In concomitanza con Expo2015, un’esposizione sulla centralità del food nella nostra società. Dal 29 maggio all’8 novembre visitabile al Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo con ingresso 10 euro.

Più di duemila metri quadri di spazio espositivo, oltre 50 opere di artisti, architetti, designer e fotografi per un percorso interamente dedicato al cibo. Come mezzo di sostentamento, come ultimo desiderio, come promotore di cambiamento all’interno del tessuto urbano, il cibo, nella mostra curata da Pippo Ciorra, viene celebrato in ogni ambito, dalla dimensione domestica all’impatto sull’equilibrio del pianeta.

La “Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre” del Domenichino apre le sei sezioni della mostra. Il “Corpo”, la “Casa”, la “Strada”, la “Città”, il “Paesaggio” e il “Mondo” scandiscono il ritmo dell’esposizione. Dalla Chashitsu, la camera per la cerimonia giapponese del tè ricostruita in dimensioni reali, si passa alle immagini della performance “Pig Roast” realizzata a New York nel 1971 da Gordon Matta-Clark e quelle di “Honigpumpe am Arbeitsplatz” di Joseph Beuys, esposta nel 1977 a Documenta; dai progetti di città ideali di Le Corbusier, Frank Lloyd Wright e Ignazio Gardella alla surreale installazione “Giant Mushroom” di Carsten Holler; dalla prima cucina moderna progettata nel 1926 a Francoforte e a quella ipercontemporanea dello studio Snøhetta per lo chef americano Thomas Keller; dalla ricostruzione della White Limousine, il ristorante mobile dei giapponesi Atelier Bow-Wow al cibo degli astronauti.

Foto, oggetti di design, installazioni, video. L’esposizione riunisce varie forme d’arte che si mescolano tra loro senza avere un ordinato filo conduttore. Il cibo viene fotografato in maniera esplicita – nelle immagini dell’ultimo pasto dei condannati a morte – oppure evocato attraverso la dimensione spaziale – le cucine. L’importanza del cibo sull’aspetto urbano viene suggerita, poi, dai modelli di città/mercati/luoghi di incontro e integrazione – il Markt Hal di Rotterdam di MVRDV e la riqualificazione del famoso mercato di Santa Caterina a Barcellona di Miralles Tagliabue, gli alveari urbani di Snøhetta e un progetto site specific di orto urbano “agricivico” di Richard Ingersoll.

Nell’anno di EXPO Milano 2015 non poteva mancare una mostra interamente dedicata all’argomento nonostante il progetto di “Food. Dal cucchiaio al mondo” rischi di rimanere un esperimento un po’ confuso. La mostra sarà accompagnata per tutta la sua durata da un ricco programma di eventi e attività didattiche collaterali. Tra gli appuntamenti: la tradizionale cerimonia del tè; gli incontri di arte e cucina a cura di Soup Opera; street food, dj set e degustazioni di sakè a cura dell’organizzazione giapponese no profit Peace Kitchen che fa del cibo uno strumento di pace, inclusione e sostenibilità; la performance Musica da Cucina a cura del laboratorio People from The Mountains. La mostra rimarrà aperta dal martedì alle domenica dalle 11 alle 19; il sabato dalle 11 alle 22. Lunedì chiuso.

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Giornalista pubblicista, collabora da qualche anno con diverse testate nazionali di cultura e spettacolo. Si è laureata all’Università del Salento in Scritture Giornalistiche e Multimedialità, dopo aver conseguito la laurea triennale in Scienze della Comunicazione. Si interessa in modo specifico alla scena musicale indie italiana attraverso le interviste ai protagonisti e i concerti. Appassionata di fotografia, frequenta corsi e partecipa a workshop. Il genere prediletto è il fotogiornalismo, oggetto, fra l’altro, della tesi di laurea specialistica. Nell’ultimo periodo si accosta anche alla fotografia di spettacolo documentando attraverso le immagini le esibizioni dal vivo in tutta la provincia leccese.
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Giornalista pubblicista, collabora da qualche anno con diverse testate nazionali di cultura e spettacolo. Si è laureata all’Università del Salento in Scritture Giornalistiche e Multimedialità, dopo aver conseguito la laurea triennale in Scienze della Comunicazione. Si interessa in modo specifico alla scena musicale indie italiana attraverso le interviste ai protagonisti e i concerti. Appassionata di fotografia, frequenta corsi e partecipa a workshop. Il genere prediletto è il fotogiornalismo, oggetto, fra l’altro, della tesi di laurea specialistica. Nell’ultimo periodo si accosta anche alla fotografia di spettacolo documentando attraverso le immagini le esibizioni dal vivo in tutta la provincia leccese.

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