Anche nei mesi più freddi Lubiana, capitale della Slovenia, conferma il suo ruolo di capitale culturale dell’Europa centrale. Dal 10 febbraio al 2 marzo 2026, il 9° Festival Invernale di Lubiana riporta la grande musica al centro della vita cittadina, riunendo interpreti di fama mondiale, giovani talenti e programmi che attraversano secoli di storia musicale.

Organizzato dal Festival di Lubiana, l’appuntamento si è ormai affermato come uno degli eventi più attesi del calendario culturale sloveno, capace di coniugare tradizione, ricerca artistica e apertura internazionale in un’atmosfera invernale unica.

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Berlioz apre il Festival: Romeo e Giulietta alla Sala Gallus

Il Festival si inaugura il 10 febbraio nella Sala Gallus del Cankarjev dom con una delle opere più imponenti del repertorio romantico: Romeo e Giulietta di Hector Berlioz. La sinfonia drammatica, ispirata alla tragedia shakespeariana, restituisce il dramma degli amanti veronesi attraverso una scrittura orchestrale e corale di straordinaria ricchezza espressiva.

Sul podio sale Charles Dutoit, leggenda della direzione d’orchestra con oltre sessant’anni di carriera e due Grammy Awards. Con lui l’Orchestra Filarmonica Slovena, il Coro Nazionale di Kaunas, il Coro dei Virtuosi del Festival e un cast vocale internazionale con Cyrille Dubois, Julie Boulianne ed Edwin Crossley-Mercer.


Parola e suono: il dialogo tra arpa e teatro

Il 12 febbraio il Festival propone una parentesi più intima con Ivana racconta – l’arpa risuona, un racconto concertistico che unisce teatro e musica. Al centro, l’incontro ideale tra Ivana Kobilca, Polona Vetrih e Mojca Zlobko Vajgl, in un dialogo delicato tra parola e arpa.

Brani tratti dagli scritti di Kobilca si intrecciano alle musiche di Marcel Tournier, Primož Ramovš, Niko Zlobko e altri compositori, dando vita a un paesaggio sonoro lirico e contemplativo che esplora una profonda sensibilità femminile.


I tromboni attraversano i secoli

Il 17 febbraio la scena si sposta alla Filarmonica Slovena con il Quartetto di tromboni Slokar, formazione storica che dal 1973 esplora i confini della musica da camera. Dal Rinascimento al contemporaneo, il programma alterna repertorio classico, suggestioni jazzistiche e richiami cinematografici.

Accanto ai quattro solisti – Branimir Slokar, György Gyivicsan, Wassil Christov e Ben Green – si esibiranno anche giovani musicisti del Conservatorio di musica e balletto di Lubiana, in un dialogo tra generazioni.


Colori mediterranei con l’Ensemble Dissonance

Il 18 febbraio il Mediterraneo arriva nel cuore dell’inverno con l’Ensemble Dissonance, affiancato dal direttore Miguel Ángel Navarro e dal trombettista Vicente Campos. Il programma attraversa le coste del Sud Europa: da Boccherini e la Madrid notturna di Musica notturna delle strade di Madrid, a Granados, Ferrer Ferran, Tartini e Eduard Toldrà, in una serata dominata da luce, ritmo e suggestioni marine.


Il Concorso pianistico internazionale

Dal 21 febbraio al 1° marzo il Festival ospita anche il Concorso pianistico internazionale del Festival di Lubiana 2026, diretto artisticamente da Epifanio Comis. Trenta giovani pianisti provenienti da diciannove paesi si confronteranno davanti a una giuria internazionale presieduta da Dubravka Tomšič Srebotnjak.

Le fasi iniziali saranno aperte al pubblico, mentre le finali nella Sala Gallus vedranno i sei migliori concorrenti esibirsi con orchestra per il premio principale di 50.000 euro, uno dei più rilevanti nel panorama europeo.


Grigorij Sokolov chiude il Festival

Il 2 marzo il Festival raggiunge il suo apice con il recital di Grigorij Sokolov, considerato uno dei più grandi pianisti viventi. Artista schivo e rigoroso, Sokolov trasforma ogni concerto in un’esperienza irripetibile, fondata su una comprensione profonda del testo musicale e su un controllo timbrico assoluto. La sua presenza chiude il Festival con un appuntamento di altissimo prestigio.

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