La 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, che si terrà dal 9 maggio al 22 novembre 2026 ai Giardini della Biennale e all’Arsenale di Venezia, celebra l’eredità visionaria della curatrice Koyo Kouoh. La mostra, intitolata In Minor Keys, viene realizzata nel pieno rispetto del progetto curatoriale definito da Kouoh prima della sua scomparsa nel 2025.

Grazie al sostegno del suo Team—Gabe Beckhurst Feijoo, Marie Hélène Pereira, Rasha Salti, Siddhartha Mitter e Rory Tsapayi—il percorso ideato dalla curatrice prende vita secondo la direzione originale, rispettando la sua sensibilità, i suoi temi e il suo metodo, profondamente radicato nella collaborazione e nelle relazioni tra artisti e comunità.

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Un progetto curatoriale che valorizza relazioni, spiritualità e processi generativi

Il titolo In Minor Keys, consegnato da Kouoh nell’aprile 2025, esprime la volontà di esplorare dimensioni sottili, poetiche e spirituali dell’arte contemporanea. La mostra coinvolge 111 artisti provenienti da diversi continenti, selezionati secondo affinità creative piuttosto che criteri geografici o tematici rigidi.

Al centro del percorso emergono motivi chiave come:

  • meraviglia e incantamento, contrapposti al cinismo contemporaneo
  • processioni come dispositivi performativi e sociali
  • oasi di riposo e contemplazione, fisiche e metaforiche
  • Scuole, intese come ecosistemi collettivi di apprendimento e rigenerazione
  • Are/“Shrines”, dediche a due figure cardine: Issa Samb e Beverly Buchanan

La mostra rifiuta il modello enciclopedico e propone invece una struttura organica, fluida, attraversata da connessioni sotterranee tra pratiche e generazioni artistiche differenti.


Riferimenti letterari e immaginari che attraversano la Mostra

Il progetto trae ispirazione da opere letterarie come Beloved di Toni Morrison e Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez, che fondono memoria, spiritualità e realismo magico. Questi riferimenti diventano mappe emotive che guidano la comprensione dei linguaggi artistici esposti.


Performance e processioni: il corpo come archivio vivente

La dimensione performativa gioca un ruolo centrale. Nei Giardini della Biennale si terrà una processione di poeti ispirata al Poetry Caravan, il percorso compiuto da Kouoh nel 1999 con un gruppo di poeti africani. La performance diventa omaggio ai griot, custodi della memoria collettiva, e celebra la forza trasformativa della parola.


Architettura della mostra: un progetto firmato Wolff Architects

Kouoh ha affidato allo studio Wolff Architects (Città del Capo) la progettazione degli spazi espositivi. L’allestimento è costruito attorno al concetto di soglia, un passaggio sensoriale che guida il visitatore attraverso universi artistici distinti. Nel Padiglione Centrale e all’Arsenale, grandi banner indaco accompagnano il pubblico in un percorso ritmico e contemplativo.


Progetti speciali: Forte Marghera e Arti Applicate all’Arsenale

Tra i progetti collaterali spiccano:

  • Installazioni di Temitayo Ogunbiyi, Uriel Orlow e Fabrice Aragno a Forte Marghera
  • La mostra dell’artista Gala Porras-Kim al Padiglione delle Arti Applicate, in collaborazione con il Victoria and Albert Museum

Impegno educativo e formazione

La La Biennale di Venezia conferma il grande investimento nelle attività educational, con percorsi guidati, laboratori e iniziative interattive rivolte a oltre 130.000 giovani nelle ultime edizioni. Nel 2026 continua anche Biennale Sessions, programma dedicato a università e accademie di tutto il mondo.


Sostenibilità e riduzione dell’impatto ambientale

La Biennale prosegue il suo impegno verso la neutralità carbonica, già certificata dal 2022 al 2024. Misure come l’uso di energia rinnovabile, il riciclo dei materiali e la promozione di mobilità sostenibile contribuiscono a ridurre l’impatto ambientale dell’Esposizione.


Partner e sponsor

L’edizione 2026 è realizzata con il sostegno di partner e sponsor globali, tra cui:

  • Bvlgari – Partner esclusivo
  • illycaffè – Main Sponsor
  • American Express, Bloomberg Philanthropies, Vela-Venezia Unica, Quattro Gatti Gin
  • RAI – Media Partner

Conclusione

La 61. Esposizione Internazionale d’Arte non è solo un tributo alla visione di Koyo Kouoh, ma una celebrazione della sua eredità curatoriale: un progetto corale che mette al centro l’incontro, l’ascolto e la dimensione umana dell’arte. In Minor Keys invita il mondo a rallentare, respirare e riscoprire lo spazio dell’immaginazione e della relazione.

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