La Barcolana triestina, travolge la città, tra iniziative ed eventi. In questo clima di grande vivacità, e con un calendario ricco di appuntamenti vogliamo raccontarvi qualcosa del FuoriRegata.

Tra le numerose attività che Trieste propone, in questi giorni di fermento sportivo, è possibile trovare un’offerta diversificata anche per i meno sportivi o che non vogliono rinunciare anche alla cura dello spirito.

Abbiamo fatto un salto al Museo Revoltella rispondendo a quello che ci è sembrato un chiaro invito a prendere Un caffè con il Barone.

Questo infatti il titolo dello spettacolo itinerante tra le sale del palazzo. Il format si rifà molto alla struttura del Theatre Museum inglese.

Ma se quello prevedeva un pranzo con la regina, questo, vista la città in cui ci troviamo, non poteva che essere un caffè con il Barone.

Ed eccoci pubblico/commensali; ospiti/spettatori del padrone di casa Pasquale Revoltella. Insieme a lui a ripercorrere i passaggi salienti della sua vita.

Una vita piena di risvolti che hanno consacrato la figura del Barone a personaggio tanto carismatico quanto affascinante e non immune a dicerie e ombre.

Durante questa performance, sotto forma di visita di cortesia, il Barone Revoltella, interpretato da Lorenzo Acquaviva, ripercorre insieme ai suoi ospiti i passaggi importanti della sua vita, con noi anche un ospite d’eccezione, un fantomatico amico, interpretato da Valentino Pagliei, personaggio con cui spesso innesca degli alterchi che non sono altro che un pretesto per continuare ad approfondire il racconto.

Se ne traccia il profilo di un uomo di umili origini che intraprende una vera e propria scalata che lo trasformeranno in una delle figure chiave della Trieste imperiale.

Un racconto che non è solo una scalata verso il potere e la politica ma una vera e propria storia di riscatto sociale.

Il figlio di una lavandaia che riuscirà a inserirsi tra gli imprenditori triestini grazie alle sue spiccate capacità di “vederci lungo“; coltiverà amicizie; diventerà direttore delle Assicurazioni Generali; arriverà a sedere nel consiglio del Lloyd austriaco; diventerà vicepresidente della Compagnia per la costruzione del Canale di Suez e in ultimo donerà ogni suo possedimento alla città, perchè

Tutti dovrebbero sentire la città come qualcosa di proprio, e per questo, averne cura

Un caffè decisamente istruttivo, per noi che sinceramente ancora non conoscevamo il Barone e, come spesso accade quando qualcuno ti apre le porte di casa sua, possiamo considerarlo un “amico di famiglia”.

Un plauso particolare va agli interpreti che ne sono anche gli organizzatori, insieme al regista Davide Del Degan, per l’ottima performance e per il fatto di aver messo in piedi un progetto valido a costo zero per l’istituzione museale; lo spettacolo, infatti, si auto sostiene con le presenze degli spettatori che prendono parte al caffè, un caffè di 12,00 euro (2,00 dei quali vanno al Museo) decisamente ben spesi.

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