Cronache del bambino anatra in scena nel cartellone Altri percorsi alla Sala Bartoli del teatro Rossetti di Trieste

Lo spettacolo racconta con delicatezza, ma anche con una ricerca della verità data di uno studio sul campo sulla dislessia, l’esordio del disturbo dell’apprendimento e di come possano evolversi le vicende di un bambino alle prese con questa situazione

La regista Sonia Antinori ha infatti affrontato con molta responsabilità la composizione di “Cronache del bambino anatra”.

Si è preparata attraverso due anni di ricerche sul campo, in cui ha conosciuto persone affette da disturbi, genitori, insegnanti, studiosi. I disturbi in questione sono quelli specifici dell’apprendimento e troppo lentamente riconosciuti.

A dare volto a Dario e alla sua mamma, insegnante e la prima a non capire il disturbo del figlio, le attrici corregionali Carla Manzon e Maria Ariis.

STUPIDO,UN’ETICHETTA INCISIVA
Dario, il protagonista si porta dentro per anni un’etichetta difficile da elaborare quella di “stupido”: viene preso per figlio (di una maestra delle elementari) e alunno distratto, con poca voglia di studiare e impegnarsi.
La dislessia ai tempi in cui è ambientato lo spettacolo era sconosciuta quindi una diagnosi in tal senso era fuori discussione
Solo anni dopo, una volta cresciuto ed andato a vivere da solo, in una telefonata alla madre racconterà di aver sentito parlare di una situazione analoga alla sua alla televisione
Una delle prime occasioni in cui era stata pronunciata una diagnosi ma ancora una volta si scontrerà ancora con lei e la sua ritrosia ad accettare e accettarlo
UNA STORIA DI RISCATTO

La storia di Dario narra anche di riscatto: la rivincita di un bambino deriso e anche isolato a tratti con conseguente rancore che a volte sfociava in violenza con chi lo prendeva in giro
Un bambino vessato diventato poi laureato e uno dei cervelloni in grado di grandi scoperte scientifiche

IL RICHIAMO ALLA FAVOLA

Lo spettacolo, vissuto su flashback partendo dal giorno d’oggi, narra la storia di Dario come una moderna favola, tema che legherà molto i due protagonisti e che sarà un fil rouge.

La nostra società non ama le imperfezioni. Sollecitano il sospetto, in qualche caso il rifiuto. Si teme la differenza, quindi si evita di comprenderla. La vita degli imperfetti diviene solitaria, dolorosa, forse rancorosa

 

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