Prosegue a Gorizia il percorso di riscoperta della figura di Antonio Bonne, primo sindaco eletto dopo l’annessione della città all’Italia e protagonista – oggi quasi dimenticato – della vita politica e civile del territorio negli anni complessi del primo dopoguerra. Un periodo segnato da tensioni politiche, trasformazioni sociali e fragilità identitarie che contribuirono a definire il volto di una città di confine come Gorizia.

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Bonne, infatti, è ricordato da storici e studiosi come un “sindaco fantasma”, una figura rimossa quasi completamente dalla memoria collettiva: non compare nel sito istituzionale del Comune, non è presente nella galleria dei sindaci e per decenni non è stato oggetto di studi sistematici. Un vuoto che oggi si tenta di colmare attraverso un lavoro storico, teatrale e civile che vuole riportare al centro la sua vicenda umana e politica.


Chi era Antonio Bonne: vicenda politica di un sindaco dimenticato

Eletto sindaco nel febbraio 1922, Bonne guidò Gorizia in uno dei momenti più delicati della sua storia: le prime elezioni dopo l’annessione all’Italia, in un clima di grande instabilità. Esponente progressista, Bonne sconfisse il precedente sindaco conservatore, Giorgio Bombig, di cui fino ad allora era stato vicesindaco.

Il suo mandato, tuttavia, durò solo nove mesi. Il 1922 fu l’anno della Marcia su Roma, e l’azione delle squadre fasciste divenne sempre più opprimente e violenta anche nell’Isontino. Bonne subì pressioni crescenti: gli chiesero di aderire al Partito Nazionale Fascista e gli presentarono una lettera di dimissioni già pronta. Non volendo tradire coloro che avevano sostenuto la sua candidatura ed elezione, secondo le cronache dell’epoca – come riportato da Il Piccolo del 3 novembre 1922 – lasciò la carica “con le lacrime agli occhi”, stimato ma impossibilitato a governare.

Nonostante la rilevanza istituzionale – sindaco nel momento cruciale di ridefinizione dell’identità cittadina – di lui si sono perse quasi del tutto le tracce, anche perché Bonne era un uomo riservato: le fotografie superstiti sono pochissime e difficili da reperire anche nei giornali dell’epoca.


Il progetto di riscoperta: storia, teatro e memoria condivisa

Il percorso attuale nasce da uno spettacolo teatrale che racconta Bonne attraverso un punto di vista inedito: quello della moglie Petronilla Contin, portando lo spettatore in un viaggio intimo nel primo dopoguerra goriziano. Lo spettacolo unisce il monologo di Petronilla – interpretata da Lucia Calandra – alla voce fuori campo di Bonne, interpretata da Edi Bramuzzo, con accompagnamento musicale di Michela Cuschie. I momenti narrativi sono intervallati dai ritornelli della canzone del 1918 C’eravamo tanto amati, che richiama l’atmosfera dell’epoca.

Il racconto non indulge in letture semplicistiche o ideologiche, ma restituisce la complessità di un uomo travolto dalla storia e di una città alle prese con le ferite della guerra, le nuove istituzioni italiane, le tensioni tra comunità linguistiche e gli effetti della riforma Gentile, che rappresentò uno degli elementi di dissenso all’interno del Consiglio comunale.


20 febbraio a Gorizia: convegno e spettacolo dedicati ad Antonio Bonne

Il 20 febbraio, la Sala Incontro San Rocco ospiterà una serata dedicata alla figura di Bonne e alla storia civica della città.

👉 Ore 18.00 – Convegno “Novecento goriziano. Un secolo conteso.

Antonio Bonne e il difficile primo dopoguerra della città”

Interverranno:

  • Elio Candussi – autore del saggio su Bonne pubblicato su Gorizia News & Views, approfondirà la figura politica e amministrativa del sindaco;
  • Luciano Patat – storico, analizzerà il contesto fragile del primo dopoguerra goriziano, a partire dalle elezioni del 1921 che portarono anche all’elezione di quattro rappresentanti sloveni;
  • dom Stefano Visintin – fisico nucleare originario di San Rocco e monaco benedettino, offrirà una riflessione sul valore della memoria per la costruzione di una comunità consapevole.

L’introduzione sarà a cura di Marilisa Bombi, curatrice e ideatrice del podcast Voci dal confine, di cui abbiamo già parlato in uno dei nostri articoli nei mesi scorsi.

Durante il convegno sarà presentato anche il ritratto di Antonio Bonne, realizzato grazie al recupero di una delle pochissime fotografie in cui il suo volto risulta riconoscibile. Un atto simbolico per colmare una lacuna nella memoria civica della città.

In chiusura, verrà annunciata la nascita del Comitato “Novecento goriziano”, dedicato allo studio e alla valorizzazione della storia cittadina nel XX secolo.

Ore 20.30 – Replica dello spettacolo teatrale su Antonio Bonne

Una nuova occasione per conoscere la vicenda personale del sindaco e il clima di quegli anni attraverso il linguaggio della scena.

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI!


Perché ricordare Antonio Bonne oggi

La storia di Bonne è la storia di una città di confine attraversata da tensioni identitarie, convivenze complesse e fragilità politiche. Riscoprirla significa riconoscere:

  • un capitolo dimenticato della storia locale;
  • il valore della responsabilità civile durante i momenti di svolta;
  • l’importanza di integrare la memoria collettiva con figure rimaste in ombra;
  • la necessità di comprendere il passato per leggere meglio il presente.

Il caso di Antonio Bonne, come ricorda anche lo storico Lucio Fabi nel volume Gorizia, storia di una città, mancava della dimensione personale. Oggi quel vuoto inizia finalmente a colmarsi.

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