Roma. 6:30 del mattino. Il Commissario Scialla e l’ispettore Cantonata rinvengono tre cadaveri in una discarica: è la famigerata Banda della Maglina, ovvero Ghandi, Semifreddo e il Bibanese.

Si apre così la scena, con il Commissario Scialla (Sebastiano Colla) che analizza con il collega/capro espiatorio Ispettore Cantonata (Ermenegildo Marciante) un telo bianco chiazzato di sangue che copre i corpi senza vita dei tre criminali.

Ma ben presto ecco che le anime dei 3 malviventi prendono vita e, adagiati su quel che rimane di un divano, osservano divertiti la scena.

Ma a guardarli bene, sembrano tutto meno che una banda di incalliti criminali : il Gandhi (Marco Maria della Vecchia) capo carismatico, sembra un santone sessantottino, Semifreddo (Francesco Mistichelli) è in realtà un bravo ragazzo con velleità da grande attore che concede spesso e volentieri al pubblico le sue memorabili interpretazioni dei classici ed infine Bibanese (Giuseppe Abramo) il classico amico cicciotello e buffo amante della buona cucina.

E quindi qual è il segreto che si cela dietro queste 3 figure ? Lo scoprirete in un’ora e mezza di commedia noir con forti tinte umoristiche dove il contrasto molto forte tra gli accenti dei tre componenti della banda rende esilarante alcuni passaggi : il Gandhi napoletano, il Semifreddo abruzzese e Bibanese calabro perché, benché fratelli, “mammà era nu poco zoccola!

In realtà gli spettacoli in scena sono due, così come sono fortemente contrapposte le soluzioni scenografiche (complimenti a Ludowika Mollica per alcune soluzioni): se da una parte troviamo il famigerato trio nella loro discarica, in una zona più elegante troviamo il duo commissario/ispettore, una coppia quasi perfetta dove a turno l’uno fa da spalla all’altro.

Il testo di Francesca Nunzi e Gabriele Galli è divertente senza alcuna volgarità e la regia dello stesso Galli molto ordinata.

Le musiche sono di  Enrico Razzicchia ed i costumi dello stesso Marco Maria della Vecchia.

Essendo un giallo non racconteremo altro dello spettacolo per non togliere agli spettatori il gusto di andarlo a vedere.

Rimane in scena al Teatro Anfitrione di Roma fino all’11 Novembre.

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 Alcune immagini dello spettacolo

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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”
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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”

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