Tra le iniziative culturali realizzate dal Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, per valorizzare l’identità e la bellezza del Monumento a Vittorio Emanuele, è in programma Eternal City nella collezione fotografica del Royal Istitute of British Architects.

La mostra, a cura di Marco Iuliano e Gabriella Musto, direttrice del Vittoriano, sarà inaugurata giovedì 28 giugno alle ore 18.00 presso la sala Zanardelli  (Piazza dell’Ara Coeli, 1).

Il Royal Institute of British Architects (RIBA), fondato a Londra nel 1834 come istituto culturale e professionale, ha raccolto immagini sin dal principio, allestendo una delle collezioni di fotografia d’architettura più estese al mondo. La mostra contiene una selezione critica fra le migliaia di positivi e negativi su Roma presenti tra i fondi del RIBA, privilegiando uno sguardo ampio, attento sia al dettaglio archeologico sia al paesaggio, passando per la scala intermedia dell’architettura. Eccezione fatta per alcune delle immagini conservate tra i fondi dell’Architectural Press Archive, sono proposti esclusivamente scatti di fotografi britannici, dalle origini del nuovo medium ai nostri giorni: James Anderson, Tim Benton, Richard Bryant, Ralph Deakin, Ivy e Ivor de Wolfe, Richard Pare, Monica Pidgeon e Edwin Smith.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 28 giugno al 28 ottobre, tutti i giorni dalle ore 9:30 alle ore 19:30 ed è a ingresso libero.

I  temi  declinati nella  mostra  saranno  approffonditi  in una  serie di  incontri  sulla  fotografia e architettura che si terranno sulla Terrazza Italia del Vittoriano con illustri esponenti del mondo della fotografia contemporanea e giovani fotografi e critici di storia della fotografia d’architettura. Le conversazioni, curate da Gabriella Musto, direttrice del Vittoriano, hanno l’obiettivo di proporre un focus sulla strategia di ricostruzione dell’indagine storico critica sull’architettura e sulla città utilizzando l’immagine strumento narrativo ma anche conoscitivo attraverso voci autorevoli.

LE CONVERSAZIONI IN PROGRAMMA

Martedì 10 luglio,  ore  20:30  – Paolo Rosselli

La  sua  attività di fotografo prende  avvio all’inizio  degli anni  settanta, dopo aver frequentato lo studio di Ugo Mulas. Tra i suoi lavori più recenti, spesso incentrati sugli aspetti urbanistici e  sulla  transitorietà  dell’immagine  delle  città. e  sue  fotografie  fanno da  corredo  a  riviste italiane  e  straniere,  e  per  due  importanti  volumi  di  Arturo Schwarz  sull’India. Ha pubblicato diverse monografie dedicate ad architetti, tra i quali Santiago Calatrava (1996), Rafael Moneo (2009), Norman  Foster (2010), David Chipperfield  (2011).

Giovedì 19  luglio,  ore 20:30  – Allegra Martin e Marco Menghi

Allegra Martin (1980), allieva di Guido Guidi, si è laureata in Architettura all’Università IUAV di Venezia nel 2007. Il suo campo d’azione come fotografa è “un territorio liberato dal concetto di rappresentazione della realtà”. Tra i suoi lavori recenti si segnalano Cscs, progetto fotografico sul centro di calcolo di Lugano, e Welfare spaces (2011). Le sono state dedicate due mostre monografiche nel 2014, Double bind, Mycamera, tenutasi a Ravenna, e Second choice, a Malmoe.

Marco Menghi (1986), dopo aver lavorato come archivista nell’archivio milanese di Ugo Mulas, ha studiato fotografia alla School of photography and graphic arts cfp Bauer (2008) e si è laureato in architettura al Politecnico di Milano nel 2011. Oggi vive e lavora a Milano, interessandosi prevalentemente alla fotografia architettonica focalizzata all’analisi del territorio e ai suoi cambiamenti.

Martedì 24 luglio, ore 20:30  – Guido Guidi con Antonello Frongia e Andrea Simi

Guido Guidi (1941) è uno dei pionieri della nuova fotografia italiana di paesaggio, con forti influenze derivanti dal Neorealismo e dall’Arte Concettuale. Dagli anni ottanta ha rivolto il suo sguardo sulle trasformazioni urbanistiche. I suoi scatti sono esposti, tra gli altri, al Guggeheim e al Withney Museum di New York, al Centre Pompidou di Parigi, alla Biennale di Venezia, al MAXXI di Roma, al San Francisco Museum of Modern Art di San Francisco.

Antonello Frongia è ricercatore in storia dell’arte contemporanea all’università Roma Tre ed è membro del consiglio direttivo della Società Italiana per lo Studio della Fotografia.

Andrea Simi è un fotografo freelance.

Mercoledì  5 settembre, ore 20 :30  – Marco Iuliano, Gabriella Musto

Marco Iuliano è  professore  associato  alla  Scuola  di  Architettura  dell’Università  di Liverpool  e direttore  di  ricerca  del  Centre  for  Architecture  and  Visual  Arts.  Ha pubblicato  saggi  su architettura contemporanea, fotografia e cartografia urbana. Insegna e collabora in attività diricerca con diverse istituzioni Italiane e straniere tra cui il Department of Architecture della Cambridge  University,  la  Faculdade  de  Arquitectura  dell’Universidade  do  Porto  e  l’Università di  Roma 3.

Gabriella Musto è direttrice   del   Monumento   a   Vittorio   Emanuele   II   e  dell’Abbazia  di Montecassino.  Ha  pubblicato  saggi  su  architettura,  fotografia  ed  in particolare l’estratto dalla tesi del  dottorato  di  ricerca  dal titolo Un architetto  dietro l’obiettivo: l’Archivio  fotografico  di Giuseppe  Pagano nel  quale  si  è  occupata  del  tema  dell’uso della fotografia  come  documento di indagine e studio dell’architettura contemporanea spunto dei temi di conversazione della rassegna proposta quest’anno per ArtCity 2018.

Mercoledì  12 settembre, ore 20 :30  – Paolo Mascilli Migliorini e Libero De Cunzo

Paolo Mascilli Migliorini si occupa di critica e storia dell’architettura declinata spesso sui temi dell’immagine   e   della   ricerca  fotografica.   Dal   1982 è  direttore  dell’Ufficio  catalogo   della Soprintendenza   BAPSAE   di   Napoli   e   coordinatore   di   numerosi   interventi   di   restauro architettonico.  La  conversazione  avverrà  insieme  a  Libero  De Cunzo,  fotografo e  docente  di Fotografia  d’ambiente  e  paesaggio all’Accademia  di Belle Arti di Napoli.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero (il limite massimo degli spettatori è fissato dalla capienza massima degli spazi messi a disposizione).

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