La “Collezione Antonio Cattaruzza”, una delle donazioni artistiche più significative ricevute dal Friuli Venezia Giulia negli ultimi decenni, trova oggi una nuova forma di vita con la pubblicazione del volume che raccoglie e racconta le 196 opere donate dall’ingegner Antonio Cattaruzza alla Regione. Il catalogo, realizzato da ERPAC FVG, è molto più di un semplice strumento di studio: è la mappa di un percorso umano, estetico e culturale che abbraccia oltre cinquant’anni di passione per l’arte.

Il volume sarà presentato venerdì 30 gennaio 2026 al Magazzino delle Idee (Trieste) e giovedì 12 febbraio 2026 alla Galleria Regionale d’Arte Contemporanea Luigi Spazzapan (Gradisca d’Isonzo). Contestualmente, per la prima volta, il pubblico potrà ammirare una selezione delle opere più prestigiose della raccolta, firmate da nomi come Arp, Cocteau, Ernst, Léger, Picasso, testimonianze fondamentali della modernità europea.

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Una donazione che diventa patrimonio collettivo

Il nucleo delle 196 opere donate da Cattaruzza rappresenta una vera e propria biografia visiva, una storia fatta di emozioni, incontri, scoperte e un’instancabile curiosità culturale. Come ha dichiarato il Presidente della Regione FVG, questa donazione “arricchisce il patrimonio pubblico e si offre alle generazioni future come un atto d’amore per l’arte”.

ERPAC FVG, a cui è affidata la conservazione e la valorizzazione della raccolta, vede nella donazione un esempio virtuoso di mecenatismo consapevole, in cui il gesto privato si trasforma in bene comune.


Il catalogo: 236 pagine per raccontare una vita dedicata all’arte

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Curato da Lorenzo Michelli, con le ricerche e le schede scientifiche di Matteo Bonanomi e Francesca Nodari, il catalogo offre un’analisi ampia e dettagliata di ogni opera, presentata in ordine alfabetico per autore. La lettura restituisce la complessità di una collezione che unisce maestri internazionali – da Ernst a Mirò, da Picasso a Léger – con artisti italiani e protagonisti del Nord-Est come Crali, Celiberti, Music, Dudovich, Mascherini, de Finetti, Černigoj.

La raccolta spazia dai linguaggi del Novecento all’arte contemporanea, includendo anche preziose testimonianze ottocentesche e opere raramente visibili altrove. È un mosaico di tecniche – oli, grafiche, pastelli, disegni, sculture, vetri – che compongono un’unica, coerente narrazione estetica.

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Opere mai viste prima: l’esposizione al pubblico

Nel mese di febbraio 2026, la Galleria Spazzapan, recentemente entrata nel circuito AMACI dei musei d’arte contemporanea italiani, ospiterà per la prima volta una selezione di opere della collezione. Un evento che segna l’inizio di un più ampio progetto espositivo: nel futuro, i lavori verranno presentati nelle sedi museali della Regione, in parte in forma permanente e in parte a rotazione, generando nuovi percorsi e nuove letture del patrimonio artistico.


Una collezione come autobiografia

Cattaruzza stesso definisce il suo percorso di collezionista come un “abitare altri mondi”, un viaggio fatto di sogni, intuizioni e incontri. Ogni opera non è solo un oggetto estetico ma una porta: apre memorie personali, dialoghi tra epoche e connessioni inattese. Donandola alla comunità, il collezionista trasforma la sua storia in una storia condivisa, capace di emozionare nuovi visitatori, studenti, ricercatori, giovani collezionisti.

Un patrimonio che continuerà a crescere di significato, nutrito dallo sguardo del pubblico che da oggi può avvicinarsi, finalmente, alle opere che hanno accompagnato una vita intera.

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