Intervista a Fabrizio Moro

Uscirà il 10 marzo ‘Pace’, il nuovo album di inediti dell’artista Fabrizio Moro che per l’occasione ha voluto incontrare la stampa negli uffici della Sony Music. Registrato all’ Isola Studios di Milano, il disco rappresenta una svolta importante nella carriera e nella vita del cantante romano.

Ero abituato alle interviste singole e fino a qualche anno fa, l’idea di affrontare una round – table con tanti giornalisti, mi avrebbe creato un’ansia incredibile. Ho lavorato parecchio su di me, ora va decisamente meglio ,

Fabrizio Moro © Fabrizio Cestari
Fabrizio Moro © Fabrizio Cestari

precisa Fabrizio rompendo il ghiaccio prima di cominciare a parlare di ‘Pace’, il nuovo album nei negozi tra un paio di giorni. Sorride. Incredibile ma vero, ogni tanto sorride pure lui.

Oggi sono più sereno. Mi guardo indietro e per la prima volta ho la percezione di aver costruito un’eredità abbastanza importante, musicalmente parlando.

Questo mi fa sentire bene, ma so già che questa condizione non durerà molto, per via del mio carattere competitivo.

Ho sempre bisogno di guardare oltre, di avere mete da raggiungere.

Nel tuo disco si parla di pace, tormento e di una felicità raggiunta.

Già e per la prima volta parlo molto di me. E’ un album più egocentrico, rispetto agli altri sette lavori. E’ stato un percorso terapeutico, me ne sono reso conto solo terminando le registrazioni di un disco che apre ‘in minore e chiude ‘in maggiore’. Non è un caso.

A chi devi questa tua pace interiore?   

Diventare padre di Libero (8) e Anita (3) ha sicuramente influito parecchio. Per la prima volta ho imparato a vivere la quotidianità in maniera normale.

Ho cominciato ad andare al supermercato, in tintoria, a fare cose semplici che prima gli altri facevano al mio posto.

Sono sempre stato caratterialmente chiuso, ho fatto sempre fatica a relazionarmi con il mondo esterno.

Quindi la traccia ‘Giocattoli’, è dedicata ai tuoi figli? 

Fabrizio Moro - Copertina PaceE’ dedicata più che altro ai ricordi, agli ‘amici’ Jeeg Robot e Mazinga con i quali mi confrontavo negli anni dell’infanzia, gli unici giocattoli che ancora conservo intatti.

Quando accompagno Libero per i negozi di giocattoli (e mi diverto più di lui!) vivo attraverso i suoi occhi quello che sono stato da bambino. Ora è fissato con il calcio (poco male, visto che vengo da una famiglia di Ultrà …), mentre Anita è innamorata della musica e mi sta dando parecchie soddisfazioni.

‘Giocattoli’ è una delle canzoni che preferisco insieme a ‘Portami via’, dedicata proprio alla piccola.

La adoro. Avevo 15 anni è già desideravo diventare padre di una donna.

Nel tuo album duetti con l’attrice Bianca Guaccero in ‘E’ più forte l’amore’. Come mai hai scelto lei?

Inizialmente le tracce avrebbero dovute essere dieci. Bianca mi chiamò perché cercava un brano per un progetto che uscirà a breve.

L’idea mi sembrava interessante, ma non credevo cantasse così bene e te lo dice uno che ha lavorato per voci straordinarie, come Fiorella Mannoia, Noemi e Emma. Così ho deciso di inserirla nel mio disco.

Una battuta sulla tua partecipazione a Sanremo.

Mi aspettavo una posizione più alta in classifica ma so perfettamente di non aver cantato al massimo delle potenzialità. L’ansia da prestazione, mai avuta nel corso degli altri miei 5 Festival,  ha preso il sopravvento.

Prima parlavi della musica, a volte terapeutica. Lo è stata anche la tua partecipazione a ‘Amici’?

In un certo senso sì. E’ stato un modo per interagire con tanta gente. Maria De Filippi mi ha cercato per ben due anni, ma avevo sempre rifiutato per la paura di confrontarmi con gli altri.

Se sbagli qualcosa in un contesto simile, se fai qualcosa che non va, in una manciata di secondi ti ritrovi tutti i social addosso. Ora ho fatto un po’ pace (anche) con questa insicurezza.

Cosa non smetterai mai di raccomandare, ai ragazzi che partecipano ai talent?

