Micol Graziano, Meibi Nuar è il tuo primo romanzo. Come è nata l’idea di scrivere questo racconto?

MEIBI NUAR nasce da un racconto, Ciliegia e fumo che avevo scritto e autoprodotto sul web, sul sito ilmiolibro.it, assieme ad altre storie.  La raccolta si intitolava Me Settima.

Ciliegia è fumo è pubblicato in appendice a MEIBI NUAR.

Quanto c’è di te in questo racconto? Lo possiamo definire un romanzo autobiografico?

Non è autobiografico in senso stretto. Ma c’è sicuramente parte del mio vissuto. Nulla si inventa. Le cose si possono trasformare, ma si parte sempre dalle proprie esperienze. L’osservazione e il vissuto sono la radice quadrata di tutto. La quotidianità, la vita contengono già la letteratura. Basta raccogliere. Reinterpretare in base alla propria sensibilità. E’ questa anche la forza dell’arte: trasfigurare il reale con la potenza illimitata dell’immaginazione. Ciascuno lo fa in modo diverso.

 

Nel comunicato stampa si parla di lettura scenica, e il 12 aprile presenterai il libro al Teatro dei Conciatori. La scelta non è casuale.  Quella di Meibi Nuar è una mini tournèe teatrale?

Si, abbiamo presentato il libro già al Teatro Millelire e al Teatro Manhattan di Roma. Credo nella contaminazione. Nell’incontro delle varie arti. Non vedo barriere tra la musica, il teatro, la scrittura, la pittura. Esiste una linea trasversale che unisce tutto. La bellezza non ha confini e si alimenta di altra bellezza. Le opere devono essere aperte. E generose.  Per questo è deciso di presentare il mio libro attraverso una lettura scenica. Sul palco del Teatro dei Conciatori Giselle Martino attrice  interpreterà Meibi Nuar accompagnata dalla voce di Lara Patrizio.

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