di Silvia Bolognini

Detective Malone..suppongo!” è una storia da godere tutta d’un fiato con grandi momenti di comicità e di riflessione. L’opera, andata in scena dal 29 ottobre al 3 novembre al Teatro Trastevere di Roma, ha riscosso un notevole successo di pubblico. Merito dell’autore del testo Eugenio Pochini che è riuscito a coniugare il genere della commedia con quello del noir e merito anche degli interpreti che hanno saputo traghettare lo spettatore in diverse situazioni spazio-temporali.

In “Detective Malone…suppongo”, infatti, convivono due momenti: quello reale vissuto dalla coppia di fidanzati Matteo (Alessandro Fiorucci) e Carla (Fabrizia Scaccia) e quello surreale che vive lo stesso Matteo, scrittore teatrale in erba, in compagnia dei personaggi anni ’40 Sofie (Enrica Guidi) e Frank Malone (Alessandro Pascucci).

Il racconto è ambientato in un salotto di un appartamento dove vive una coppia di giovani innamorati. I due, però, hanno abitudini molto diverse: Carla lavora fino a sera (fa la commessa) e quando arriva a casa vuole solo rilassarsi davanti alla tv, Matteo invece lavora giorno e notte alla sua opera teatrale e fatica a trovare la concentrazione per scrivere. Come se non bastasse un temporale manda il tilt il computer sul quale sta scrivendo ed il produttore lo chiama al telefono per sapere a che punto è la stesura del copione. Matteo non vuole far sapere che non è pronto e cerca in tutti i modi di prendere tempo. Nella commedia nascono, quindi, una serie di situazioni comiche basate su equivoci, giochi delle parti e colpi di scena che provocano divertimento.

Importanti anche gli effetti scenici. Una nuvola di fumo, ad esempio, catapulta lo spettatore nell’atmosfera anni ’40 in cui si ritrova, suo malgrado, lo stesso Matteo. Ed ecco materializzarsi Sofie, una “femme fatale” con gambe lunghissime e boa intorno al collo e subito dopo Frank Malone che, come ogni detective che si rispetti, indossa l’inconfondibile impermeabile.

L’attenzione dello spettatore si concentra sulla stranezza di quei personaggi ma anche sulla loro storia. Il detective sta indagando su un omicidio e Sofie sembra saperne più di chiunque altro. C’è però un problema: Sofie e Malone, dopo aver caratterizzato il personaggio, non sanno più come andare avanti, vivono un vuoto di memoria che proprio non riescono a spiegare. E come se qualcuno avesse scritto la loro storia e poi si fosse fermato. Quel qualcuno è Matteo che, dopo un iniziale sconcerto, si rimette subito al lavoro per elaborare un finale. Il tutto all’insaputa della fidanzata. Da quel momento in poi gli equivoci e le situazioni comiche si moltiplicano e le battute si fanno sempre più esilaranti.

Sul finire una chiave di lettura inaspettata porta ad un epilogo diverso della storia. L’attenzione si concentra più su Matteo che sui suoi personaggi ed i toni comici lasciano spazio a quelli drammatici. Lo spettacolo è un turbinio di emozioni spesso contrastanti fra di loro ma regalano al pubblico un quadro complesso facilmente riconducibile alla drammaticità della vita.

Il regista, lo stesso Fiorucci mette in scena, quindi, un testo più che mai attuale. Comincia da scene della vita quotidiana per concludersi con situazioni altrettanto familiari. Nel mezzo c’è un mondo parallelo al quale il protagonista è affezionato e dal quale non riesce a discostarsi. Il finale rimane volutamente aperto per offrire spunti di riflessione allo spettatore.

“Detective Malone…suppongo!” è un successo di squadra. Oltre agli attori (Alessandro Fiorucci e Alessandro Pascucci sono stati anche rispettivamente regista e aiuto regista) una menzione particolare va anche al disegno e alle luci di Paolo Gianfrate, alle scene di Valentina Bertellotti e alla fonica di Fabrizio Renzani.

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