Che un passaggio televisivo serve per accendere un riflettore sulla tua musica, ma quello è solo un punto di partenza e non il punto di arrivo.

Fabrizio MoroE con i social, che rapporto hai?

Mi piace Instagram e ultimamente vedo alla grande anche con facebook. Mi sono finalmente lasciato un po’ andare, mentre prima postavo una frase una volta al mese.

Twitter invece proprio non lo accetto: non sono fatto per esprimere un concetto in 140 caratteri.

Che musica ascolti in questo periodo?

Quella che amo da sempre e alla quale sono rimasto legato, ovvero quella di U2, Oasis, Coldplay e … Slayer! Sono un vecchio metallaro!

Ritorniamo a parlare della tua musica e  finalmente anche di concerti, visto che il 26 maggio partirà da Roma il tuo lungo tour (la data milanese è confermata per il 20 aprile al Fabrique) . Quali canzoni ascolteremo  dal vivo?

E’ una bella domanda. Sto stravolgendo la scaletta perché faccio davvero fatica a proporre alcuni pezzi, legati a un altro periodo della mia vita.  So solo che saranno due ore e mezza piene di musica, accompagnato dalla mia band di sempre.

Il 10 marzo partirà intanto l’Instore tour, durante il quale presenterò l’album con un mini live, accompagnato al piano dal Maestro Claudio Junior Bielli.

Sarà una bella occasione per incontrare i fan.

Dopo questa lunga chiacchierata, chiudiamo con una frivolezza. Che legame hai con i tuoi tantissimi tatuaggi? Hai ancora … spazio?

E’colpa di mia sorella che ha un negozio di tattoo e mi usa come cavia! Scherzi a parte è bravissima e ogni volta che mi succede qualcosa di importante, vado da lei e mi faccio tatuare.

Ne ho davvero ovunque, solo le gambe sono rimaste ‘pulite’, ma ancora per poco, ne sono certo.


Di seguito, tracklist di “Pace”:

  • “Pace”
  • “Tutto quello che volevi”
  • “GiocattolIi”
  • “Semplice”
  • “Portami via”
  • “La felicità”
  • “L’essenza”
  • “Sono anni che ti aspetto”
  • “Andiamo”
  • “È più forte l’amore” (con Bianca Guaccero)
  • “Intanto”
  • Articoli
Chi sono
Sonja Annibaldi è nata il 21 giugno a Milano, dove vive e lavora. Conseguita la maturità classica, frequentati corsi di dizione e seminari di recitazione alla scuola di teatro CTA, abbandona presto la facoltà di Lettere moderne per lavorare in un’agenzia fotografica. Giornalista free lance dal 1993, si occupa di musica, attualità e spettacolo (‘Tutto Musica e Spettacolo’, ‘Max’, ‘Tu’, ‘Confidenze’, ‘Donna Moderna’, ‘Telepiù’, ‘Oggi’, ’Nuovo’ ecc.) ma ha alle spalle anche molte esperienze radiofoniche (speaker) e televisive (autrice e contributi in video). Dal 2006 comincia a occuparsi anche di pet, vista l’enorme passione per i cani, firmando servizi per diversi magazine. Vive con un Cavalier King blenheim di nome Blanco. Ama il rock, il cinema d’autore, la storia dell’arte e il fitness. Dal 2006 è soccorritrice volontaria del 118, sulle ambulanze di una onlus milanese.
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Sonja Annibaldi è nata il 21 giugno a Milano, dove vive e lavora. Conseguita la maturità classica, frequentati corsi di dizione e seminari di recitazione alla scuola di teatro CTA, abbandona presto la facoltà di Lettere moderne per lavorare in un’agenzia fotografica. Giornalista free lance dal 1993, si occupa di musica, attualità e spettacolo (‘Tutto Musica e Spettacolo’, ‘Max’, ‘Tu’, ‘Confidenze’, ‘Donna Moderna’, ‘Telepiù’, ‘Oggi’, ’Nuovo’ ecc.) ma ha alle spalle anche molte esperienze radiofoniche (speaker) e televisive (autrice e contributi in video). Dal 2006 comincia a occuparsi anche di pet, vista l’enorme passione per i cani, firmando servizi per diversi magazine. Vive con un Cavalier King blenheim di nome Blanco. Ama il rock, il cinema d’autore, la storia dell’arte e il fitness. Dal 2006 è soccorritrice volontaria del 118, sulle ambulanze di una onlus milanese.
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