Un veloce sguardo al passato e un approfondito affresco del presente: trattandosi di Trieste, città complessa e difficile da raccontare, lo potremmo definire un vero e proprio miracolo della televisione. Se poi consideriamo che il documentario in questione risale alla fine degli anni sessanta, vale proprio la pena vederlo dall’inizio alla fine.
Stiamo parlando di una puntata speciale dedicata a Trieste del noto programma culturale “L’approdo – settimanale di lettere e arti” che è disponibile su Raiplay.
Il documentario molto dettagliato dura poco meno di un’ora ed curato di Enzo Bettiza, già autore del romanzo “Il fantasma di Trieste” (1958). Inizia analizzando la storia sociale ed economica della città che un tempo fu l’unico sbocco sul mare Adriatico dell’Impero austroungarico e riproponendo in forma di intervista parte delle riflessioni raccolte nel suo saggio “Mito e realtà di Trieste” (1966).
Nel filmato, fra gli altri, intervengono Biagio Marin e due (allora giovani) intellettuali: Claudio Magris e Fulvio Tomizza.
Una parte del documentario è dedicata anche alla comunità slovena di Trieste e alla presentazione del periodico sloveno Most che usciva in quegli anni, nonché all’attività Teatro sloveno.





