Destinatario sconosciuto, intervista al regista e interprete Rosario Tedesco

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A Torino e Milano la Storia del XX secolo si racconta tra prosa e musica con la nuova edizione del Destinatario sconosciuto nell’adattamento di Rosario Tedesco, il 21-22 novembre 2018, al Teatro Baretti di Torino, patrocinio del Goethe-Institut Torino e Comunità Ebraica di Torino, e dall’11 al 23 dicembre 2018 al Teatro dell’Elfo di Milano, con la partecipazione del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, ed il Coro di voci bianche “F. Gaffurio”.

Per l’occasione abbiamo intervistato uno dei protagonisti e regista dello spettacolo, Rosario Tedesco.

Regista, interprete e responsabile dell’adattamento per il palcoscenico. Nessun meglio di te potrebbe fare un’introduzione perfetta a “Destinatario sconosciuto”.

Questa storia la definisco l’olocausto di un’amicizia. In origine nasce come semplice romanzo che poi ho adattato come testo teatrale.

È la storia di due amici soci in affari, Max, ebreo, e Martin, tedesco, che si devono dividere quando il secondo decide di tornare in Germania per aiutare nella ricostruzione del paese dopo la sconfitta nella Prima Guerra Mondiale.

All’inizio c’è un vivace scambio epistolare tra i due e quando Max chiede all’amico “Questo Hitler chi è?”, Martin gli risponde che Hitler non gli piace ma la Germania ha perso la guerra e serve un uomo forte.

Che Hitler non gli piace ma ha comunque scelto di entrare nel partito nazista.

A poco a poco scala la piramide del partito diventando il primo gerarca di Monaco per poi scrivere a Max che lui gli ha “voluto bene non perché fossi un ebreo ma nonostante tu lo fossi. Non scrivermi mai più”.

È al momento della rottura di questo rapporto che entra in scena un coro a cappella che, durante tutto lo spettacolo, canterà tre brani molto significativi.

Il coro ha un ruolo centrale sia per la performance sia per il messaggio che vogliamo mandare. Noi vogliamo che questo spettacolo sia sentito da tutti, sia dal pubblico che dai teatranti stessi, per questo abbiamo voluto chiedere la collaborazione della Comunità Ebraica di Torino che ci ha risposto dandoci la possibilità di ospitare il loro coro, diretto dal maestro Roberto Duretti.

In questo modo non è più un elemento separato dal palcoscenico ma i volti di coloro che lo compongono, alla fine, diventano gli stessi volti vittime di un’ideologia folle.

Destinatario sconosciuto - Rosario Tedesco (Max) e Nicola Bortolotti (Martin)
Destinatario sconosciuto – Rosario Tedesco (Max) e Nicola Bortolotti (Martin)

E precisamente quali brani porteranno in scena?

Il primo è un brano di Mozart in grado, grazie alle sue note gioiose e quasi spensierate, di raccontare la Germania prima dell’avvento di Hitler.

Il secondo appartiene invece a Paul Hindemith, compositore tedesco la cui musica venne considerata “degenerata” dal partito nazista e quindi censurato. Questo brano ha una sorta di delicatezza che quando provo ad immaginarlo mi viene da pensare ad un vaso di cristallo nelle mani di un bambino. Niente di meglio per descrivere la prospettiva di vita dell’arte in un regime di dittatura.

Infine il terzo ed ultimo brano è di Ilse Weber, una maestra di musica cecoslovacca che decide volontariamente di andare ad Auschwitz per non abbandonare i propri bambini, tra cui suo figlio. La sua è una ninna nanna che, sebbene possa sembrare ad un livello inferiore rispetto ai primi due, secondo me nasconde la forza di poter arrivare ad ogni tipo di pubblico, a prescindere dal livello culturale o dalla provenienza, perché chiunque potrebbe cantarla.

Finito di cantare questa ninna nanna, il coro scenderà dal palco come gesto simbolico, per far intuire al pubblico cosa è successo a quei bambini.

Preferisco lasciare all’immaginazione del pubblico alcune delle scene più forti proprio perché la nostra mente, quando lasciata libera, è in grado di regalarci emozioni molto intense durante spettacoli simili quindi ci siamo limitati, in vari momenti della rappresentazione, ad accennare determinati eventi ma anche determinate parole, giocando molto sul non detto.

Per esempio?

Per esempio quando Martin da notizia a Max della morte della sorella. Non gli dice direttamente né che l’ha uccisa né che è stata presa a causa sua. Si limita a dirgli: “Quella scema si è presentata a casa mai con la polizia alle calcagna. Mettiti nei miei panni, cosa avrei dovuto fare?”.

In questo caso sarebbe stato ridondante mostrare lui che fisicamente fa arrestare la sorella di Max, molto meglio invece lasciare che siano gli spettatori a finire il quadro completo della situazione.

Destinatario sconosciuto - Rosario Tedesco (Max) e Nicola Bortolotti (Martin)
Destinatario sconosciuto – Rosario Tedesco (Max) e Nicola Bortolotti (Martin)

Un’ultima domanda su Martin, il personaggio interpretato da Nicola Bortolotti. Secondo te come mai lui, come milioni di altre persone, hanno scelto di condividere il nazismo in ogni suo aspetto? Pensi che già loro fossero predisposti, in qualche modo, ad essere manipolati o credi sia stata una scelta ponderata?

Questa è un’ottima domanda anche se non credo che sia possibile essere in qualche modo “geneticamente destinati” ad essere manipolato. Tutti noi abbiamo la possibilità di scegliere e nessuno può dire quale sia la scelta giusta da fare. Basti pensare a quanti furono praticamente obbligati ad unirsi al partito nazista in Germania e fascista in Italia già solo per mantenere il proprio lavoro.

Non critico la scelta che viene fatta in casi simili perché, secondo me, non possiamo giudicare una situazione senza viverla in prima persona. Dico però che poi bisogna essere pronti a vivere con le conseguenze delle proprie decisioni, qualunque esse siano.

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Responsabile Redazione di Roma, Autore La Nouvelle Vague Magazine
Nato a Roma, studia Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Roma tre. Appassionato di cinema, libri, serie tv e arti marziali, sogna di diventare giornalista professionista.
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