Un esordio a dir poco sfavillante quello della compagnia SONICS lo scorso 3 Dicembre al Teatro Nuovo di Milano con lo spettacolo DUUM – L’ EVENTO.

Due ore di acrobazie e coreografie mozzafiato al limite delle leggi della fisica che tengono lo spettatore incollato alla poltrona con il fiato sospeso.

Entriamo quindi in un magico mondo sotterraneo, dove i protagonisti si sono “rinchiusi” per sfuggire alle avversità del mondo di superficie. E ora, il desiderio di riemergere, di uscire alla luce li guida e li spinge a riconquistare quel mondo quasi dimenticato, come se fosse un sogno, come se in realtà non fosse mai esistito. E qui inizia il DUUM, l’ ascesa alla riconquista di quel mondo del loro passato.

Ritrovare quindi se stessi attraverso i propri ricordi, risalire verso la luce della consapevolezza, è questo il messaggio che vogliono lasciarci i Sonics, non dimenticare, distruggere e ricomporre per capire. Riemergere dal buio delle proprie paure, delle proprie oppressioni e riconquistare attraverso la rielaborazione dei ricordi e l’ accettazione di ciò che siamo quella luce e quella serenità che tanto desideriamo.

Un viaggio emozionante che vede protagonisti gli acrobati Claudio Bertolino, Viola Cappelli, Irene Chiarle, Giorgio Richetta, Micol Veglia, Lucio Rizzi e Federica Vaccaro che attraverso evoluzioni mozzafiato riescono insieme alla loro guida Antonio Villella a riconquistare la superficie, rivedere la luce e gioire delle bellezze del mondo.

DUUM – L’ EVENTO sarà in scena a Milano fino all’8 Dicembre, e proseguirà poi al Teatro Toniolo di Mestre (VE) a Capodanno, al Palazzo dei Congressi di Lugano (18 Gennaio) al Teatro Stignani di Imola (dal 29 Gennaio al 2 Febbraio).

“Forse per ritrovare i ricordi a volte occorre mandarli in mille pezzi, come uno specchio rotto…”

 

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Quel che c’è di anormale nella vita è in normale rapporto con l’arte. È la sola cosa nella vita che sia in normale rapporto con l’arte. (O. Wilde)
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Quel che c’è di anormale nella vita è in normale rapporto con l’arte. È la sola cosa nella vita che sia in normale rapporto con l’arte. (O. Wilde)

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