Non è mai troppo tardi: Claudio Santamaria è il Maestro Manzi nella fiction Rai.

Dopo Adriano Olivetti interpretato da Luca ZingarettiRai Fiction porta sullo schermo un’altra storia importante dedicata ad un italiano che ha lasciato una traccia profonda ma che spesso viene dimenticata.

Nei giorni scorsi, tra la cerchia di conoscenti, parlando di questo lavoro, ho parlato del maestro Manzi, proprio per farmi una idea di quale fosse la percezione che si ha dell’uomo, e arrivando a capire come molti della mia generazione (metà anni 70), ricordino poco, nulla o in maniera approssimativa, di Alberto Manzi.

Ecco allora, che viene voglia di ringraziare la Rai per essersi ricordata di celebrare un volto notissimo negli anni 60 che riuscì a compiere un vero miracolo: un milione e mezzo di persone in quegli anni, grazie alle sue lezioni così innovative, imparò a leggere e scrivere.

Proprio come il celebre programma del maestro, “Non è mai troppo tardi” sarà il titolo della fiction targata Rai, realizzata da BiBi Film Tv che andrà in onda in prima serata su Rai 1 lunedì 24 e martedì 25 febbraio subito dopo ilFestival di San Remo.

La regia di Giacomo Campiotti, che proprio ultimamente sempre per la Rai ha realizzato la serie tv di successo “Braccialetti Rossi”, ha sposato il soggetto curato da Claudio Fava e Monica Zapelli, autori insieme al regista pure della sceneggiatura.

I protagonisti saranno due volti noti e amati del cinema italiano: Claudio Santamaria nei panni del Maestro Manzi eNicole Grimaudo in quelli di Ida, sua moglie.

La storia di Manzi non è solo quella televisiva, sia pur importante.

La sua indole e i suoi metodi didattici li mostra immediatamente e con successo inaspettato, in quello che fu il suo primo incarico da educatore.

Il capolavoro lo compie nel carcere minorile di Roma “Aristide Gabelli”. Molti professori erano già scappati da quel contesto degradato, ma lui no e lo fa conquistando il rispetto e la gratitudine di quei suoi problematici allievi.

C’è un dato sorprendente per chi è abituato a vedere rientrare di continuo in carcere chi c’è passato già: dei suoi 90 allievi solo due torneranno in carcere.

Poi arriva la Rai che, soprattutto in quegli anni, (parliamo dei primi anni 60) è servizio pubblico, e si fa carico di quel numero enorme di persone che ancora non sapeva né leggere né scrivere.

Manzi si conquista il ruolo sbaragliando tutti i candidati e lo fa alla sua maniera, scompaginando le carte e stravolgendo il copione.

Il resto è storia e l’esperienza innovativa del sodalizio Rai/Manzi verrà esportato in ben 72 paesi.

Alla conferenza stampa di presentazione di “Non è mai troppo tardi”che si è tenuta presso la Casa del Cinema di Roma sono intervenuti i due attori protagonisti.

Claudio Santamaria: “Mi hanno proposto questo sceneggiato e mi sono commosso per quel che accadeva nella storia. Quel che mi commuove non è il dramma ma quando i personaggi si aprono. Quando c’è una luce che si accende in una persona. Credo che questo è quel che Alberto Manzi ha cercato di fare in tutta la sua vita. Ha tentato di risvegliare la parte migliore delle persone. Quel che mi ha commosso è questa sua lotta per dare dignità alle persone che hanno meno possibilità. Ancora oggi lui è cinquant’anni avanti a livello pedagogico. Far conoscere un personaggio del genere significa accendere una luce nelle persone e far riflettere sulla scuola oggi. Certi argomenti mi toccano in maniera particolare perché mi fanno venire in mente la mia severissima maestra delle elementari che metteva i più bravi ai primi banchi e i meno bravi all’ultimo. Anche il suo modo di disporre in maniera circolare i banchi è per me una cosa rivoluzionaria”.

Nicole Grimaudo: “ E’ stato un grande onore interpretare questo ruolo. Una donna che sposa l’uomo e anche il maestro. Una donna che lo appoggia e lo sostiene rendendo possibile una carriera così brillante e duratura. Un ruolo il mio che nasconde una “forte dolcezza”. Il messaggio

dell’istruzione come simbolo di libertà è importante. Credo che questa sia un “Buona Televisione”, così come la fece Alberto anche noi crediamo di continuare a farla”.

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