Come promesso eccoci qui ad occuparci del Roma Fringe Festival, ospitato , anche quest’anno nella suggestiva cornice di Villa Mercede.

Location molto frequentata e presente nel territorio romano, proprio perché crocevia di studenti e non solo, dove un mix di culture convivono e si fondono. E in parte è anche questo lo spirito del Fringe, che anche quest’anno riproporrà le 3 aree palco, da dove  “daranno i numeri” con: 9 spettacoli al giorno, per oltre 230 repliche di 72 spettacoli.

Tutto senza farci mancare niente : installazioni; workshop; commedie; presentazioni di libri e tanto altro ancora.

Intanto cominciamo con l’appuntamento di apertura di domani 15 giugno con Zoro, al secolo Diego Bianchi, che darà il via per l’inizio della festa.

É importante ricordare i numeri altissimi anche nelle presenze registrate nell’edizione precedente : più di 20.000 persone; magari si potesse parlare di cifre esorbitanti anche quando si parla di fondi e di sostegno all’arte.

Non è molto chiaro come mai manifestazioni di questo tipo che, oltre ad arricchire la città culturalmente, creano anche un ciclo economico non indifferente tra lavoratori, commercianti e quant’altro, invece che sostenerle si preferisce bastonarle nella culla!

Grande stima e rispetto va per tanto a Davide Ambrogi, direttore artistico della manifestazione, agli organizzatori del Fringe e a chi, come loro, non si lascia scoraggiare dalle mille difficoltà di questo strano, bellissimo e contraddittorio paese; noi seguiremo le loro avventure passo passo, intanto, auguriamo tanta merda, come si dice tra le tavole dei palcoscenici!

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