Da domenica 4 gennaio 2026, in prima serata su Rai 1, Cimolais e le Dolomiti Friulane entreranno nelle case di milioni di italiani grazie alla serie Prima di Noi. Un debutto televisivo che va oltre il semplice evento mediatico e si trasforma in un’occasione di racconto profondo per un territorio spesso lontano dai grandi riflettori, ma ricco di identità, memoria e autenticità.
Le immagini della serie attraversano Cimolais, la Val Cimoliana e la Valcellina, restituendo allo spettatore paesaggi aspri e potenti, luoghi dove la natura non è solo sfondo, ma parte integrante della narrazione. Qui la montagna diventa linguaggio, tempo, silenzio e radice.
Le Dolomiti Friulane come spazio narrativo
Come abbiamo già raccontato precedentemente su queste pagine, la forza di Prima di Noi sta nella capacità di usare i luoghi non come semplice cornice, ma come elemento narrativo vivo. Le Dolomiti Friulane emergono sullo schermo nella loro dimensione più autentica: lontane dalla spettacolarizzazione turistica, fedeli a una bellezza severa, essenziale, profondamente identitaria.
Cimolais, con il suo tessuto urbano raccolto e la relazione intima con il paesaggio montano, diventa così uno spazio di memoria e racconto, in cui il passato e il presente si intrecciano. La Val Cimoliana e la Valcellina amplificano questo senso di continuità, offrendo scenari naturali che dialogano con le storie dei personaggi e con quelle reali delle comunità che li abitano.
Non solo cinema: un impatto concreto sul territorio
Dietro la magia della messa in onda, c’è però anche un dato tangibile che merita attenzione. Le riprese della serie hanno significato oltre cinque settimane di lavoro sul territorio, con il coinvolgimento di circa 120 professionisti tra troupe, tecnici e operatori.
Le strutture ricettive di Cimolais, Claut e Barcis hanno ospitato la produzione, generando un indotto reale fatto di pernottamenti, servizi, ristorazione e collaborazioni locali. Un esempio concreto di come le produzioni audiovisive possano diventare motore economico e opportunità di sviluppo, soprattutto per le aree montane e periferiche.
Investire nell’audiovisivo per valorizzare le aree interne
L’esperienza di Prima di Noi dimostra come investire nelle produzioni cinematografiche e televisive non significhi soltanto promuovere un’immagine, ma attivare processi virtuosi: lavoro, visibilità, turismo consapevole. È un modello che guarda al futuro, in cui il racconto audiovisivo diventa strumento di valorizzazione culturale e territoriale.
Un racconto che resta
Con la messa in onda su Rai 1, Cimolais e le Dolomiti Friulane non sono solo location, ma protagoniste silenziose di una storia che parla a tutti. Un racconto che unisce immagini, comunità e futuro, lasciando sul territorio qualcosa che va oltre le riprese: consapevolezza, identità e nuove possibilità.
E quando le luci del set si spengono, resta la certezza che la cultura, se sostenuta, può diventare sviluppo reale.
Prima di noi: cast, trama e anticipazioni della saga familiare di Daniele Luchetti
Trama: dalla ritirata di Caporetto agli anni di piombo
La serie è un affresco epico che si estende per oltre sessant’anni, tracciando la storia di quattro generazioni della famiglia Sartori. Il racconto si apre nel 1917, tra le montagne del Friuli, durante la drammatica ritirata di Caporetto.
- Il punto di partenza: Maurizio Sartori (interpretato da Andrea Arcangeli), un soldato esausto e affamato, diserta e cerca rifugio, finendo per incontrare Nadia Tassan (interpretata da Linda Caridi), una giovane donna che coltiva la terra. Tra i due nasce un profondo legame, ma la diserzione di Maurizio diventa un segreto doloroso, un “punto cieco” che condizionerà l’intera discendenza.
- L’eredità: Attraverso le vite dei tre figli di Nadia e Maurizio — il generoso Domenico, il responsabile Gabriele e l’irrequieto Renzo — la serie attraversa le fasi salienti della storia italiana: il fascismo, la Seconda Guerra Mondiale, il boom economico, la contestazione giovanile e gli anni di Piombo.
- Il tema centrale: La narrazione esplora come le vicende storiche collettive si riflettano sul piano individuale e familiare. L’intera saga ruota attorno al tema dell’eredità morale, dei silenzi non detti, della ricerca di riscatto e del peso di una colpa ancestrale, sottolineando il ruolo dei “senza nome” che hanno plasmato l’Italia moderna.

Cast Principale
La serie vanta un cast di alto livello, che si alterna per dare volto alle diverse generazioni della famiglia Sartori:
| Personaggio | Attori (età adulta) | Attori (età giovane) |
| Nadia Tassan (la capostipite) | Linda Caridi | Lorena Nacchia |
| Maurizio Sartori | Andrea Arcangeli | — |
| Gabriele Sartori (figlio) | Maurizio Lastrico | Leonardo Cesaroni |
| Renzo Sartori (figlio) | Matteo Martari | Alessandro Bedetti |
| Domenico Sartori (figlio) | Luca Di Sessa | — |
Il progetto è diretto da Daniele Luchetti e Valia Santella.





