Prima di essere ucciso Sam aveva detto a Molly che l’avrebbe amata e protetta. Per sempre.

Tratto dall’ omonimo film del 1990 con Patrick Swayze e Demi Moore per la regia di Jerry Zucker, ha esordito lo scorso 10 Ottobre al  Teatro Nazionale di Milano GHOST – IL MUSICAL, prodotto da  MAS Music, Arts & Show e Poltronissima.

Un esordio di rilievo per il cast nostrano che raccoglie applausi e approvazioni da parte del pubblico in sala. Un’interpretazione sicuramente all’altezza della compagine inglese che ha esordito a Londra nel 2011, scritto dallo stesso sceneggiatore Bruce Joel Rubin, con la collaborazione di Dave Stewart e Glen Ballard per le liriche e le musiche.

Sam Wheat (Salvatore Palombi) è un impiegato di banca a New York e conduce una vita serena insieme alla fidanzata Molly Jensen (Ilaria Deangelis), promettente e giovane artista..

Dopo una serata in un museo dove Molly ha esposto le sue opere, Sam resta ucciso in un tentativo di rapina commessa dal malvivente Willy Lopez  (Davide Paciolla) e degenerata in sparatoria. Mentre Molly disperata chiama aiuto, Sam si ritrova al suo fianco, incredibilmente come fantasma.

Superato un iniziale smarrimento, l’anima di Sam viene richiamata in paradiso, ma lui rifiuta in quanto incapace di abbandonare la sua amata.  Sam deve restare tra i vivi per scoprire le vere cause della sua morte e rimanere accanto alla sua fidanzata, e difenderla da chi cerchi di farle del male.

Ovviamente Sam non riesce a farsi sentire da Molly, ma incontra ad Harlem la “sensitiva” Oda Mae Brown ( Loretta Grace), una truffatrice inizialmente ignara dei suoi stessi poteri, che finirà con l’essergli complice ed amica.

Nelle sue indagini, Sam scopre l’ amara verità sulla sua dipartita. Il mandante dell’omicidio è Carl Bruner (Cristian Ruiz), suo collega di lavoro e migliore amico, che intendeva impossessarsi di una password che gli avrebbe permesso di riciclare 10 milioni di dollari sporchi.

Sam continua a cercare un modo per manifestarsi tangibilmente agli occhi di Molly che, scettica, non crede ai messaggi che Oda Mae le riferisce, né viene creduta dalla polizia.

Sam e Oda organizzano un piano, per evitare che Carl recuperi il denaro sporco. La donna si presenta alla banca dove lavorava Sam con il falso nome di “Rita Miller”, il personaggio a cui Carl doveva intestare i 10 milioni di dollari, e prelevano tutta la somma sotto forma di assegno circolare che consegnerà, suo malgrado, in beneficenza a due suore della parrocchia di San Giuseppe.

Quando Carl scopre della scomparsa dei soldi, da la caccia ad Oda Mae. Sam torna a casa di Molly e grazie all’amica sensitiva la convince della sua esistenza. Carl, intenzionato a vendicarsi arriva a casa di Molly, e durante unna colluttazione con Oda  rimane ucciso da un colpo di pistola, e la sua anima viene trascinata negli inferi dopo aver visto per l’ ultima volta lo spirito di Sam. Una volta terminata la sua “missione”, a Molly viene concesso di vedere per l’ultima volta Sam, il quale viene nuovamente richiamato per giungere finalmente in Paradiso e dare l’ultimo saluto alla sua compagna, sussurrandole finalmente quel “TI AMO” che da vivo non era mai riuscito a dirle.

Un’opera dai toni malinconici e romantici che trova però il modo di lasciare spazio all’ ironia, strappando un sorriso al pubblico, specialmente negli intermezzi di Oda Mae, applauditissima dal pubblico in sala.

Ottime le musiche suonate dal vivo sotto l’ esperta direzione del maestro Fabio Serri, e sicuramente innovative le scenografie fatte di proiezioni, filmati e giochi di luci.

GHOST un musical che lascia sicuramente riflettere, così come lo fece il film 20 anni fa, sul vero significato dell’ amicizia, e, soprattutto, su quanto possa essere forte e sincero un amore, tanto puro da superare i confini della morte.

L’ importante alla fine…è credere…

[flagallery gid=296]

Warning: count(): Parameter must be an array or an object that implements Countable in /web/htdocs/www.lanouvellevague.it/home/wp-content/plugins/ultimate-author-box/inc/frontend/uap-shortcode.php on line 119
style=”display:none;”>
Author Details
Quel che c’è di anormale nella vita è in normale rapporto con l’arte. È la sola cosa nella vita che sia in normale rapporto con l’arte. (O. Wilde)
×
Quel che c’è di anormale nella vita è in normale rapporto con l’arte. È la sola cosa nella vita che sia in normale rapporto con l’arte. (O. Wilde)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.