In alto i boccali! Con i Choir of Man, il palcoscenico del Rossetti di Trieste si trasforma in un autentico pub inglese dove le birre vengono spillate e la musica regna sovrana.

Sono 9 i “guys” che con una sfrenata energia coinvolgono il pubblico tra battute, risate (molte) e arrangiamenti che risuoneranno nelle teste ancora per un po’.

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Ognuno di loro ha una peculiarità, tutti così diversi eppure simili, uniti dalla Musica che va oltre qualsiasi pavimento appiccicaticcio di un qualsiasi pub del mondo.

È così che ci affacciamo nelle loro vite ed è così che la vita però non è sempre gioiosa. Gli amici però sono risorse preziose, sono quella famiglia che possiamo scegliere e coltivare giorno dopo giorno, bicchiere dopo bicchiere.

È il pubblico stesso a diventare parte di questa famiglia allargata dove Generosità è la parola chiave. Questi ragazzi donano tutto sul palco, lanciano il loro talento come una pioggia di coriandoli e gli spettatori sono estasiati e ne attingono a piene mani.

I performer sono: Mikey Shearer, Tom Reade, James Hudson, Johnny Sheehy, George Bray, Tom Gadie, Ben Langridge, Matthew Hobbs e Freddie Huddleston. Nove ragazzi che rappresentano tutte le varietà possibili: alti, bassi, grassi, magri, sensibili, tosti… varietà che sono essenziali e che all’unisono si legano in un perfetto ed eufonico Coro.

Le capacità vocali messe in luce dalle perfette armonie riescono ad emozionare, soprattutto nei brani cantati a cappella. Ma non c’è il tempo di restare con un sorriso malinconico perché le percussioni vibranti infondono una pazzesca energia e loro saltano, corrono e ballano il tip tap.

Da coristi si trovano quindi ad essere ballerini e dopo ancora musicisti, 9 strumenti diversi e un’unica musica che è quella poi della vita stessa.

Si passa da Welcome to the Jungle a Hello facendo sosta con i Red Hot Chili Peppers negli orinatoi (cosa normale dopo aver bevuto tutta quella birra!).

Insomma, con una semplice spontaneità questi ragazzi hanno coinvolto un teatro intero (e praticamente sold out) e l’unico rammarico è che è durato troppo poco.

Questo spettacolo è senza ombra di dubbio un vanto per questa stagione del Rossetti che lo vede come unica tappa italiana. Non va assolutamente perso! Resterà in scena fino al 17 novembre e vi lascerà la carica almeno fino a Natale, andate a scatenarvi!

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