di

Elena Lea Bartolini De Angeli

 

La domanda potrebbe sembrare di scarsa o relativa importanza, in quanto è noto che lo Stato di Israele è stato creato dagli ebrei, così come è noto che sono ebrei anche la maggior parte degli israeliani.

Tuttavia la possibile distinzione lascia trasparire l’idea che ci sia una sorta di “interruzione” fra la danza tradizionale che accompagna la millenariaebraica storia degli ebrei e la danza israeliana che fa capolino dal Medioriente alla fine degli anni ’40: dopo la nascita dello Stato di Israele nel 1948, non si dovrebbe più parlare di danza ebraica ma di danza israeliana, secondo canoni e modelli più simili a quelli del folklore generalmente inteso.

Per certi aspetti questo può essere vero, tuttavia è importante non dimenticare il legame che comunque lo Stato di Israele mantiene con le proprie radici, in quanto non nasce “dal nulla” ma dal Sionismo, che può essere compreso e considerato solo all’interno della tradizione ebraica che lo genera (208 pagine, Collana “Studi giudaici”).

L’arte della danza vista dalla tradizione ebraica nasce principalmente come Lode e Preghiera a Dio nella devozione religiosa.

Secondo alcuni studiosi, nello studio linguistico della Scrittura si distinguono alcuni tipi di danza sacra, che caratterizzano i tempi biblici: danze processuali, danze in circolo intorno ad un altare, danza estatica, danze che hanno come tema la fertilità, danze celebrative.

Nelle feste più importanti d’Israele la danza ricopre un momento basilare e anche nei suoi aspetti più laici è comunque uno dei maggiori gesti della comunità per riscoprire l’identità umana come unità tra parola e respiro, anima e corpo, comunione e persona. Viene vissuta come esperienza semplice e vitale… storica ma sempre attuale.

La danza ebraica è connotata e caratterizzata da elementi del tutto propri, ad esempio i movimenti delle mani e delle braccia, viene eseguita in cerchio ed è considerata un tramite per esprimere felicità e gioia. Dalle sue origini ha inoltre ha sempre ispirato un effetto terapeutico nel purificare lo spirito ed unire la comunità mediante la memoria.

L’autrice

Elena Lea Bartolini De Angeli di origini ebraiche da parte materna, è nata a Pavia nel 1958 e vive in provincia di Lodi con il marito Massimo e la figlia Aurora. Dottore in Teologia Ecumenica e specializzata in Ermeneutica Ebraica. Docente di Giudaismo ed Ermeneutica Ebraica presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale (ISSR-MI) e docente invitata di Giudaismo presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e la Cattedra di Dialogo tra le Culture promossa dalla Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura di Roma e l’Istituto Teologico Ibleo S. Giovanni Battista di Ragusa.

Cura la rubrica “Judaica” per la nuova edizione della rivista “Terrasanta”.

Fa parte dell’Associazione Italiana per lo Studio del Giudaismo (AISG) e del Coordinamento Teologhe Italiane (CTI); è Vicepresidente dell’ABEM – Associazione Biblica Euro-Mediterranea – ed è socio fondatore e membro del Consiglio direttivo del CeSNAF – Centro Studi Nazareth Alta Formazione, per la promozione integrale della persona, della coppia e della famiglia. Dal 2010 fa parte di un “Tavolo di confronto interreligioso” per il Comune di Milano.

È autrice di numerosi articoli e saggi tra i quali: “Gesù Ebreo per sempre” (con C. Vasciaveo), Ed. Dehoniane, Bologna 1991; “Anno sabbatico e giubileo nella tradizione ebraica”, Ancora, Milano 1999; “Come sono belli i passi… La danza nella tradizione ebraica”, Ancora, Milano 2000. Con Effatà ha pubblicato: “Narrare giocando” (con A. G. Conori – E. Danelli 2003); “Per amore di Tzion. Gerusalemme nella tradizione ebraica” (2005); sempre per Effatà ha curato: Aa.Vv., “Nello spirito di Nazareth. Una rilettura biblica e spirituale della Santa Famiglia” (2004) e dirige la collana “Studi giudaici”.

Effatà Editrice

Effatà Editrice è nata nel 1995 con l’intento di offrire libri che aprano la mente e il cuore: il termine “Effatà”, di origine ebraica, significa infatti “apriti”. Nel corso degli anni sono stati pubblicati oltre settecento titoli. La sede è a Cantalupa, in provincia di Torino.

Il fulcro dell’editrice è costituito dai coniugi Gabriella Segarelli e Paolo Pellegrino, che l’hanno fondata. A loro via via si sono affiancati dei collaboratori, per ricoprire i diversi ruoli professionali. La caratteristica del lavoro è esprimere la massima cura su ogni versante della lavorazione di un libro, onorando la secolare tradizione dell’editoria di qualità, e nel contempo di aprirsi alle innovazioni della professione editoriale.

Fortemente radicati nel territorio piemontese e, allo stesso tempo, in relazione con tutta l’Italia e con il mondo. La casa editrice è presente sin dall’inizio al Salone Internazionale del Libro di Torino e alla Frankfurt Book Fair. I libri del catalogo sono stati sinora tradotti in dodici Paesi.

 

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