Dal 3 al 5 maggio il Teatro Tordinona Protagonisti ospita Gentili risorse. In scena Stefania Benincaso e Gabriele Vincenzo Casale, diretti dalla stessa Gabriella Olivieri.

Il testo è stato vincitore, nel 2013, del Premio Fersen alla Drammaturgia e del Premio speciale Francesco De Lemene del concorso Lago Gerundo della città di Paullo. Abbiamo intervistato i protagonisti e l’autrice/regista.

 

Come è nata l’idea dello spettacolo?

 

Gabriella Olivieri: Ho scritto la prima stesura di questo testo quando avevo 23 anni: ero in quel periodo della vita a cavallo tra la fine dell’università e la temuta età “adulta“, avevo mille passioni e mi faceva soffrire il non riuscire ad inquadrarmi in modo sistematico in un unico e ben definito ruolo sociale o potenziale figura professionale.

E così, mentre vagavo tra siti di ricerca di lavoro, in modo teneramente impacciato ed insicuro, ho provato la (non piacevole) sensazione di sentirmi rifiutata da un sistema che neanche capivo e che mi spaventava.

 

Cosa ha provato quando ha letto la risposta a quella mail che partiva proprio con “Gentile risorsa?”

 

G.O.: Neanche ricordo per quale posizione avessi mandato quel famoso curriculum, ma ricordo la gioia di vedere una risposta così repentina, seguita subito dallo sgomento nel vedere che la risposta era stata così veloce perché data in automatico, da un programma, e che venivo chiamata “risorsa“.

Ho provato tristezza, mortificazione e mi sono sentita un numeretto, anche un po’ banale, sicuramente non degno di nota. Ed ho capito che quella tristezza non poteva rimanere uno sterile mal di stomaco di un pomeriggio, ma doveva diventare una qualche forma di incoraggiamento per altri, che saranno pure delle risorse, ma hanno tutti un nome, un corpo, una voce, una storia.

 

Firma la regia di questo spettacolo. Ha voluto dare al testo e alla regia un taglio comico o drammatico. Può anticiparci l’allestimento?

 

G.O.: Non ritengo che lo spettacolo possa dirsi comico o drammatico, il testo è una montagna russa di input emozionali diversi (così come lo sono le nostre vite, generazionalmente parlando). Si può dire che prevalga un registro ironico di base, ma, pur non essendo mai tragica, la messa in scena é costellata anche di piccoli momenti malinconici. L’allestimento sarà leggero, essenziale, ma simbolico, con l’obiettivo di essere facilmente comprensibile per tutti.

 

Per gli attori, il colloquio di lavoro più stravagante che vi è capitato?

 

Stefania Benincaso: I colloqui di lavoro nel mondo dello spettacolo sono tutti un po’stravaganti. Quando poi ci si mette la sfortuna… Ricordo che una volta, cinque minuti prima di incontrare la selezionatrice, i pantaloni che avevo comprato per l’occasione si strapparono completamente dalla vita in giù! Per fortuna c’era un reparto sartoria!

 

Gabriele Vincenzo Casale: Un mio amico mi propose un colloquio di cui aveva saputo dalla sua ragazza, che a sua volta l’aveva sentito dallo zio, insomma sembrava una catena di san’Antonio. Non fu tanto il colloquio la cosa strana, ma la situazione, perché, quando chiamai per prendere appuntamento, mi rispose una voce cavernosa che accettò di vedermi il giorno seguente alle 20.30, che già di per se è un orario strano…Arrivato sul posto suonai a tre citofoni e feci quattro rampe di scale, finché finalmente si aprì una porta automatica scorrevole…

Davanti a me il buio più completo, solo le luci della strada fuori mi davano la possibilità di scorgere qualcosa. Dopo poco mi si para davanti un metro e novanta di uomo che con poche parole mi fa da Cicerone attraverso un dedalo di corridoi bui. La mente viaggiava e i pensieri ancora di più, pensai che forse mi sarei trovato in un sacco di plastica di li a poco…come primo i soliti convenevoli, per secondo una presentazione del lavoro da svolgere, il tutto condito con interminabili attimi di silenzio e un pizzico di paura…me ne andai senza una stretta di mano quasi fuggendo, con tutt’ora il dubbio di che lavoro si trattasse.

 

Uno spettacolo che vuole essere una parodia della situazione attuale dei giovani in cerca di lavoro… cosa avete pensato alla prima lettura del copione?

 

S.B.: Me ne sono innamorata subito. E’ un testo che parla in modo originale di un argomento molto vicino alla nostra generazione.

 

G.C.: Lessi il copione e mi ritrovai in molti di quei pensieri, ma in realtà questo spettacolo a mio parere non vuole essere solo una parodia della situazione attuale dei giovani in cerca di lavoro, ma anche una testimonianza di ciò che forse molti ragazzi pensano e vivono in questo momento, il fatto di dover sempre dare conto dei propri risultati come se tutto girasse intorno ad un voto, ad un numero…forse chi ci provina o chi si trova dietro una scrivania ad un colloquio dovrebbe apprezzare anche il vissuto, il pensiero, il passato di chi timidamente affronta il mondo del lavoro.

 

Perché il pubblico dovrebbe venire a vedere questo spettacolo?

 

S.B.: Perché tutti diranno “Ma quel personaggio sono io!”, e perché alla fine si emozioneranno.

 

G.C.: Il testo è nuovo, è frizzante, duro alcune volte ma anche “gentile” e dolce nel somministrare attimi di sogni; gli attori sono giovani, hanno tanta voglia di recitare e tanto da trasmettere, penso non serva altro per venirci a vedere.

 

Avete altri progetti in cantiere? Ce ne volete parlare?

 

S.B.: Debutterò in estate in “Dichiarazioni d’amore” con la regia di Enrico Maria Lamanna e continuerò a condurre, sulla web tv La tua tv, il programma “Molto social. Tutto il bello del sociale”.

 

G.C.: I progetti ci sono, le idee anche, di sogni ancora di più, per ora alcuni sono solo cassetti quasi aperti ed altri invece ancora chiusi, ma si lavora affinché questo scaffale di sogni possa avere quanti più spifferi possibili, per ora si lavora senza sosta…come dice mia madre “lavora tanto e a testa bassa”, tra tante difficoltà cerco di seguire il consiglio.

Lavorare poi con la mia amica e collega Stefania, attrice con la a maiuscola, è bello e soddisfacente…spero di recitare ancora con lei e si sta lavorando per questo, ma sono come un mio zio che dorme con un “curniciello” sotto il cuscino, sono scaramantico e non dico altro. Nel frattempo vi aspetto al Teatro Tordinona.

 

Gentili risorse al Teatro Tordinona – Locandina

1 commento

  1. È molto bello sapere che dietro tanti sogni ed idee ci siano cervelli e giovani adatti a sostenere questo mondo che non sempre ruota con regolarità. In bocca al lupo.

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