Feud, la faida tra Bette Davis e Joan Crawford nominata ai Golden Globes

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Chi ha avuto modo di vederla, dice che il talento del cast è ineguagliabile. Infatti è di Jessica Lange, Susan Sarandon, Alfred Molina, Kathy Bates, Stanley Tucci, Judy Davis, Jackie Hoffman, Alison Wright, Dominic Burgess, Sarah Paulson che stiamo parlando. Il cast della serie Feud, letteralmente faida, targata FX . Per la regia di Ryan Murphy, Feud è la serie tv basata sulla rivalità tra Bette Davis e Joan Crawford e la loro nota contesa della ribalta

La serie Feud ha ricevuto ben sei nomination ai Golden Globe, tra cui Miglior Serie e Jessica Lange, Susan Sarandon come miglior Attrici protagoniste e Alfred Molina come Miglior Attore non protagonista.

Feud sarà in onda in Italia dal 7 gennaio 2018 su Mediaset Premium. Intanto dagli States ci si spertica in complimenti. È sufficiente visitare la pagina ufficiale della serie per trovare commenti entusiastici per le performance, sopratutto delle prime donne Jessica e Susan.

Ryan Murphy è il regista della serie e abbiamo imparato a conoscerlo per aver creato serie di grande successo come Nip/Tuck o American Horror Story oppure film come Correndo con le forbici in mano, ma anche Mangia prega ama giusto per citarne alcuni.

Murphy ambienta la vicenda agli inizi degli anni 60, quando sia la Davis che la Crawford sono due stelle sul viale del tramonto. La loro aurea sembra essersi offuscata. Sia la Davis che la Crawford sono attrici che vengono dal cinema muto e che adesso, per il nuovo star system, sembra che non abbiano più nulla da offrire.

Difronte alla crudeltà di questa Hollywood le due dive hanno scelto di tenere duro.

In questo momento di declino, prima che anche il tempo invada senza clemenza la sua bellezza, la Crawford entra nelle disponibilità di un possibile soggetto per un film e lo sottopone all’attenzione del regista Robert Aldrich. Il soggetto in questione è quello del film Che fine ha fatto Baby Jane, del 1962.

È proprio la Crawford ad indicare la Davis come collega di set.

Le ragioni?

Perchè i conflitti, oltre che a vendere i giornali e le riviste di gossip, avrebbero venduto i biglietti.

Tutti e otto gli episodi si sviluppano cercando di raccontare il dietro le quinte di una Hollywood che vede gli artisti come dei prodotti usa e getta, usando la produzione di Che fine ha fatto Baby Jane, come pretesto per farlo.

Dietro questo scenario vediamo le due dive comportarsi come delle rivali, a contendersi le attenzioni del regista sfidandosi reciprocamente a rubarsi la scena.

Il tipo di odio a cui si assiste non è fine a se stesso, ma motivazionale.

Ci racconta di uno spaccato maschilista e meschino dove per sopravvivere ci si spinge oltre l’immaginabile.

Una storia dai tratti crudi e drammatici, che lascia lo spettatore con il dubbio se poi, alla fine, le due dive non abbiano capito di essere uguali.

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