Dismessi per ora i panni di Irwin Dangering in “Georgie il Musical” e prima dell’anteprima nazionale a Pollenza (Marche) di “Edda Ciano. Tra cuore e cuore” il 28-29 e 30 aprile abbiamo raggiunto Roberto Rossetti (regista, coreografo e protagonista del musical) per fargli alcune domande.

In questa stagione ti dividi tra l’essere attore e regista…È la prima regia? Emozioni a riguardo?

Non è la mia prima regia, è la seconda regia ufficiale. Chiaramente il ruolo del regista è un ruolo molto importante, determinante: sostiene, decide e dosa il gusto e le emozionalità di uno spettacolo.

La mia prima regia è stata quella di Salvatore Giuliano che ha avuto un buon successo; chiaramente non ci si può improvvisare.

Prima del debutto con Salvatore Giuliano ho fatto tanta gavetta tra scuole, villaggi e altre realtà amatoriali dove ho potuto scoprire questa mia grande passione che a volte supera quella altrettanto grande di salire sul palco.

Comunque grande emozione e grandi responsabilità: è il regista che dà il sapore ad uno spettacolo teatrale, poi chiaramente sta al talento degli attori concludo affermando che è un grande privilegio.

Attore in Georgie il musical e regista e attore in “Edda Ciano. Tra cuore e cuore”

In Georgie sei Irwin Dangering, ci racconti un po’ del tuo personaggio?

Irwin Dangering è un ruolo meraviglioso, ho avuto la possibilità di crescere tantissimo.

Ringrazio Marcello Sindici per la libertà che mi ha concesso visto che ogni sera ho portato in scena un personaggio diverso, gestendo e modificando la perversione di questo personaggio.

Personaggio che ha la fortuna di cantare due brani meravigliosi scritti da Tiziano Barbafiera.

RobertoDi “Edda Ciano…” sei regista, coreografo e protagonista, da un progetto di Dino Scuderi e testo di Elisabetta Tulli. Ci parli di questo progetto?

“Edda Ciano tra cuore e cuore” è sotto alcuni punti di vista un vero figlio. Uno spettacolo a cui sto lavorando da tanti mesi. Insieme a tutto il mio staff determinante per la riuscita del lavoro stiamo ultimando i preparativi.

Che grande emozione! È una storia di cultura un musical meraviglioso con delle musiche uniche scritte e nate dal virtuosismo artistico e compositivo del grande maestro Dino Scuderi.

Come è nata la collaborazione tra te e il maestro Scuderi?

La collaborazione con il maestro Dino Scuderi nasce nel 2011 quando mi presentai ai provini per la prima versione teatrale di Salvatore Giuliano diretta da Giampiero Ciccio’. Venni scritturato e interpretai i molti piccoli ruoli, facevo parte dell’ensemble dello spettacolo…un’esperienza unica!

Quello spettacolo mi è rimasto nel cuore infatti con la mia realtà teatrale, la compagnia della marca ho deciso sempre con i miei inseparabili collaboratori di produrlo 5 anni dopo. Un grande sodalizio, un legame umano e artistico che spero non finisca mai.

Questo spettacolo è una nuova produzione della Compagnia della Marca. Ci descrivi  cos’è e come ti sei avvicinato a questa compagnia?

La “Compagnia della Marca” è figlia dei miei ritorni a casa dopo le tournèè e i vari lavori, quando tornavo nelle Marche.

Con il passare degli anni è nato uno staff, un gruppo di amici con una grande passione comune, quella per il teatro. Insieme all’amico di sempre Fabio Tartuferi ho deciso di creare questa realtà teatrale che gestisco artisticamente.

Inutile dire che senza l’aiuto di tutto lo staff io non riuscirei a fare nulla quindi ringrazio: Fabio Tartuferi co-produttore, Alessia Torresi segretaria, Francesco Properzi consigliere,  Rudy Teodori scenografo, Giulia Ciccarelli costumista, tutti i tecnici Lorenzo Chiusaroli Alessio Rutili Lorenzo Petruzzi Francesco Postacchini.

Un plauso particolare con affetto all’amico Ulisse Ruiz con il quale collaboro da diversi anni: un’insostituibile forza di questa realtà teatrale per quanto riguarda il discorso luci e illuminotecnica.

Com’è il tuo approccio al personaggio di Galeazzo Ciano, famoso marito di Edda?

Sto leggendo tantissimo: oltre alle prime informazioni trovate chiaramente su internet ho letto i due diari di Galeazzo, documento storico mondiale.

Ora sto leggendo un altro libro di 1000 pagine sperando di riuscire a terminarlo. Un ruolo meraviglioso, il maestro Scuderi mi ha voluto fortemente in scena e lo ringrazio per questa proposta.

Ti abbiamo visto ne “La Bella e la Bestia” (produzione Stage Entertainement), “Pirates”, “W Zorro”, Salvatore Giuliano e adesso in Georgie ed “Edda Ciano”. Com’è cambiato Roberto da “La bella e la bestia” ad oggi professionalmente?

Diciamo che il mio percorso professionale nasce prima de “La bella e la bestia”; comunque come tutti ogni spettacolo ti fa crescere e aumenti in consapevolezza.

Ti confronti con grandi artisti e in questo mestiere bisogna essere delle spugne; si impara molto dagli altri.

Porto con me ogni spettacolo fatto; chiaramente ho un ricordo particolare per la bella e la bestia ma non solo per quello che facevo in scena- due ruoli meravigliosi come Gaston e la Bestia, soprattutto quest’ultimo- ma anche per il sistema produttivo che avevamo intorno, fattore fondamentale per la vera riuscita di un musical.

Quanto ha influito la tua formazione nella scelta di questi progetti recenti?

La mia formazione è stata determinante per tutto il mio percorso e non solo per questi progetti recenti.

Studiare è fondamentale per poter provare a fare questo mestiere. Non è possibile vivere di solo talento- chiaramente dote fondamentale- ma lo studio è molto importante.

Io sono stato fortunato, ho studiato con grandissimi artisti e li porto sempre con me in ogni cosa che faccio con gratitudine e affetto.

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Quasi trentenne triestina, laureanda in scienze dell’educazione col sogno di lavorare con minori in difficoltà. Curiosa di natura e sempre pronta a mettersi in gioco con nuove esperienze Appassionata di teatro e soprattutto di musical; di cinema, danza, musica e divoratrice di libri, insomma di qualsiasi forma d’arte
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