Li abbiamo incontrati qualche tempo fa andando a curiosare nel dietro le quinte durante la preparazione dello spettacolo “Molto rumore per nulla” di William Shakespeare, e di certo non potevamo mancare al loro debutto in scena.

Una buona prova superata con merito dai ragazzi, considerata la complessità del testo condensato in due ore di spettacolo a ritmo sostenuto.

Un testo adattato alle esigenze della giovane compagnia amatoriale  “Gli asini che volano” diretta da Gianluigi Catalano, nelle vesti per l’occasione, del duplice ruolo di attore e regista.

Il teatro si sà, per definizione è magia, in cui tutto è possibile, e non risulta strano quindi sentire recitare Shakespeare con l’accento portoghese o vedere ruoli deputati a figure maschili interpretati in maniera egregia da componenti femminili.

Buona anche la scelta dei costumi, curati e adeguati ai ruoli dei personaggi, al cospetto invece di una scenografia troppo statica mantenuta per l’intera durata dello spettacolo. Una decisione “obbligata” questa, come è stato poi spiegato, dettata da limiti onerosi da sostenere, soprattutto per le realtà amatoriali che si reggono con le proprie energie, senza con ciò risparmiare le stesse in termini di grinta e dedizione sul palco.

Ultima replica, domenica 9 giugno di Molto rumore per nulla, al teatro Agorà, ore 21

 

Gli interpreti: Susanna Cardano  (Beatrice)

Daniele Scotti (Benedetto)

Adriana Calandra (Ero)

Massimo Caroli (Conte Claudio)

Marco Mazza (Principe Don Pedro)

Gianluigi Catalano (Don Juan)

Toni Biondo (Leonato)

                        Leo Mazzotti (Carruba e Messaggero)

Federica Nuzzo (Borraccio)

Irene Capuani (Margherita e cancelliere)

Fabio Aniballi ( Frate e Gardia)

Ivonete Barbosa (Guardia, servo di Leonato, damigella)

 

Regia: Gianluigi Catalano

Tecnico luci e audio: Federico Sisti

Costumi Ivonete Barbosa

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Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .
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Laureata a la Sapienza in Editoria multimediale e nuove professioni dell’informazione con la tesi “Il femminicidio. La favola nera della cronaca italiana“. Da sempre con la passione per la scrittura creativa e la comunicazione, consegue il diploma di laurea in Scienze della comunicazione per poi perfezionare e completare il ciclo di studi con la laurea magistrale. Le varie esperienze lavorative nell’ambito dell’informazione radiofonica e televisiva le fanno maturare e sperimentare sul campo la teoria studiata sui libri dandole la possibilità di acquisire ulteriori conoscenze. I mass media non sono le uniche esperienze lavorative e formative. Lo spirito di adattamento e la versatilità le hanno dato l’opportunità in passato di maturare esperienze in diversi settori, dall’immobiliare ai centri estivi e di doposcuola. L’incontro con il teatro avviene casualmente e la visione di uno spettacolo di Gigi Proietti si rivela fatale. La smisurata passione per il teatro si trasferisce nell’ambito degli studi portando in commissione di laurea triennale la tesi “L’arte del comunicare. Teatro e media nell’epoca post moderna” prendendo come modello di riferimento le doti comunicative di Gigi Proietti. “ Un grande errore è credersi di piu’ di quello che si è ma anche stimarsi di meno di quello che si vale” .

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