Con Bridget Jones: Un amore di ragazzo, ora disponibile su Netflix, la saga di Bridget Jones torna dopo anni di silenzio e lo fa con l’energia impertinente che da sempre caratterizza uno dei personaggi femminili più iconici della commedia romantica. Eppure, nonostante la freschezza di alcune trovate narrative e il coraggio di aggiornare Bridget al presente, il film lascia un retrogusto agrodolce, soprattutto per un finale che non convince e che sembra tradire parte del percorso di emancipazione costruito negli episodi precedenti.


Uno sguardo ai film precedenti: l’evoluzione (incompleta) di Bridget

Nella trilogia originale – Il diario di Bridget Jones (2001), Che pasticcio, Bridget Jones! (2004) e Bridget Jones’s Baby (2016) – seguiamo una protagonista buffa, autoironica, spesso caotica, ma sempre animata da un desiderio feroce di autenticità.

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  • Nel primo film, Bridget spezza la banalità di tante eroine romantiche: imperfetta, disordinata, insicura ma anche irresistibilmente vera.
  • Nel secondo, è travolta dalla sua goffaggine mentre cerca di tenere insieme relazioni, autostima e ambizioni.
  • Nel terzo, si ritrova a metà strada tra la maturità e l’ennesimo imprevisto sentimentale, ma con una consapevolezza nuova: può essere madre e donna senza per forza aderire ai modelli tradizionali.

La saga, pur tra cliché e umorismo british, aveva lasciato intravedere una lenta evoluzione: Bridget sembrava avvicinarsi a una versione di sé più autonoma e meno dipendente dal giudizio maschile.


“Un amore di ragazzo”: un ritorno divertente, ma con troppe concessioni al passato

In Bridget Jones: Un amore di ragazzo, la protagonista tenta di ritrovare un equilibrio in una fase più matura della vita, tra carriera, nuove insicurezze e un contesto culturale profondamente cambiato.

Il film funziona quando mostra:
✔ la fragilità autentica di Bridget
✔ il suo sguardo ironico sul mondo contemporaneo
✔ l’umorismo che smonta, a suon di gaffe, i nuovi dogmi del “perfezionismo femminile”

Interessante anche il modo in cui vengono introdotti gli stereotipi moderni — dalla cultura del wellness alle relazioni iper-analizzate — che il film espone, deride e infine svuota, restituendo allo spettatore una risata liberatoria.


Il problema del finale: il rapporto col professore e un messaggio che stona

La parte più criticabile arriva nel finale: la relazione con il professore, che dovrebbe rappresentare un nuovo inizio, appare debole, poco approfondita e narrativamente non necessaria. Sembra inserita quasi per obbligo, come se Bridget non potesse essere felice senza un uomo accanto.La relazione finale risulta dunque poco credibile, più funzionale al genere della rom-com che all’evoluzione coerente del personaggio. Un’occasione mancata, soprattutto in una fase storica in cui il cinema sta finalmente ridiscutendo la rappresentazione femminile.


Un film che gioca con gli stereotipi… ma non sempre li supera

Uno degli elementi più riusciti del film è la sua capacità di mettere alla berlina gli stereotipi della donna single, della “ragazza sbagliata per la sua età”, o dell’eterna goffa che deve essere salvata.

Li mostra, li esaspera, li ridicolizza.
Tuttavia, proprio quando potrebbe liberarsene definitivamente, il film torna su binari prevedibili: Bridget deve trovare l’amore, deve chiudere la storia con una coppia formata, deve rientrare nel trope classico della commedia romantica.

È come se il film sapesse che quegli stereotipi sono ridicoli, ma avesse troppa paura per abbandonarli davvero.


Conclusione: divertente, nostalgico, ma non abbastanza coraggioso

Bridget Jones: Un amore di ragazzo è un film piacevole, divertente e ricco di momenti di brillante ironia. Fornisce una lettura attuale di Bridget nel mondo di oggi e offre al pubblico quella miscela di affetto e nostalgia che da sempre accompagna la saga.

Ma allo stesso tempo, non riesce a compiere il passo decisivo verso una rappresentazione più moderna e autonoma della sua protagonista.
Il finale, con la relazione poco convincente con il professore, sembra annullare parte della crescita conquistata nei film precedenti.

Bridget rimane un personaggio amatissimo, iconico, e ancora capace di parlare a tante generazioni.
Resta il desiderio che, un giorno, possa finalmente farlo senza dover dimostrare nulla a nessuno, e senza dover chiudere la storia con un bacio per forza.

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