Un fotogramma in slow motion sulle note della celebre colonna sonora di Momenti di gloria è il filo conduttore di Eliagram, spettacolo che vede assoluto protagonista Elia Tedesco, nuova punta di diamante della Compagnia Torino Spettacoli: 25 anni, una vita vissuta correndo, appunto, senza fermarsi mai, Elia – cresciuto sotto l’egida di un decano del palcoscenico quale Piero Nuti – immagina questa prova solista come un viaggio all’interno della sua testa, durante il quale racconta la vita universitaria, le serate con gli amici, il lavoro e soprattutto il proprio burrascoso, ma estremamente comico, rapporto con le ragazze.

Forte di un bagaglio esperienziale da autodidatta nella musica e nelle lingue, l’attor giovane di Torino Spettacoli ha sviluppato un acuto spirito di osservazione della realtà quotidiana, coniugandolo con le potenzialità comunicative del linguaggio dei social, Instagram in particolare.

Il risultato è uno spettacolo dinamico e godibile, che Elia si è cucito addosso con disinvoltura, grazie alla preziosa collaborazione – in fase di scrittura – di Gian Mesturino, patron di Torino Spettacoli.

Il protagonista, con la sua effervescente personalità, in 80 minuti di spettacolo è riuscito ad accattivarsi il pubblico in maniera trasversale: dalle mamme (molte vorrebbero avere un figlio come lui), agli abbonati tradizionali. E, utilizzando un linguaggio diretto e quotidiano, ha dimostrato di sapersi rivolgere soprattutto ai giovanissimi, avvicinandoli al teatro, luogo che, purtroppo, solitamente conoscono quanto basta per ritenerlo troppo noioso.

La delicata responsabilità di (ri)portare pubblico giovane a teatro suggerirebbe qualche  piccola, ma efficaci accortezze per far crescere uno spettacolo, che comunque funziona discretamente: ricorrere meno ai video (va bene parlare ai giovani attraverso il linguaggio dei social, ma alcune situazioni mostrate con l’ausilio di un proiettore a teatro risultano ridondanti, quindi superflue); evitare di cercare l’applauso, soprattutto quando si è consapevoli che può arrivare spontaneo, come nel caso di una delicata interpretazione di Malafemmena, in questo caso efficace proprio perché senza pretese.

Nel finale, invece, non poteva (giustamente) mancare un video con il protagonista che si scatena  sulla spiaggia al ritmo di Does Your Mother Know?, degli ABBA. E, dalla battigia, arriva direttamente sul palco (indossando rigorosamente solo un paio di bermuda) per salutare il pubblico.

Lo spettacolo tornerà al Teatro Erba di Torino dal 3 al 4 dicembre 2019.

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Torinese, inizia a scrivere di spettacolo nel 2003, specializzandosi progressivamente nel teatro musicale e nella prosa brillante. Nello stesso anno, avviene l’incontro artistico con un altro sabaudo, Franco Travaglio, con il quale continua a collaborare come vicedirettore della webzine “Amici del Musical” e membro della giuria di PrIMO, il Premio Italiano per il musical originale. Laureato in Scienze della comunicazione con un Master in Informazione, New Media e comunicazione plurimediale, è giornalista pubblicista e iscritto all’Associazione Nazionale Critici di Teatro. Dal 2006 è uno dei redattori “storici” di Teatro.it, il portale del teatro italiano.
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Torinese, inizia a scrivere di spettacolo nel 2003, specializzandosi progressivamente nel teatro musicale e nella prosa brillante. Nello stesso anno, avviene l’incontro artistico con un altro sabaudo, Franco Travaglio, con il quale continua a collaborare come vicedirettore della webzine “Amici del Musical” e membro della giuria di PrIMO, il Premio Italiano per il musical originale. Laureato in Scienze della comunicazione con un Master in Informazione, New Media e comunicazione plurimediale, è giornalista pubblicista e iscritto all’Associazione Nazionale Critici di Teatro. Dal 2006 è uno dei redattori “storici” di Teatro.it, il portale del teatro italiano.
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