“Diacronia minima del tarantismo”di Tullia Conte

Il presente libro (Edizioni Sudanzare “materiali per la conoscenza”, 128 pagine, 2020) risulta un’attenta analisi, di matrice filologica sul contesto storico-culturale e geografico inerente il tarantismo, e quel fenomeno culturale e terapeutico che, nel tempo, ne ha costituito il proprio contesto, condotto ai più grazie a studi approfonditi che si rifanno all’antropologia.

L’autrice ci restituisce una ricerca dei simboli e dei significati, nonché dei rituali, incentrati sull’approfondimento nello stilizzare i passi delle danze tradizionali già esistenti, svilupparne di nuovi e, inserendoli in un contesto simbolico, dando così l’avvio ad un prezioso lavoro con quel timbro immediatamente riconoscibile che risente di innumerevoli influenze esterne.

In linguistica la diacronia indica lo studio e la valutazione dei fatti linguistici considerati secondo il loro divenire nel tempo, secondo una prospettiva dinamica ed evolutiva, indispensabile per chi voglia conoscere le tracce storiche della “taranta”, ragno mitico che induce le vittime alla necessità di un rituale socialmente condiviso. Una narrazione, scevra da pregiudizi e campanilismi, che attraversa tutti i territori dove queste pratiche sono state messe in atto.

La lettura storica dei fenomeni collegati al morso della taranta dimostra l’estromissione totale delle donne dalla comunità scientifica che per secoli si è occupata di questi argomenti, la stessa comunità per lungo tempo ha attribuito il fenomeno al genere femminile come l’ennesima prerogativa dovuta a caratteristiche congenite.

Attraverso le testimonianze fornite si configura – al contrario – un vasto e vitale orizzonte simbolico, difficilmente inquadrabile in stereotipi. Il percorso è impreziosito dalle immagini realizzate da Francesca Grispello, che contribuiscono ad accompagnare chi legge in un viaggio emozionale nel profondo significato di uno dei tanti misteri della storia dell’umanità.

L’autrice

L’autrice, Tullia Conte, regista teatrale, attrice e performer, è impegnata da anni nello studio delle danze popolari secondo una prospettiva di antropologia teatrale. Nata in Cilento ma trasferitasi in tenera età a Napoli, e legata alla sua terra; internazionale perché vive a Parigi, passionale e “scientifica” in nome dei suoi studi antropologici, si occupa di tarantelle tradizionali ma con un sguardo teso al presente, al contemporaneo.

Durante la permanenza nel Cilento, dopo aver fondato un laboratorio stabile nel Teatro Comunale, scrive con il musicista Tommaso Sollazzo la Tarantella Cruda, la performance in cui i piedi della danzatrice sono coinvolti nel suono; la performance viene proposta anche nei prestigiosi ambienti del Museo Archologico Nazionale, per “Maggio dei Monumenti”, in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali e il Comune di Napoli.

Mette in scena “Storia di Maria, tarantata” e numerose performance utilizzando la tarantella come linguaggio artistico. Attualmente vive a Parigi, dove ha fondato suDanzare, associazione che si occupa di promozione della danza e della cultura popolare dell’Italia del Sud. L’associazione si occupa in particolare di stage di danza, produzione e promozione di spettacoli in Francia e nel territorio europeo. Tullia Conte cura la direzione artistica e dirige la Compagnia omonima di Teatro e Danze Rituali, la prima compagnia in Francia a proporre spettacoli nati dalla fusione tra teatro e danze tradizionali italiane.

La Compagnia ha messo in scena: “Antidotum” (Theatre du Bonheur, Paris – Theatre de la Girandole, Montreuil, Paris); “SanTarantella” (Theatre La Parole Errante, Montreuil, Paris). Nel 2014 lo spettacolo “sanTarantella”, scritto e diretto da Tullia, vince le selezioni del concorso drammaturgico nazionale “Stazioni d’emergenza” presso il Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo di Napoli. Nel 2015 la Compagnia torna al teatro Galleria Toledo con un nuovo lavoro: SUDD, dove le danze brasiliane e quelle di matrice africana dialogano con la tradizione del Sud Italia.

Nel 2016, nel famoso Theatre des feuillants di Dijon va in scena Sud é magia (Le sud, c’est de la magie), diretto e interpretato da Tullia Conte con Mattia Doto. Nel 2019 al Theatre du Voyageur la compagnia presenta il primo studio sul nuovo spettacolo. Nel 2020 pubblica “L’altra taranta – Annabella Rossi e il tarantismo nel Cilento” e nello stesso anno, insieme a Francesca Grispello, “Diacronia minima del tarantismo”.

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