ai riflettori della corsa, alle avance della stampa.

Un’anti-diva straordinaria, si presenta sui tappeti rossi senza trucco e soprattutto senza abito nero, sostenendo che le sue idee politiche sono solo sue e non materia di pubblica dimostrazione.

Parla del marito come di ‘quel Coen con cui ogni tanto lavoro perché ci vado a letto’ e nonostante abbia sì frequentemente collaborato con il famoso regista – quel primo Oscar l’ha vinto con lui, l’altro Coen e il loro Fargo – è negli anni riuscita però nella non facile impresa di costruirsi una carriera separata dalla presenza ingombrante in famiglia di un regista così importante.

Il personaggio di McDorman è simbolo di forza femminile in Tre manifesti quanto lei lo sia nella vita reale, e questo potrebbe essere un bonus da aggiungersi a una performance che in ogni caso merita ogni premio.

Senza contare poi che, come ha ricordato al suo discorso ai BAFTA, la disobbedienza civile verso un sistema immobile di cui il suo personaggio  è protagonista nel film sta ispirando in America atti simili, in cui l’espediente dei tre manifesti è stato utilizzato per chiedere conto al governo americano della loro inazione nei confronti del problema della armi. Più politico di così.

Saorsie Ronan – Lady Bird

Lady BirdLa seconda in questa corsa – ma prima in molti cuori per la sua empatica rappresentazione in Lady Bird – è Saorsie Ronan, nome straniero (irlandese) che ci prepareremo a sentire massacrato la notte degli Oscar insieme a molti altri (Guadagnino, Chalamet, Kaluuya, etc ..).

Secondo alcuni Ronan è la nuova Meryl Streep, non perché i loro stili recitativi abbiano nulla in comune, ma perché la giovane attrice a soli ventitré anni è già alla terza nomination, un anno solo in più di Chalamet poi, che nella sua categoria pare un bambino, dimostrando un altro importante aspetto del sessismo di Hollywood: agli attori viene chiesto di maturare, alle attrici di dare tutto prima dei quaranta.

(Va fatto notare che le due attrici più stagionate su questa lista, esclusa Meryl che lei non vive nel mondo dei mortali, Hawkins e McDormand hanno interpretato questi ruoli perché il film è stato scritto per loro).

Nonostante questo è indubbio che la Ronan abbia davanti a sé una carriera promettente, e se questa è la nuova leva di Hollywood – Ronan, Kaluuya e Chalamet, insieme ad altri giovani attori che continuiamo a trovare in film e ruoli interessanti come Chandler Franz o Barry Keoghan  (lo so, li state cercando su google ma è un po’ il mio punto)- se queste sono le nuove speranze il futuro potrebbe non essere così nero.

Meryl Streep – The Post

Parlando di Meryl, ventunesima nomination per lei. Facile fare battute a questo punto, ma proprio come quella bella canzone che cominci a odiare perché suonata di continuo dalla radio, è semplice dimenticare che Meryl ha collezionato questo numero proprio perché è una grande attrice.

Che si meriti una vittoria, quello è tutto un altro discorso. Forse comunque non sarebbe malvagio smettere di celebrarla in questo modo ormai vuoto, lasciando spazio a chi potrebbe trarne beneficio: la funzione principale degli Oscar dopotutto è quello di accendere riflettori sugli attori e renderli familiari al grande pubblico, quel pubblico che non scrive interminabili articoli sui pronostici per gli Oscar (cough cough).

Margot Robbie – I, Tonya

I, TonyaUn riflettore poi se l’è certo meritato Margot Robbie, che oltre a recitare nel ruolo di Tonya Haring, è stata tra le principali produttrici del film, di fatto spingendo perché il progetto andasse in porto e procurando a se stessa un gran bel ruolo.

Sebbene la performance della Robbie sia impeccabile – con momenti notevoli come  l’ormai famosa scena dello specchio – l’attrice soffre del problema del problema che affligge così tanti attori che faticano a farsi prendere sul serio: il bel faccino.

Eh, lo so: i problemi da Primo Mondo di Hollywood.

In molti hanno infatti fatto notare come la Robbie sia troppo bella – anche se tenta di nasconderlo – per essere credibile nel film, che ruota anche in parte a un certo aspetto trasandato della Harding e di come questo le rese difficile entrare in un mondo dominato dall’aspetto esteriore come quello del pattinaggio artistico.

Importante è comunque che l’attrice australiana abbia recuperato terreno dopo quel disastro clamoroso che è stato Suicide Squad, e nel processo di tale recupero ci ha consegnato un dei film miglior dell’anno.

Sally Hawkins – La forma dell’acqua

La forma dell'acqua - Candidato alla Miglior RegiaAltro filmetto da nulla è quello di Sally Hawkins, in quella che è senza dubbio la sua migliore performance e in un ruolo che Del Toro ha esplicitamente scritto per lei, cucendole di fatto addosso il personaggio.

Ciò che forse rimane straordinario di questa particolare perfomance è la capacità della Hawkins di esprime così tanto senza mai dire una parola.

Certo, immagino sia stato divertente per lei ricevere la telefonata da Del Toro su quel film che stava scrivendo per lei: sei muta e il tuo interesse amoroso è un uomo pesce. Sulla carta tutto di questo film, come tutto di questo personaggio sarebbe potuto andare orribilmente storto.

Ma se Del Toro fa miracoli con la sua regia, Hawkins ci fa credere e amare questa storia e questo personaggio con la sua interpretazione.

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Chi sono
Nata a Reggio Calabria nel 1997, durante l’infanzia si trasferisce a Trieste dove tuttora vive. Cresciuta in una famiglia nerd, è da sempre appassionata di scrittura e narrativa. Spera un giorno di poter sfruttare la sua abilità di citare Cyrano a memoria. Guarda troppa tv. Nel tempo libero studia scienze dell’educazione.
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Nata a Reggio Calabria nel 1997, durante l’infanzia si trasferisce a Trieste dove tuttora vive. Cresciuta in una famiglia nerd, è da sempre appassionata di scrittura e narrativa. Spera un giorno di poter sfruttare la sua abilità di citare Cyrano a memoria. Guarda troppa tv. Nel tempo libero studia scienze dell’educazione.
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