Per la nostra terza visita al Teatro Stabile Sloveno di Trieste abbiamo scelto uno spettacolo diverso da quelli soliti proposti dallo stabile e più precisamente un musical: Fiori d’autunno.

Fiori d'AutunnoFiori d’autunno è un musical a modo suo già storico perché è il primo spettacolo di questo genere interamente prodotto e realizzato in Slovenia con la coproduzione del Festival di Lubiana. Pensate che dal suo debutto nell’autunno del 2014 ad oggi ha già abbondantemente superato le cento repliche con sold out praticamente ovunque  anche grazie alla partecipazione di volti e voci ben noti al grande pubblico sloveno come la cantante pop dalla bellissima voce Nina Pušlar nel ruolo della protagonista.

Fiori d’autunno, tratto dall’omonimo grande classico della letteratura slovena dei primi del Novecento scritto da Ivan Tavcar, racconta la storia, che ad oggi può sembrare un po’ naif o vagamente demodè, di Janez, un avvocato di mezza età di Lubiana che rende visita al cugino in campagna dove conosce la giovane figlia di quest’ultimo, Meta. Tra i due sboccia un amore che appare subito complicato per la differenza d’età . Janez, per non complicare troppe le cose con il cugino, decide di abbandonare l’idea folle del loro amore ma ben presto si rende conto che al cuor non si comanda e pertanto non riesce a togliersi dalla testa la bella e giovane Meta. Decide quindi di abbandonare la carriera forense acquistando una fattoria vicino a quella del cugino per poter coronare i suoi sogni d’amore con Meta ma è giusto dirvi che non ci sarà un lieto finale.

A firmare la regia dello spettacolo è un altro volto noto in Slovenia, Vojko Anzeljc mentre i ventidue brani originali portano la firma del cantante, autore e chitarrista Matjaž Vlašic , membro e leader della band slovena Yuhubanda e sono eseguite dal vivo da attori, cantanti e una band sotto la direzione di Tomi Purich.

 

 

 

 

 

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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”
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Racchiude in sé mille passioni legate a tutto ciò che l’uomo produce, inventa e ricrea; è quello che si può definire un “animale sociale”. Fotografo raffinato, con la sua inseparabile macchina fotografica, congela gli istanti per estrapolarli dalla realtà e condurli in una dimensione altra, sublime. Il suo motto è “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso (C.Chaplin)”

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