Tutto è buio e solo delle voci si percepiscono appena, in lontananza.

Due vecchi  abbandonati  sulle loro sedie,  come bambole spente e prive di anima, attendono che qualcuno o qualcosa, restituisca voce anche a loro.

In questo clima surreale , Patrizia D’Orsi e Marco Carlaccini, iniziano una narrazione eccellente per uno studio personale sul testo de Le sedie di Eugène Ionesco, portato in scena alla Casa delle Culture di Roma.

È un gioco di illusioni questa opera teatrale.

Illusioni che ci guidano, che si trasformano nel pretesto per giocare a raccontare, o ricordare, ad invitare…

Persi in questi giochi a due voci, una coppia di anziani signori, si avventura in un dialogo senza schemi apparenti, in attesa di aprire le porte ad altrettanti improbabili invitati. Una folla che si accalca perché c’è un annuncio da dare, la verità delle verità o, piuttosto, sulla verità?

45 minuti di emozioni, condivise grazie alla capacità espressiva dei due bravi attori che, rende assolutamente merito al complesso teatro di Ionesco.

Vestire di  credibilità  ironica questo testo,  è un compito non semplice, che i due artisti protagonisti in scena con uno Studio sulla vecchiaia appoggiati su le sedie di Ionesco, ha saputo realizzare con maestria e grande professionalità.

Un riflessione a voce alta che esalta i rapidi passaggi fra l’ilarità e la malinconia degli anziani che, rivedono gli altri e loro stessi attraverso immaginari ospiti dai nomi altisonanti.

C’è un grande buco nero, quello dei ricordi, che ospita i due attori.

Solo loro, vestiti di bianco, si muovono su un palcoscenico vuoto e scuro.

Aforismi di una profondità disarmante, si alternano ai dialoghi dell’assurdo, ed è stato interessante come sia Patrizia che Marco li abbiano saputi esaltare senza mai banalizzarli.

Le illusioni di Ionesco, prese abilmente in prestito per questa performance, ci invitano a prendere la verità esattamente là dove si trova, a ringraziare per la vita che è stata,   continuo avvicendarsi di errori e cambiamenti, che trovano nel monologo finale interpretato da Marco Carlaccini un epilogo ricco di emozioni.

Noi  de La Nouvelle Vague Magazine approfittiamo di  questa occasione per ringraziare Patrizia D’Orsi e Marco Carlaccini, per l’occasione che ci hanno offerto di condividere con noi un intero anno di lavoro drammaturgico inteso e coraggioso , vista anche la scelta dei testi impegnativi che si sono alternati sul palco de la Casa delle Culture di Roma.

A cosa serve ricordare? A niente…ti porta solo indietro

Studio sulla vecchiaia appoggiati su le sedie di Ionesco

 

Diretto ed interpretato da Patrizia D’Orsi e Marco Carlaccini

Interventi sonori Claudio Rovagna

Costumi Antonella D’Orsi Massimo

Disegno luci Giuseppe Romanelli

Tecnico luci Giulia Belardi

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Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.
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Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere il piacere di capire la voglia di comunicare. – Bruno Munari – Insegnante di scuola dell’infanzia per passione, amo ripetermi che leggere fra le righe dell’arte sia una forma di comunicazione privilegiata della quale i bambini sono i veri maestri. Laureata in Scienze dell’Educazione con una Tesi dedicata al confronto fra i modelli mass mediali in relazione alla multicultura e alla multireligiosità in una prospettiva interculturale, scelgo di perfezionarmi successivamente proprio in Educazione Interculturale, convinta che saper guardare sempre “oltre”, osservare attentamente e ascoltare con curiosità, siano una buona chiave di lettura per stare al passo con questo mondo che non si ferma mai, proprio come i bambini ai quali dedico il mio lavoro. Proprio come l’Arte, alla quale dedico il mio entusiasmo.

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