La situazione dei migranti italiani a Brooklyn, la clandestinità (tema mai come ora attuale) e la gelosia. Questi i temi attorno a cui ruota “Uno sguardo dal ponte” di Arthur Miller con protagonista Sebastiano Somma.

Lo spettacolo è andato in scena ieri all’ Auditorium “Biagio Marin” di Grado all’interno di un mini tour friulano organizzato da ERT FVG tra Maniago, Cividale, Artegna (dove sarà in scena stasera) e Grado dopo la tappa dell’anno scorso a Cormons.

SEBASTIANO SOMMA E’ EDDIE CARBONE

Il protagonista Eddie Carbone è impersonato da un credibile Sebastiano Somma, attore napoletano di comprovata esperienza teatrale, televisiva e cinematografica

Eddie è un migrante di origini siciliane che ha trovato lavoro come scaricatore di porto, un “brav’uomo” trasfigurato però dalla gelosia morbosa verso la nipote Caterina, che ormai è come una figlia e nei confronti della quale prova un attaccamento patologico.

Foto Adriano Di Benedetto
LA GELOSIA

Fattore scatenante, anzi fattori, che esasperano questa gelosia sono due.

Il primo è la decisione della ragazza, studentessa di stenografia, di iniziare a lavorare dopo la proposta di lavoro ricevuta come migliore della sua classe.

Il secondo è l’arrivo dei due fratelli Marco e Rodolfo, cugini della moglie di Eddie Beatrice (Sara Ricci), e da loro ospitati clandestinamente mentre cercavano un lavoro e una nuova vita in America.

UNA PASSIONE LETALE

Era una passione che gli era entrata dentro come un corpo estraneo

Un corpo estraneo, questa è la definizione che fornisce l’avvocato ( Gaetano Amato) a cui si rivolge Eddie, del sentimento che lo brucerà da dentro.

Quando Caterina e Rodolfo (Edoardo Coen) si scoprono innamorati e progettano una vita lontano da Eddie e dalla sua casa, lui cercherà in qualsiasi modo di allontanarli.

Questo scatenerà la rabbia ingestibile dell’uomo e la situazione precipiterà con la denuncia dei due all’Ufficio Immigrazione.

Denuncia che viene proprio da lui che sempre raccomandava loro di non farsi notare a causa della clandestinità,

Rabbia che però gli tornerà indietro nella reazione del fratello di Rodolfo, Marco (Maurizio Tesei) che porterà a un epilogo tragico.

Foto Adriano di Benedetto
IL RUOLO DELLA MADRE, SARA RICCI

In tutto questo è affascinante notare il ruolo di Sara Ricci, che interpreta la zia-mamma di Caterina.

La donna inizialmente sembra fare finta di non vedere l’attaccamento del marito verso la nipote ma è la prima a mettere in guardia entrambi sulle conseguenze di una forma di protezione forte ma con dei risvolti che potrebbero essere pericolosi.

E’ lei che stimolerà C. a crescere e cercare di allontanarsi e farsi una vita propria con Rodolfo  e a cercare di far ‘ rinsavire’ il marito sul legame con la ragazza.

UNA FORMA DI DENUNCIA SOCIALE

Arthur Miller con “Uno sguardo dal ponte”, scritto nel 1955 riprende una pagina importante della nostra storia.

Quello dell’emigrazione italiana in America negli anni Cinquanta e della ricerca del sogno americano che i nostri connazionali hanno inseguito.

Lo spettacolo, come tutta l’opera artistica di Miller è anche un’occasione di denuncia di quella disillusione verso un mondo che sembrava migliore ma non lo era realmente.

Sulla scena non si consuma però solo la tragedia di un uomo e dei suoi affetti personali. Scontro fra diverse culture e tradizioni, l’eterna lotta tra legge personale e quella dello Stato, il dramma dell’emarginazione sociale. Temi vivi ieri esattamente come oggi.

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